The Lobster

in-the-lobsterThe Lobster è l’ultimo film di Yorgos Lanthimos e ha vinto il premio della giuria del Festival di Cannes proprio quest’anno.
In un futuro distopico, che potrebbe essere proprio domani, i protagonisti vivono in una realtà dove non essere “accoppiati” dopo i quarantacinque anni è vietato. I single vengono deportati in un hotel di lusso e dopo un colloquio assurdo per capirne gusti e tendenze, sono obbligati a riti di socialità al limite del grottesco e istruiti con lezioni pratiche su come portare avanti una relazione, con l’obiettivo di trovare in poche settimane un partner adatto all’accoppiamento. Allo scadere del tempo, se non sono riusciti a raggiungere l’obiettivo, vengono trasformati in animali. Nel tempo libero, gli ospiti dell’hotel sono arruolati per dare la caccia a un gruppo di ribelli, single ad oltranza che con difficoltà parlano tra loro impegnati come sono a nascondersi e a procurarsi di che vivere.
Il film racconta una situazione al limite del paradosso, che prende spunto dalle tante ipocrisie che fanno il contrappunto alle regole della nostra società e alle sue dinamiche. Ci fa riflettere sulla nostra società che per andare avanti ha bisogno di categorie certe e definite. Ci fa pensare a quanto la nostra società ritenga pericolosa la condizione di libertà delle singole persone. Ci fa interrogare sul significato di stare in coppia. Ci mette davanti all’importanza dell’istituzione famiglia per la nostra società. Ci fa intuire quanto poco venga considerata l’esperienza di vita dell’individuo, sia che abbia deciso di vivere solo che con qualcuno.
Attraverso una violenza esplicita e insensibile, il film ci porta a riflettere sulla sottile violenza psicologica operata dai condizionamenti sociali.
Al di là di tutto è anche un film romantico che parla di amore. E lo fa attraverso la storia del protagonista che dopo aver tentato l’accoppiamento coercitivo decide di scappare e di entrare a fare parte dei ribelli. Dopo aver provato entrambe le condizioni, allora si innamora. Lo fa disobbedendo alle regole e ai condizionamenti, e quindi si salva essendo se stesso e lasciando che spontaneamente sia questo sentimento a guidarlo nelle scelte.
Ammetto di essere un appassionato del genere distopico, ma questo film è veramente bello.

Luca Galeotti

Sono nato a Bologna nel 1974 e ancora ci vivo felicemente. Ho studiato economia e commercio all’Università della mia città ma anche storia del costume, sartoria, e fashion design a Bologna, Roma e Milano. Mi incuriosiscono la storia e le tradizioni locali e sono appassionato di arte e cucina. Ho conosciuto l’associazione Atman nel 2000 e da allora ho deciso di intraprendere il sentiero della pratica del Raja Yoga. Per la nostra associazione tengo corsi di meditazione, di psicologia dello yoga e raja yoga, oltre ad essere disponibile per percorsi personali di terapia e riequilibrio dei chakra.

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