Sentiamo da noi stessi

sentiamoAnche quest’anno è appena terminato il centro estivo, ed è stata un’altra nuova avventura!
Accogliendo al nido, per la maggior parte, famiglie che arrivano da servizi diversi durante l’anno scolastico, c’è sempre timore a portare il proprio bambino in una nuova struttura, anche solo per un mese. Quest’anno, per la prima volta, mi è capitata una nonna, credo… che non si è dichiarata, ma che ha sollevato la paura “sa, se ne sentono tante, sui maltrattamenti…” Lì per lì il mio sguardo, quasi stupito a sentire queste parole ma sinceramente non sono voluta andare in profondità; il tempo sarebbe stato comunque poco a disposizione per affrontare un argomento così delicato ma oggi, terminato il centro estivo, mi sento di accennare al discorso.
Viviamo in una società bombardata dal punto di vista mediatico, su maltrattamenti dai minori a persone anziane, le fasce più indifese e questo produce un senso di disorientamento nelle persone.  Premetto che posso accennare un tema del genere dal mio punto di vista e discutibile, spero nel rispetto dei più… alla fine del centro estivo la frase della “nonna” che mi aveva sorpreso, ha trovato una risposta degna.
Accennavo alla società e allo stile di vita che si è instaurato, abbiamo paura di tutto, non siamo più abituati a guardarci negli occhi e ascoltare cosa ci trasmette realmente una persona, affidandoci così a un continuo controllo e a controllare chi deve controllare i controllori. Scusate il giro di parole, ma ci stiamo comportando così, abbiamo perso la fiducia in noi stessi prima che negli altri, non ci fidiamo del nostro sentire, non ci permettiamo di entrare in relazione con gli altri e di conoscere noi stessi e sostituiamo questa nostra responsabilità con la tecnologia. Si fa un gran parlare delle telecamere negli asili… ma ci sono tante persone che sanno usare molto bene la tecnologia, purtroppo non sempre ai fini utili ed educativi.
In particolare alcune mamme anche quest’anno durante la riunione di presentazione del centro estivo, avevano sguardi da Sherlok Holmes. Non voglio prendere in giro nessuno, voglio solo portare l’attenzione sul fatto che bene o male tutti quanti noi ci muoviamo nel mondo con sguardi  indagatori, diffidenti, atterriti e questi possono diventare aggressivi nei confronti di chi non conosciamo. Poi una magia avviene durante un mese, un periodo breve ma intenso dove ti conosci e entri nell’intimità di una famiglia, e lo sguardo piano piano si fa più dolce fino a ritrovarsi “amici” e commuoversi per i saluti finali.
Personalmente ogni volta che mi trovo davanti una persona diffidente che studia e osserva ogni mossa o “pesa” ogni parola, mi fa sorridere di più rispetto ad anni fa, ripensando all’ansia da prestazione che giocava la sua pretesa, e accolgo “l’invito a giocare”. Sì, è un gioco conoscersi, avviene attraverso i momenti di ansia, di paura, di gioia che si affrontano insieme genitori ed educatori, per trovare un equilibrio che può definirsi “amicizia”. L’essere umano ha bisogno di questo, di parlarsi, di raccontarsi, di tempo, di studiarsi a vicenda, e mantenere l’attenzione su di sé per poter migliorare, per poter andare incontro all’altro, che in quel momento è più in difficoltà e ha bisogno di uno sguardo, di una parola, di un sorriso in più.
Anche se non riusciamo nella realizzazione di creare fiducia, avremo comunque permesso la costruzione di una via per entrare in relazione con l’altro e trovare un incontro. La tecnologia sembra prendere sempre più posto come modalità di controllo degli altri, ma questo non ci farà stare realmente meglio nel disagio che proviamo quando siamo assaliti dalle nostre ansie, dalle paure, dalle miriadi di pensieri che possono “urlare” nella nostra mente sulle possibili tragedie… uno sguardo, un sorriso, sì, può darci sollievo e può farci costruire un legame vero… per fare questo occorre tempo e concedersi di “buttarsi nella mischia!” e giocare…
I bambini pur non conoscendosi tutti, all’uscita del primo giorno di centro estivo, salutano con la promessa ai nuovi amici “ci vediamo domani!” con sguardi sereni e gioiosi. Sappiamo farlo anche noi… diamoci la possibilità di essere in pace umanamente, la tecnologia ci allontana da questo impedendoci di ascoltare e vedere chi abbiamo davanti. Possiamo avere dubbi o incertezze, ma diamoci tempo per conoscerci.

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Elisa Bussetti

diplomata in “Dirigente di Comunità” nel 2008, opera negli asili nido e scuole dell’infanzia; nel 2005 entra a far parte dell’associazione “Atman” fondata da Massimo Rodolfi; nel 2007 si iscrive, alla prima scuola italiana per terapeuti esoterici, “Energheia”, con l’insegnante Annagrazia Fiorani, diplomandosi nel 2010.
Contemporaneamente intraprende nel 2009, il percorso proposto da “Le Dodici Stelle”, associazione nata per una nuova educazione al buono, al bello e al vero. Si diploma nel 2011 dopo avere frequentato il primo e secondo livello della scuola. Ne divulga poi gli intenti attraverso conferenze sull’educazione in collaborazione anche con il comune di Modena; Nel Settembre 2010 comincia ad insegnare meditazione attraverso i corsi base e si iscrive ad “Agnihotri”, il sentiero di guarigione del guerriero del fuoco, corso di approfondimento tenuto da Massimo Rodolfi.
Elisa scrive come giornalista su “Yoga Vita e Salute, il Portale della Consapevolezza” nella sezione ” Finestra sul Mondo-educazione all’innocuità”, e per l’associazione “Riprendiamoci il Pianeta”, trattando tematiche che sostengono una maggiore sensibilizzazione verso l’educazione e l’ambiente nel quale viviamo.
Dal 2005, continua ad essere parte di questa bellissima comunione di persone, “Agnihotri”, alla quale continua ad iscriversi e frequentare gli incontri, per il quarto anno consecutivo. Gli strumenti messi a disposizione, coltivati, portano a una continua crescita spirituale e una maggiore educazione nella vita, la conseguenza inevitabile è di cercare di raggiungere più persone possibile, attraverso l’insegnamento e la pratica della meditazione, dei corsi base e le sedute individuali di riequilibrio dei chakra.

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