Qualche volta so di essere una pessima madre

Qualche voltaA chi non è mai successo di sentirsi una pessima madre? Io mi sento spesso, spessissimo, diciamo molto spesso.

Me ne dispiace? A volte sì e a volte no.

Perché sì vi chiederete? Perché non è bello cedere il fianco alla parte più brutta di sè.

Perché no vi chiederete? Perché sono un essere umano. Come tale sono imperfetta, ancora vittima di mille dinamiche consce e inconsce, necessitante di sfoghi che possano poi dar luogo a elaborazioni più o meno valide, e perciò provo a rielaborare quando compio qualche azione non proprio amorevole… Ma non mi frustro. Così è e non posso farci ancora nulla.

Sono una pessima madre quando:

  1. Mi ritrovo a parlar male di te in tua presenza. Lo so è brutto. Lo so non si fa. Lo so, lo so… Ma ogni tanto ho la necessità di sfogare le mie frustrazioni. Di sentirmi dire: “Non sei sola, siamo sulla stessa barca, passerà e via”.

Lo so non serve a nulla. Se non ad alimentare altre frustrazioni… Ma pur sapendolo mi ritrovo a farlo.

Sto prendendo in seria considerazione l’idea di mettermi lo scotch sulla bocca così sono impossibilitata al dialogo. Ma so già che troverei un altro modo x sfogarmi. L’alfabeto muto? Lo imparerei.

  1. Urlo. Bruttissima azione. Tremenda. Sempre detestata. Ma quando per la 2000 volta vedi che tuo figlio ha impacchettato il cane con la carta igienica, pianto perché il semaforo non diventa verde al suo passaggio, urlato perché TU, pessima madre, hai osato toccare il suo gioco, spostandolo di un millimetro e modificando la posizione delle braccia del pupazzo in oggetto. Tu, pessima madre, non puoi cedere all’impulso dell’urlo.

Tu, madre perfetta, dovresti trovare tutta la pazienza e compassione di questo mondo per spiegare che la carta igienica ha un uso diverso e che il cane e’ dotato di emozioni come gli esseri umano e perciò non può essere associato a un wc.

Tu, madre perfetta, spiegagli la questione del tempo. Tutto è relativo e la fretta non porta da nessuna parte.

Tu, madre perfetta, insegna ad accettare i cambiamenti che la vita ci offre. Insegna l’arte del carpe diem. Lascia che sia, piccolo hulk.

Non innervosirti per un nonnulla perché la tua mamma non è perfetta e inizia a vacillare un po’. Più di un po’.

  1. Faccio finta di non sentire.

Non sento quando ripete 8000 volte ‘MAMMA’, salvo poi innervosirmi e rispondere malissimo all’ottomilaeuno. Lì sì che sono pessima ma sono una e se sto cucinando la cena per te non posso correre a vedere che tu hai prontamente distrutto l’ennesimo castello. Dammi il tempo e datti il tempo!

  1. NON SOPPORTO IL PIANTO.

Ho una capacità di resistere di un minuto. Se si supera tale tempistica mi impazientisco e inizio a escogitare ogni trucco per far regnare la pace fuori e dentro di me.

  1. Se cadi ti alzi da solo. Se litighi impari a cavartela da solo. Se ti incastri ti disincastri da solo. Se ti sporchi va bene, ti laverai. Se vuoi provare un gioco pericoloso lo provi. Nei limiti, ovvio e se non riesci ci riuscirai. Questo è il mio credo.
  2. Sono stremata dai tuoi salti, corse, urla, stritolamenti. Ok sei vivace. Ok sei gioioso. Ok io ho una certa età. Ok. Ok, però ti prego di capire che vivere con l’acceleratore schiacciato non è proprio facile. Non sempre.
  3. Penso di toccare il cielo con il dito quando dormi. Raggiungo il nirvana. Ritorno ad esserci e a rallentare i ritmi. Potrei passare ore a guardare il muro senza pensieri ma godendo di una ritrovata libertà. E’ proprio vero che la felicità sta nelle piccole cose.
  4. Sono felicissima di udire dalle tue labbra la parola “papà”. E’ una gioia immensa cedere lo scettro e sedersi ad osservare chi assolve al ruolo genitoriale. E’ più facile pronunciare la parola “mamma”? Esiste anche papaaaaaa’. Usala.
  5. Perché per vestirti bisogna ballare la Taranta? Perché per andare al mare ci vogliono le ciabatte? E’ proprio necessario tagliarsi le unghie? E i capelli? E perchè devi ribellarti proprio a tutto, tutto? Certo sei determinato ed è una tua grandissima dote… Ma i tic nervosi me li vorrei evitare!
  6. Cedo ogni tanto al ricatto. Mannaggia a me. E’ così difficile comunicare un messaggio ed essere capiti. Lo è ancor di più con un bimbetto che sa già quello che vuole. Forse più di me (togliete il forse).

So però che sei la ragione della mia vita e che nulla al mondo potrà darmi più gioia di una tua conquista e di un tuo traguardo.

So che se hai bisogno, ci sono e ci sarò.

So che un tuo sorriso è una mia vittoria.

So che di tutti i regali ricevuti tu sei il più bello.

So che anche se non sono perfetta, se ogni tanto cedo, se ogni tanto vacillo mi auguro che tu sia sereno, libero e in cammino verso la TUA vita.

So che ti voglio bene e ti chiedo scusa se ogni tanto sono pessima. Nel bene e nel male s’impara e le cadute insegnano più di mille salite.

Mano nella mano tutto sarà più facile e cresceremo insieme, più forti di prima e più saggi di adesso!

Daria Santangelo

Mi chiamo Daria. Classe 1973. Capricorno inside e outside. Mamma di Andrea. Moglie di Massimo. Donna.
Amo: i colori, il sorriso, le margherite, gli animali, l’anguria, la neve, il mare, ridere, curiosare.
Non amo: l’ipocrisia, l’arroganza, il freddo, i fagiolini, chi russa, chi giudica, chi si ferma all’apparenza.
Sono: Testarda. Generosa. Rompiballe. Libera.
Sarò: una bella persona che continua a cercare la via che porta al bello, al vero e al giusto!

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