Non c’è cattivo più cattivo di un buono quando…

non ce cattivoCome ho scritto nel mio primo articolo per questo portale, sono sempre stato attratto dalla saggezza popolare. Fin da piccolo, i detti e i proverbi hanno esercitato su di me un fascino irresistibile. Come se leggendo quelle poche parole, potessi assaporare il distillato di secoli di vita vissuta. Su qualunque argomento, peraltro. E a questo proposito…

A volte, riguardo a una persona che ci è particolarmente cara, viene spontaneo dire: “Grazie di esistere!”. Normalmente, è qualcuno di intimo nella nostra vita. Ma non è detto. Se, infatti, mi si chiedesse di ringraziare di esistere due persone che addirittura non ho mai incontrato, non esiterei a rispondere: penserei subito a Bud Spencer e Terence Hill! Sì, perché, con le loro battute esilaranti e le loro scazzottate mirabolanti, hanno fatto trascorrere a me e alla mia famiglia momenti bellissimi, indimenticabili. Dagli anni ’80, quelli della mia adolescenza e dell’uscita di diversi loro film, sono ormai passati trent’anni. Eppure, ogni qualvolta ne ritrasmettono uno in televisione, beh, io e mio padre, quella sera, non prendiamo impegni… Ma di quei film, non ricordo a memoria soltanto la maggior parte delle battute, ma anche alcune perle di saggezza, che di tanto in tanto vi fanno capolino. Come, per esempio, questa, tratta dal film Chi trova un amico trova un tesoro:

“N o n c ‘ è c a t t i v o p i u’ c a t t i v o d i u n b u o n o q u a n d o d i v e n t a c a t ti v o”

Un detto che mi colpì per essere di fatto un ossimoro, ovvero una contraddizione in termini. Anche se solo apparente… Nel film, naturalmente, il riferimento è a Bud Spencer, che, nella coppia di attori, è il buono. Un buono che, tuttavia, non bisogna fare arrabbiare, perché, quando mena, mena forte, molte forte! (www.casa-cinema.org/chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro.html).

Ora, circa quindici anni dopo aver visto questo film per la prima volta, quella battuta, un giorno, mi ritornò in mente. Era il periodo in cui avevo iniziato ad avvicinarmi all’antica saggezza e stavo leggendo un libro di storia esoterica del nostro Pianeta. Quella storia scritta grazie all’utilizzo di strumenti soggettivi di ricerca – nello specifico, la chiaroveggenza relativa al passato – di cui lo storico ordinario normalmente non è in possesso. Strumenti che, soprattutto se ben affinati, sono la ricompensa di una maturità evolutiva raggiunta nelle tante esistenze vissute… Di preciso, quel giorno, stavo leggendo di quell’evento conosciuto come diluvio universale (https://it.wikipedia.org/wiki/Diluvio_universale). Un avvenimento che trova numerosi riscontri nei racconti mitologici di diverse tradizioni: da quella biblica, con protagonista Noè, a quella induista, da quella greca a quella mesopotamica. Per citare solo le più conosciute. Racconti con protagonisti diversi, ma con un tema comune: una punizione divina di dimensioni enormi per rimettere in riga un’umanità che aveva oltrepassato il limite… E leggendo la storia esoterica del nostro Pianeta, si può capire che tipo di limite era stato oltrepassato: “La maggior parte del popolo atlantideo cadde in questa decadenza morale, rinsaldando il potere dei Signori corrotti. […] Orge, sanguinosi sacrifici umani, crudeltà e lussuria erano le sole divinità riconosciute. Ma quando il vaso fu colmo, da Shamballa giunse l’ordine di distruggere quella terra che in passato era stato un meraviglioso Eden.” [M. Coquet, Luci della grande Loggia Bianca, Amrita].

Quindi, viene spontaneo dire: da Bud Spencer a… Dio, occhio a far arrabbiare chi è buono! Bontà non è di certo sinonimo di debolezza e prevede, quando necessario, l’uso della forza. Anche di molta forza… Così, anche, e forse soprattutto, con chi riteniamo buono, non tiriamo mai troppo la corda, perché come diceva simpaticamente il grande Toto’: “Ogni limite ha la sua pazienza!”.

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