Tutta un’altra scuola – prima parte

Tutta un altra scuolaÈ domenica 13 settembre, e insieme ad alcuni amici andiamo a Vaiano, vicino a Prato. “Tutta un’altra scuola” è il nome dell’incontro organizzato dalla rivista Terra Nuova. Qui a Vaiano, oggi ci sono i rappresentanti delle realtà educative e scolastiche che hanno scelto di mettere il bambino al centro.

Paolo Mottana, docente di filosofia dell’educazione all’università Milano Bicocca, introduce la giornata di interventi parlando di “una scuola che diviene gabbia, di una scuola-carcere, curva sotto le pressioni di mercato, competizione e produttività”. Da qui l’esigenza di trovare soluzioni alternative, alcune ormai consolidate, per farle conoscere e “per sensibilizzare a una revisione dell’istruzione e dell’educazione”.

La prima realtà che viene raccontata da Daniela Pampaloni è la Scuola Senza Zaino “La Rete delle Scuole Senza Zaino é un modello che nasce dal basso, dove i valori fondanti sono l’ospitalità, la responsabilità e la comunità, e coinvolge con lo stesso impegno adulti e bambini. Il movimento coinvolge più di 80 istituti distribuiti in tutte le Regioni, più di 1600 docenti e circa 17000 alunni”.

Poi interviene Sabino Pavone, presidente della Libera Scuola Steiner-Waldorf Novalis. Un intervento meraviglioso, che parla dell’Uomo nella sua interezza, parla di Bellezza e Armonia. Ricorda come Steiner parlasse di un collegamento necessario da anima ad anima, per poter lavorare con l’essenza del bambino.

E sempre Pavone conclude dicendo «In un mondo che cambia con incredibile velocità è legittimo e doveroso interrogarsi su come l’educazione e l’istruzione debbano accompagnare i giovani a divenire uomini liberi e responsabili; facciamo in modo che ogni bambino possa realizzare il progetto individuale e sociale che porta con sé nel mondo».

Poi è la volta di Micaela Mecocci, educatrice e formatrice Montessori che parla della pedagogia montessoriana. Purtroppo non riesco a seguirla molto perché inizia a piovere e la giornata che abbraccia intere famiglie con bimbi anche molto piccoli diventa convulsa: passo un po’ di tempo a cercar riparo.

Per fortuna quando torno alla conferenza riesco ad ascoltare Valentina Giovannini, docente Scuola-Città Pestalozzi, fondata a Firenze 70 anni fa. Scuola-Città Pestalozzi è una scuola di base, sperimentale e statale.

Vi assicuro che è complicato spiegare in breve la sperimentazione di questa scuola, che mi è sempre piaciuta per la sua innovazione, ma che oggi trovo chiusa perché come scuola pubblica ha criteri rigidi di accesso e nel contempo ritengo isolata perché in 70 anni non è stata da modello per altre scuole pubbliche.

Ascolto gli interventi e osservo quante famiglie sono arrivate da tutta Italia a ricordare che sono oltre cinquantamila i bambini che frequentano in Italia metodi di insegnamento “alternativi”, dove l’attenzione è rivolta al bambino come protagonista dell’esperienza educativa.

Tutte le scuole che sono state presentate concentrano la fiducia nel bambino e nella sua capacità di apprendere, di relazionarsi e di evolvere autonomamente. Denominatore comune è anche la mancanza di competizione, di voti e di punizioni, così come la lentezza nell’apprendimento che trova la sua massima espressione nell’assenza di compiti a casa.

www.scuolacittapestalozzi.it/

www.senzazaino.it/

www.operanazionalemontessori.it/

Stefania Ermini

Mi chiamo Stefania. Sono nata 41 anni fa a Firenze in un giorno di Autunno, quando ancora si respirava l’aria del mosto e del vino nuovo. Ho trascorso i miei primi 41 anni in viaggio. Ho incontrato la gioia, la pesantezza, la tristezza, l’Amore, il mio compagno, un figlio, il gioco. Ho incontrato tanti luoghi, tanti amici con i quali ogni giorno circola un amore fraterno. Ho cambiato strada tante volte; ho studiato Economia e Commercio e in mezzo ai numeri mi sono persa! Dopo una scuola di Counselor e un Master in Mediazione Familiare, mi sono ritrovata oggi innamorata a farne il mio lavoro.
Scrivo. Mi piace scrivere. Viaggiare e scrivere. La scrittura mi ha sempre spinto fuori dalle crisi. I viaggi mi portano ad incontrare i miei limiti e ad abbracciarli. Ho incontrato l’India, il Nepal, il Tibet, l’Egitto, la Bosnia. Questi luoghi hanno messo in crisi le mie certezze e mi hanno fatto scegliere in corsa cambi di direzione.
Il mio migliore amico è diventato nel tempo il mio Amore, compagno di cammino, fedele, incerto e presente. E’ nato Pietro e mi ha spinto a ritrovare il tempo del gioco e della leggerezza, della pazienza, della presenza.
Quando il Dio raccontato dalla Chiesa non mi è più bastato, mi sono messa a cercare altrove. Ho sperimentato l’Hatha Yoga, la Meditazione Vipassana, la meditazione Cristiana, l’Integrated Amrita Meditation Technique. Ho attraversato qualche ashram, l’Annapurna e i monasteri tibetani. Poi ho incontrato la Fraternità di Romena in Casentino che in un abbraccio ha raccolto con dolcezza tutte queste esperienze.
E sono tornata a Casa incontrando Massimo Rodolfi, il Raja Yoga, Atman e tutti i fratelli sul Sentiero. Finalmente sento di aver messo Radici col Cuore!

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