La Costa degli Etruschi Toscana, da Baratti a Bolgheri

bolgheri_baratti-3Il furgone ci porta ancora in Toscana, sulla Costa degli Etruschi, quel tratto di costa che collega Livorno a Piombino. Un territorio antico dipinto da natura, storia e poesia.

Trascorriamo la notte nel golfo di Baratti, accanto ad una famiglia del Galles che con il loro motorhome sta viaggiando da sei mesi per l’Europa. La notte ci culla il silenzio della baia, un velo di stelle e il fresco avvicinarsi della Primavera. La mattina il mare è calmo, illuminato dal sole e il silenzio di un giovedì mattina ci muove verso questo luogo, a leggere da vicino la storia del suo Parco Archeologico. Populonia, città etrusca costruita sul mare, era composta da due nuclei distinti: Poplonion Akron, l’acropoli, la città alta, sede dei templi e degli edifici pubblici; Poplonion Polis, la città bassa, posta in prossimità del golfo di Baratti, sede del porto dove si svolgevano le principali attività economiche e artigianali. Questo terreno si popola di resti antichi; le prime scoperte furono casuali: resti impigliati nelle reti di pescatori, contadini che riportarono alla luce tombe etrusche. All’interno del Parco è possibile seguire tre tipologie di percorsi che portano alla scoperta dei resti etruschi: la “Via del Ferro”, la “Via delle Cave”, ed un itinerario naturalistico. Il percorso della “Via del Ferro” attraversa i luoghi dove erano posti i forni perennemente accesi degli etruschi. La “Via delle Cave”, porta alla scoperta delle cave dove gli Etruschi estraevano la pietra di panchina, utilizzata per costruire la città di Populonia e la sua necropoli.

Passiamo la giornata a costruire capanne e a correre tra i Pini torti della baia. Pini piegati dal vento, che per anni rispondono come un dono a questo territorio. Lasciamo Baratti per vagare tra i borghi dell’entroterra. E Bolgheri si allunga risalendo la costa, con il suo viale di cipressi.

I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar,
Quasi in corsa giganti giovinetti
Mi balzarono incontro e mi guardâr.
Mi riconobbero, e – Ben torni omai –
Bisbigliaron vèr me co ‘l capo chino –
Perché non scendi? perché non ristai?…

Con questa poesia “Davanti a San Guido” Giosuè Carducci fece conoscere la “sua” terra, i suoi luoghi di vita. L’ode si riferisce al piccolo oratorio dedicato a San Guido, “santo di famiglia” dei Conti della Gherardesca. La piccola chiesa ottagonale, costruita nel 1703 per volontà di Simone Maria della Gherardesca, è situata proprio al termine del viale dei cipressi di Bolgheri.

Risaliamo il viale dei cipressi e respiriamo Bolgheri che si immerge nella campagna ricca di viti e di olivi. Punteggiata da botteghe artigiane ed enoteche, apre ai vicoli lastricati col castello e con fronde di gerani. E non dimentica il poeta che si rivede in ogni statua, nome di via. Proseguiamo il cammino tra i vigneti e come un filo, un profumo, un colore, incontriamo il vino, un altro dono degli etruschi, portato dall’Oriente in Toscana.

Populonia, il golfo di Baratti e il poetico Borgo dal profumo di mosto: bastano due giorni per sostare su questo lembo di terra e conoscerlo, ma con un po’ di lentezza il tempo si allunga e si impara a vivere tra poesia, storia e bellezza.

Foto di Riccardo Bartalucci

Stefania Ermini

Mi chiamo Stefania. Sono nata 41 anni fa a Firenze in un giorno di Autunno, quando ancora si respirava l’aria del mosto e del vino nuovo. Ho trascorso i miei primi 41 anni in viaggio. Ho incontrato la gioia, la pesantezza, la tristezza, l’Amore, il mio compagno, un figlio, il gioco. Ho incontrato tanti luoghi, tanti amici con i quali ogni giorno circola un amore fraterno. Ho cambiato strada tante volte; ho studiato Economia e Commercio e in mezzo ai numeri mi sono persa! Dopo una scuola di Counselor e un Master in Mediazione Familiare, mi sono ritrovata oggi innamorata a farne il mio lavoro.
Scrivo. Mi piace scrivere. Viaggiare e scrivere. La scrittura mi ha sempre spinto fuori dalle crisi. I viaggi mi portano ad incontrare i miei limiti e ad abbracciarli. Ho incontrato l’India, il Nepal, il Tibet, l’Egitto, la Bosnia. Questi luoghi hanno messo in crisi le mie certezze e mi hanno fatto scegliere in corsa cambi di direzione.
Il mio migliore amico è diventato nel tempo il mio Amore, compagno di cammino, fedele, incerto e presente. E’ nato Pietro e mi ha spinto a ritrovare il tempo del gioco e della leggerezza, della pazienza, della presenza.
Quando il Dio raccontato dalla Chiesa non mi è più bastato, mi sono messa a cercare altrove. Ho sperimentato l’Hatha Yoga, la Meditazione Vipassana, la meditazione Cristiana, l’Integrated Amrita Meditation Technique. Ho attraversato qualche ashram, l’Annapurna e i monasteri tibetani. Poi ho incontrato la Fraternità di Romena in Casentino che in un abbraccio ha raccolto con dolcezza tutte queste esperienze.
E sono tornata a Casa incontrando Massimo Rodolfi, il Raja Yoga, Atman e tutti i fratelli sul Sentiero. Finalmente sento di aver messo Radici col Cuore!