I sette pianeti: Saturno – seconda parte

Nell’articolo precedente abbiamo visto le qualità alchemiche del pianeta Saturno e di come è stato messo in relazione con il buio, il freddo, la materia.
È un “Fuoco nascosto”, costringente, coagulante, materializzante.
Tale Funzione si evidenzia analogicamente a livello dell’Epifisi, della Milza, delle Ossa.
L’Analogia si osserva nell’Epifisi, costituita da un corpo a forma di pigna per cui è chiamata anche ghiandola pineale. E’ di colore grigio-rossastro e la sua funzione è strettamente collegata alla luce.
Infatti, sotto questo stimolo essa produce poca melatonina, aumentando l’attività delle ghiandole sessuali; nell’oscurità, tale ormone aumenta, diminuendo l’attività delle ghiandole sessuali.
La melatonina viene dalla combinazione di melanina + serotonina (melanina, dal greco μέλας, mélas = nero. Nero, come Saturno…). L’ormone è coinvolto nei cicli di sonno / veglia e riproduttivi. Sembrerebbe avere anche importanza per rallentare il processo di invecchiamento, ma anche negli sbalzi improvvisi d’umore dati dal jet-lag, fenomeno che si manifesta quando si ha un’alterazione del ritmo luce-buio.
Si può sostenere quindi che l’epifisi sia dipendente dalla luce e dal buio e sia deputata al ritmo sonno-veglia; notiamo come Χρόνος (Crónos) voglia dire, in greco, Tempo….
Saturno può allora rappresentare il ritmo regolare delle nostre giornate, l’alternarsi di giorno e notte. Sarà dunque utile per chi “non ha un ritmo ordinato”.
Le ossa sono la parte più compatta del nostro corpo, la più “cristallizzata”. In tal senso, sono emblema di funzione saturnina. Sono la parte che più di tutto rappresenta il principio Sale.
La milza, anch’essa organo compatto, ha un gran ruolo nell’accumulo di globuli rossi e nella distruzione di quelli invecchiati (mangia i propri figli…).
In essa, gli eritrociti vanno a morire (relegati nel Tartaro…).
Uno “squilibrio” potrebbe portare demineralizzazione (Osteoporosi), mancanza di concentrazione mentale, rigidità (fisica e/o mentale), idee fisse, eccesso di mineralizzazione (Calcolosi, Artrosi), anoressia, avarizia…

Le piante saturnine hanno proprietà astringenti, rimineralizzanti, depurative:
Equisetum arvense, (l’Equiseto, ricco di Silicio), Cupressus sempervirens (il Cipresso, astringente), Pinus montana (il Pino), Abies pectinata (l’Abete, rimineralizzante), Juniperus communis (il Ginepro, depurativo). Da notare la numerosa presenza di Conifere, caratterizzate dalla ricchezza in resina (che è come un fuoco nascosto) e dal fatto che la maggior parte delle Conifere porta sui rami strutture legnose a forma di cono, comunemente dette pigne (ricordiamoci della ghiandola pineale).
Il metallo di Saturno è il Piombo: grigio, pesante, tossico, impuro. È curioso notare che in Medicina l’intossicazione da piombo è detta Saturnismo.

Alchemicamente Saturno è il pianeta che simbolicamente governa la fase della Nigredo
Nigredo, o “nerezza”, nel linguaggio alchemico significa putrefazione, decomposizione. Con la penetrazione del fuoco esterno, il fuoco interno viene attivato e la materia inizia a putrefarsi. Il corpo si riduce alla materia prima da cui originò. Questo processo viene anche chiamato “cottura”. La terra nera è chiusa in un vaso o in una borraccia e scaldata.
Nella mitologia, la Nigredo rappresenta le difficoltà che l’uomo deve superare durante il suo viaggio negli inferi, ossia all’interno di se stesso. La Nigredo è talvolta definita “più nera del nero più nero”. Ercole doveva portare a termine dodici compiti quasi impossibili. Il pellegrino incontra tradizionalmente ombre, mostri, demoni. Negli antichi misteri i candidati dovevano subire prove iniziatiche difficili, a volte dolorose e addirittura pericolose.

Analogamente a Mercurio, il simbolo di Saturno viene usato, in alchimia, come simbolo del caos, della materia prima sotto forma di pietra grezza e della pietra filosofale. Questi sono tutti simboli che indicano l’uomo all’inizio del processo alchemico. Saturno, coi suoi strumenti tradizionali – la falce e la clessidra – è il dio della morte e della putrefazione, dalle quali sorgerà nuova vita. Saturno è il piombo del filosofo.
In termini simbolici l’alchimista ascende dal pianeta Saturno verso il pianeta Mercurio. Inizia da Saturno, il pianeta più freddo e pesante, il malfattore, il dio del tempo e della morte. Mercurio è il pianeta più leggero, situato accanto al sole, immerso nella luce e nel calore di quella stella. È qui che l’alchimista scopre la giovinezza eterna.
Ma Mercurio è altra storia…. e la vedremo più avanti.

Tags: , , , , ,