Vado a vivere in campagna… – seconda parte

vado a vivere in campagnaSiamo arrivati in campagna con l’idea di recuperare quelle terre abbandonate a se stesse che diventano boschi, avvolgono e intrappolano ogni cosa e soffocano la terra.

Abbiamo invertito la rotta di coloro che sono scappati dalla campagna e sono andati in città, nella speranza di trovare ricchezze, risorse e comodità. Noi ne siamo scappati.

Siamo andati a cercarci la naturalezza della vita, che è fatta di poco: una stufa per scaldare la casa bruciando la legna raccolta nel bosco, un’economica per cucinare, qualche attrezzo per lavorare la terra e prodursi ortaggi e frutti in autonomia. Che già il fatto di seminare e piantare minuscole forme di vita, per poi vederle nascere, crescere, raccoglierle per mangiarne i frutti, dà una immensa soddisfazione e allieta lo spirito. Se poi si aggiunge un po’ d’ingegno per costruirsi un impianto per recuperare acqua calda da irraggiamento solare, oppure corrente elettrica utilizzando il sole o il vento, e quindi essere autonomi energeticamente, oppure recuperare l’acqua dal pozzo per annaffiare l’orto, oppure cuocersi il pane nel forno a legna fuori casa, ma anche trovare nel pollaio le uova fresche tutti i giorni, beh … ci allora c’è tutto quello che serve!

Senza togliere il fatto che i costi della vita si sono quasi dimezzati, in campagna è tutta un’altra storia e vi è modo di azzerare le inutilità e il superfluo, spesso legati a trend e mode che in città impongono scelte sociali molto costose. Poca tecnologia, un pizzico di fatica e tanta voglia di vivere sono gli ingredienti che da millenni permettono all’uomo di evolversi, di crescere ed elevarsi, al cospetto del Creatore.

La volontà di svoltare ci ha portato in questi luoghi meravigliosi, che donano tantissimo, se solo ci si avvicina con umiltà, voglia di imparare e con tanto rispetto. Rispetto per la Terra e per la Coscienza che la presiede, che è la stessa che ci guida e ci dà la vita. Rispetto per la Vita, che ci porta ad avere rispetto di noi stessi, e che quando eravamo in città facevamo fatica a ricordare e tenere presente e che forse stavamo perdendo.

Qui tutto si ridimensiona e torna ad avere valore per quel che vale, così che l’immagine, la vanità, l’apparenza finiscono per essere solo d’intralcio, e tornano ad emergere l’Essere, nella sua interezza, complessità e bellezza, perché frutto di concretezza, di vitalità e onestà.

Certo, la vita in campagna è fatta di continuo lavorio che è naturale, legato a doppio filo con le stagioni, con il clima, con l’impegno costante e continuo nel governare quelle forze che si esprimono senza il nostro consenso, e che spesso ci soverchiano se le prendiamo sotto gamba e se le trascuriamo, ma che sono capaci di restituire molto qualora si comprendano, e così ci guidano con saggezza e sentimento puro.

La vita in campagna offre tanto di più rispetto alla vita cittadina, ed ogni giorno c’è da apprezzarne le sfumature, anche quando sembrano terribili, come una nevicata di oltre due metri o una burrasca con venti che soffiano a cento chilometri all’ora, ma che poi, a ben vedere, lasciano sempre qualche cosa di positivo…. Nutrimento per la Vita.

Vivere in campagna è pesante per un corpo che non ha avuto abitudine a muoversi all’aria aperta, ma diviene leggerezza quando si comincia ad esserne avvezzi. Può essere impegnativo quando non si lascia fare alla Vita e ci si ostina a voler controllare tutto, senza mettersi all’ascolto di quel che ci comunicano la Terra e i suoi abitanti, non sempre percepiti attraverso i sensi fisici ma che possiamo comunque accogliere e rispettare perché presenti e spesso d’aiuto.

La vita in campagna comporta grande amore per la Vita, e senza l’amore non ci si può resistere a lungo, e allora si fugge verso l’apparente comodità della città, che però illude e imprigiona.

In campagna vi è la libertà di vivere con meno codici, meno strutture mentali e con più semplicità, si è sé stessi, liberamente e senza condizionamenti esterni, quindi con più onestà, senza troppi limiti, se non quelli dettati dal buon senso, e si può esprimere la vera natura che ci pervade e ci completa.

Non che in città non si possa fare altrimenti, per quel che è stata la nostra esperienza si farebbe molta più fatica a raggiungere gli stessi risultati, che poi non sono altro che la manifestazione della gioia in noi, l’esprimere la creatività che ci scorre dentro, avere il necessario distacco dalla contingenza e discernere con maggior chiarezza su quel che è importante attingere sul percorso verso la casa del Padre.

Noi ci siamo sentiti subito bene, qui in campagna, e non rimpiangiamo la città, anzi. Quando ci rientriamo è un po’ come tornare nella gabbia dorata nella quale abbiamo vissuto per tanto tempo e che non sapevamo ci stesse imprigionando…. Fino a quando ne siamo diventati consapevoli.

La nostra scelta di uscire da quella gabbia è stata per esprimere completamente la nostra umanità, e ciò è possibile solamente quando si è liberi! La schiavitù dovuta ai tanti condizionamenti, e che viene sempre più imposta, lede tale libertà. Consci di questo abbiamo scelto la via che, seppur complessa, ci porta al raggiungimento di quell’obiettivo: divenire uomo libero, ossia divino.

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