Un Posto Speciale

un posto specialeA ottobre abbiamo fatto un secondo incontro col gruppo per il progetto “Le Pleiadi” (è questo il suo nome attuale) della durata di due giorni, nei quali abbiamo visitato dei terreni e abbiamo parlato di come e di cosa vorremmo concretamente fare.
Vedi articolo precedente.
Scendendo a Rimini ero un po’ preoccupata/delusa per il fatto che alcune persone conosciute in precedenza hanno deciso di non prendere parte al progetto.
I miei pensieri in macchina erano “come faremo in così pochi?.. come troviamo altre persone?”
Ma alla fine mi sono (come spesso succede) fasciata la testa per nulla, infatti all’incontro c’erano quattro nuove persone.
Ancora una volta sono rimasta entusiasta per la magia che si è creata nel gruppo.
Siamo andati a vedere 3 terreni nelle vicinanze di Rimini.
Il primo era un posto con due case, in un piccolo borghetto, in alto ma un po’ chiuso come vista, e il terreno si raggiungeva in macchina.. non mi ha entusiasmata per niente.
Il terzo era su una stradina un po’ difficoltosa, una vista bellissima e con un casolare da sistemare. Il Terreno era molto in pendenza. Ho pensato che fosse carino, ma non ho pensato “ci vivrei”.
Il secondo che abbiamo visto invece (di cui già qualche foto avevamo visto) è stato veramente la visione di ciò che ho sempre immaginato: grandi spazi verdi, collinari ma anche pianeggianti, con degli alberi, un laghetto, un fiumiciattolo vicino, un grande capannone e una casetta.
Il terreno è diviso da una stradina (dove non passa quasi nessuno) la parte bassa più pianeggiante con il laghetto e la parte più sopra collinare.
Una meraviglia.
Da quando ho iniziato a pensare a questo tipo di progetto ho sempre immaginato un posto simile, con delle fonti d’acqua vicino, con dei grandi spazi verdi e aperti dove poter correre, colline, e una vista spettacolare. E in quel terreno ho visto tutto quello che ho sempre immaginato.
E mentre ci ripenso cerco di tenere i piedi per terra, perchè altrimenti parto in quarta, e si sa… è già successo tante volte. Quante aspettative deluse quando si sogna troppo. No, questa volta vorrei esserci senza immaginare troppo, voglio trovare veramente in modo concreto il modo di attuare tutto questo.

Una volta tornati alla “base” abbiamo preso un grande foglio e a turno per ognuno abbiamo disegnato tutto quello che volevamo in questo progetto.
Il primo disegno era molto astratto e rappresentava diverse cose:

  • amicizia
  • legami
  • amore
  • unione
  • ponte di unione tra il vecchio e il nuovo
  • luce
  • luogo di calore

e tanto altro
Il secondo disegno è stato più concreto (con case, alberi, ecc..).
È nato cosa vorremmo fare:

  • case ecologiche
  • uno spazio per bambini
  • un grande laboratorio con spazio per: trasformazione del legno e metalli, trasformazione di erbe in olii e unguenti, trasformazione del pane, spazio artistico
  • uno spazio come centro benessere
  • serre, orti
  • spazi di svago e comuni
  • spazio per animali
  • alberi, tanti alberi da frutto
  • uno spazio per le api

Nel disegnare ci siamo fatti anche delle domande, per esempio ci siamo domandati se sentivamo che qualcuno ci ha tolto spazio, o se siamo stati infastiditi che qualcuno abbia aggiunto qualcosa ad un pezzo del nostro disegno ecc…
Domande che non erano affatto banali.
Perchè ognuno ha la sua idea, il suo progetto… quindi dobbiamo capire: stiamo andando nella stessa direzione? Siamo disposti a mettere da parte delle cose per il bene comune del progetto?
Siamo disposti a fare questo lavoro? A diminuire più del normale i nostri spazi (Sia a livello pratico che personale)?
Beh una persona che si mette in cammino per un progetto simile, risponderà molto probabilmente che “sì” è disposta a farlo… ma in pratica è così facile?
È così facile cedere il proprio spazio? A farsi da parte su qualcosa di cui ci occupiamo per lasciare spazio a qualcuno che lo sa fare meglio di noi? Oppure semplicemente mollare una discussione o una posizione perchè sta danneggiando il gruppo/progetto?
Siamo anime in cammino, in cammino verso miglioramenti, miglioramenti con progetti simili: com-unità (come scrive sempre Franca) con unione di intenti, condi-visione, aiuto reciproco.
Ma dobbiamo tenere conto che la personalità è dura a morire, e non è facile fare i conti con le personalità di tutti, con i lati più nascosti, con parti di noi buttate via sotto chiave, che non si vedono finchè non si è a stretta vicinanza.
Trovo una certa difficoltà a esprimermi, soprattutto quando ci sono degli attriti con qualcuno, o quando si deve dire ciò che si pensa con sincerità, le parole mi si bloccano in gola e per sputarle fuori è uno sforzo fuori dal normale.
Ma adesso quando succede cerco di pensare alle parole della mia cara insegnante che dice: “non sei tu che perdi la faccia, è la tua personalità”, oppure “mai aver paura della paura e mai avere vergogna della vergogna, perciò buttati in tutto ciò che temi e di cui ti vergogni”.
E poi c’è quella che mi tiene a galla, non sempre, ma aiuta, aiuta sempre ricordarla: “tutto ciò che di negativo facciamo va a scapito del gruppo, tutto quello che di positivo facciamo va a sostegno del gruppo”
Ogni passo verso noi stessi è un passo verso gli altri.
Essere un gruppo, mantenere la sinergia iniziale è questo l’obbiettivo. Mantenere la coesione che c’è quando si parte con l’entusiasmo, per me è importante mantenere quella sorta di innamoramento. Quella sensazione che dice “che bello che siamo qui riuniti insieme per questo bellissimo progetto”.

Alessia Roncoroni

Alessia Roncoroni nasce a Como nel 1994.
Gli insegnanti l’hanno sempre definita una bambina con “la testa fra le nuvole”, in cerca di qualcosa che non si sa bene cosa sia, piena di creatività e fantasia.
Prima vuole fare l’attrice, poi, all’improvviso all’età di 14 anni inizia ad interessarsi di cose bizzarre, tornando a casa con candele, tarocchi e libri strani.
In seguito si iscrive al primo corso di meditazione dell’associazione Atman.
Dopo il diploma in tecniche turistiche e un anno di università per studiare filosofia, la sua strada si incrocia di nuovo con l’associazione Atman, decidendo di iscriversi alla scuola Energheia, trovando finalmente con entusiasmo, quello che tanto stava cercando.
Attualmente, mentre termina la scuola Energheia e Riflessologia Plantare, è impegnata nella creazione di una comunità-ecovillaggio tra Pesaro e Urbino.
Si occupa di riciclo creativo, pittura e piccole sculture in argilla, portando a concretizzarsi quello che prima erano solo nuvole e idee.

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