Tre suggerimenti e miglioriamo l’ingresso di casa!

INGRESSOL’entrata di casa è paragonabile alla prima nota di una melodia che, se ben intonata, garantirà a tutto il brano la buona riuscita, ovvero a tutta la casa una bella frequenza di cui nutrirsi.

Quali sono gli accorgimenti essenziali perché ciò accada?

Intanto proviamo a metterci nei panni dell’ospite che entra in casa nostra e domandiamoci che cosa prova alla vista del nostro ingresso. Poi cerchiamo di ascoltare la nostra sensazione interiore rispetto a questo ambiente, e dopo questo domandiamoci se ciò si traduce in “accoglienza”, sensazione che dovrebbe generare nei nostri ospiti, oppure se scaturisce dentro di noi il dubbio che si esprime con un: “ Chi va là? C’è nessuno?”.

Ecco, queste due espressioni traducono la sensazione di agio oppure no. Nel primo caso la buona energia nutre la nostra casa, nel secondo, al contrario, ad accoglierci sarà un vortice che attrae a sé ogni cosa presente senza dare la sensazione di sicurezza e accoglienza che determina la qualità della nostra casa e dell’energia di scambio tra interno ed esterno.

Sono diversi gli aspetti che inducono un buon flusso di energia ad entrare in casa nostra, vediamo di considerarne alcuni tra i più importanti.

Punto primo: la luminosità. Un ingresso bene illuminato è indice di accoglienza. La luce di per sé evoca gioia, voglia di stare insieme, allegria e convivialità, movimento. In questo modo possiamo utilizzare delle lampade più potenti al posto dei pochi watt che abbiamo inserito e che magari, essendo a basso consumo, prima di illuminarsi completamente permetterebbero a una lumaca di fare un metro di strada!

Punto secondo: lo spazio e la forma. Anche questi due elementi influiscono positivamente, o meno, nella resa finale del nostro ingresso. Lo spazio può anche essere piccolo e la forma impropria, sta a noi dare profondità se non ve n’è, e trasformare una forma spigolosa in una accogliente e morbida.

Facendo leva sulle nostre sensazioni, vedremo che la profondità potrà essere curata con un bel quadro che riproduce una prospettiva, o con uno specchio che saturi il senso di oppressione di un muro troppo prominente alleggerendo così eventuali spigoli.

Punto terzo: il corridoio e scale. Avere un corridoio davanti alla porta d’entrata non consente una buona distribuzione dell’energia, sia in entrata che in uscita. Essa tende a scorrere in modo così veloce da non soffermarsi sufficientemente da nutrire le varie parti della nostra casa. Quando si presenta un caso simile, tipico tra l’altro delle vecchie case ottocentesche, è necessario interrompere il flusso energetico con piccoli trucchi come sonagli da appendere al soffitto e che con il loro suono dipanano il QI in altre direzioni rallentandone la fuga.

Mentre le scale di fronte alla porta d’entrata hanno lo stesso effetto prodotto dal corridoio, ma riguardante il piano superiore. In questo caso ci verrà spontaneo inserire degli ingombri come piante o tessili che rallentino il flusso veloce, sarà la nostra natura creativa che, stimolata dalla necessità inconscia di proteggere la nostra casa, creerà contesti piacevoli e fantasiosi approfittando dei complementi di arredo per la casa in vendita nei vari negozi o bazar dell’arredamento.

L’esperienza acquisita come arredatrice, mi ha portato nel tempo a constatare ciò: nel corso degli anni l’evolversi delle case scorre in parallelo con le vite dei suoi abitanti, dimostrando quanto siano correlati questi due aspetti. Nella misura in cui siamo disposti a cambiare la nostra casa, tanto siamo propensi a migliorare la nostra vita. Tutto ciò si esprime nei tempi che ogni persona ritiene opportuni… a volte sono tempi che durano una vita… tempi che raccontano la storia di ognuno di noi.

Enrica Battaglia

Nasce nel 1969. Consegue il diploma di maturità magistrale nel 1987. Per molti anni lavora come progettista nell’ambito dell’arredamento esprimendo praticamente la propria creatività ricercando l’armonia delle forme nello spazio abitativo. Ha frequentato corsi di feng shui per migliorare la propria indagine anche da un punto di vista qualitativo ed energetico. Nel 2005 si diploma alla prima scuola italiana per terapeuti esoterici, Energheia, fondata da Massimo Rodolfi. In quegli anni comincia a rivolgere lo sguardo verso la propria interiorità aiutandosi con la pratica della meditazione e l’ascolto di sé. Nel 2010 completa questo percorso frequentando Agnihotri ed attualmente tiene corsi di meditazione e Raja Yoga per l’associazione Atman. Il piacere per la conoscenza degli aspetti sacri della vita nella sua manifestazione formale e qualitativa, la porta a collaborare con il portale yogavitaesalute, scrivendo sulla relazione esistente tra l’uomo e il suo spazio abitativo nella rubrica stili di vita. É collaboratrice anche nella rivista Il Discepolo, dove i suoi articoli riprendono le antiche conoscenze della geometria sacra attraverso parallelismi tra la natura e le architetture di luce costruite dall’uomo.

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