La Libertà raccontata ai nostri figli

la-libertaMentre scrivo sono in viaggio, la condizione migliore per ascoltarmi e osservare. Nel viaggio sperimento dentro e fuori, e spesso raccolgo simboli che mi aiutano a fermare qualcosa.

Oggi raccolgo un sasso piatto e una foglia di Fico. Mi serviranno per raccontare.

Sono con la mia famiglia a giro col furgone, tra Slovenia, Croazia e Bosnia. E’ una terra faticosa. Fa fatica a respirare nonostante sia invasa di turisti e viaggiatori. Ma si porta la Guerra recente e una storia pesante nel suolo e nel cielo. Mi piace raccontare la storia a Pietro e mentre gli racconto mi accorgo che la roccia raccolta e la foglia di Fico hanno a che fare con la storia di questo luogo.

Spiegare la libertà a mio figlio passa da li.

Il sasso piatto rappresenta l’omologazione. A volte ci troviamo a fare quello che fanno tutti, in automatismo, senza porsi molte domande. E questo a partire da cosa mangio, a cosa indosso, da come creo il ritmo del giorno a che musica ascolto, dalle parole che dico, ai luoghi che frequento. E in questa omologazione, in questo sasso piatto, a volte ci sembra di stare “benino”, perché questo fare e agire e quello che ci viene detto ci fornisce una sorta di sicurezza.

Un po’ come la ex Jugoslavia di Tito. Tito era un dittatore furioso che aveva potere su sei federazioni: Slovenia, Bosnia, Croazia, Montenegro, Macedonia e Serbia.

Finchè Tito fu in vita tutti questi paesi stavano buonini e procedevano secondo le sue leggi, le sue regole e i suoi detti. Il sasso piatto è Tito. Omologazione, uniformità. Si procede compatti, tutti uguali, nessuna differenza.

Poi Tito morì e le federazioni iniziarono a farsi la Guerra per affermare la propria libertà e la propria indipendenza: io sono meglio di te, la mia religione è meglio della tua, la mia pelle è più ganza dell’altra, la mia lingua più armoniosa di quell’altra ancora.

La Guerra fu lunga e faticosa e non vinse nessuno, perché nelle Guerre tutti perdono qualcosa e qualcuno.

Anche il sasso piatto ha durata breve. Stare benino ai nostri figli non basta. Sono i bambini che iniziano a fare domande e ci chiedono: “Babbo, Mamma, ma perché si fa le cose tutte uguali? Perché non mi fai domande invece di darmi sempre le risposte a tutto? Ma ci sarà un altro modo di fare e di vivere? O questo è l’unico?”

Per fortuna il sasso piatto non è l’unico modo. I nostri figli ci spingono a porci infinite domande e ci chiedono di far loro infinite domande. Sono quelle domande che aprono la Vita invece di trattenerla, che la rendono amata invece che costretta.

Sono le domande che donano la Libertà del Cuore.

La Croazia e la Bosnia sono immerse nei fichi. Pietro ed io troviamo questi fichi in ogni luogo che tocchiamo. Ne stacco una foglia e mi esce il latte e mi inondo di speranza.

Il Fico è un albero benedetto. Il latte che lo inonda mi avvicina al nutrimento.

Ecco! Il Fico è l’antitesi del Sasso piatto. Rappresenta il nutrimento per la Vita. Un figlio cosa chiede per essere libero? Ma prima ancora cosa nutriamo dentro di noi per camminare nella Libertà?

Viaggio con questo sasso piatto e questa foglia di fico da settimane. E mi rendo conto quante ancora poche domande mi faccio, quante poche vere domande faccio ai miei figli, quante volte ho la tentazione di stare nel sasso piatto e quanto è piccolo il nutrimento che metto ancora verso la vita.

Ma questo nutrimento mi chiama. Questo latte che sgorga dalla foglia di fico mi fa posare lo sguardo sui miei figli. Liberi, perché nutriti dal nostro Amore, dalla nostra attenzione, ma soprattutto nutriti dalle nostre Domande aperte, che gli dicono non ti omologare amore, c’è sempre un’alternativa…Vai…

Stefania Ermini

Mi chiamo Stefania. Sono nata 41 anni fa a Firenze in un giorno di Autunno, quando ancora si respirava l’aria del mosto e del vino nuovo. Ho trascorso i miei primi 41 anni in viaggio. Ho incontrato la gioia, la pesantezza, la tristezza, l’Amore, il mio compagno, un figlio, il gioco. Ho incontrato tanti luoghi, tanti amici con i quali ogni giorno circola un amore fraterno. Ho cambiato strada tante volte; ho studiato Economia e Commercio e in mezzo ai numeri mi sono persa! Dopo una scuola di Counselor e un Master in Mediazione Familiare, mi sono ritrovata oggi innamorata a farne il mio lavoro.
Scrivo. Mi piace scrivere. Viaggiare e scrivere. La scrittura mi ha sempre spinto fuori dalle crisi. I viaggi mi portano ad incontrare i miei limiti e ad abbracciarli. Ho incontrato l’India, il Nepal, il Tibet, l’Egitto, la Bosnia. Questi luoghi hanno messo in crisi le mie certezze e mi hanno fatto scegliere in corsa cambi di direzione.
Il mio migliore amico è diventato nel tempo il mio Amore, compagno di cammino, fedele, incerto e presente. E’ nato Pietro e mi ha spinto a ritrovare il tempo del gioco e della leggerezza, della pazienza, della presenza.
Quando il Dio raccontato dalla Chiesa non mi è più bastato, mi sono messa a cercare altrove. Ho sperimentato l’Hatha Yoga, la Meditazione Vipassana, la meditazione Cristiana, l’Integrated Amrita Meditation Technique. Ho attraversato qualche ashram, l’Annapurna e i monasteri tibetani. Poi ho incontrato la Fraternità di Romena in Casentino che in un abbraccio ha raccolto con dolcezza tutte queste esperienze.
E sono tornata a Casa incontrando Massimo Rodolfi, il Raja Yoga, Atman e tutti i fratelli sul Sentiero. Finalmente sento di aver messo Radici col Cuore!

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