PuntadiNaso e il Ghiandacorvo

puntadinaso-ghiandacorvoLa Principessa PuntadiNaso era chiamata così perché non vedeva più in là della punta del suo naso, giusto fino a lì, non un centimetro di più… e quando le si rivolgeva un invito, una domanda o le si facevano presenti i suoi doveri regali, lei rispondeva: e io, cosa ci guadagno?

Un giorno PuntadiNaso era affacciata alla finestra, Balia Sbrighella stava innaffiando le piante sul davanzale al piano superiore e a PuntadiNaso cadde qualche goccia sul viso…

“Ah, oggi piove!” proruppe la principessa

“Macché!” rispose una voce gracchiante

“Chi ha parlato? Chi osa contraddirmi? Ho il naso tutto bagnato!”

“Sono il Ghiandacorvo, il sole splende tra gli alberi e io so trasformare le ghiande in oro”

“Impossibile!” ribatté PuntadiNaso “i corvi non sanno fare queste cose! Ti stai prendendo gioco di una principessa!”

“Se vieni con me te lo dimostro…”

“E io, cosa ci guadagno?” puntualizzò PuntadiNaso

“Se hai ragione tu, diventerò tuo fedele suddito pronto a esaudire ogni tuo desiderio, ma se ho ragione io, mi darai la tua corona”.

Sicura di sé, PuntadiNaso accettò, si attaccò alla zampe del Ghiandacorvo e lui furtivo, in un baleno, spiccò il volo.

Ma le cose non sono così come si credono, e per vedere bisogna imparare a guardare.

Così non ci sorprenderà sapere che il Ghiandacorvo era in realtà Mago Lesto, imbroglione di fama in parole e fatti. E dunque, appena giunsero alla Torre, Mago Lesto prese le sue sembianze maghesche e si burlò di PuntadiNaso.

 

PuntadiNaso puntò i piedi e si mise a urlare: “Ho ragione, ho ragione, tu sei un furfante!”

“Con la tua ragione mi faccio un baffo, anzi me ne faccio due di baffoni neri e bianchi, e adesso raccogli le ghiande in questo pentolone e prepara la zuppa” intimò Mago Lesto alla principessa.

 

Ed è così che passarono i giorni e PuntadiNaso rimase prigioniera nella Torre di Mago Lesto, la teneva pulita e ordinata fin dove il suo naso la portava, in su e in giù, per di qui e per di qua, mai un centimetro più in là. La corona che indossava era stata messa in un baule insieme alle altre refurtive del Mago.

 

Ma una notte, in sogno, a PuntadiNaso comparve il suo Castello, com’era bello! I ricordi sbocciarono come le primule in un prato e la principessa si svegliò con la nostalgia appesa al cuore e calde lacrime appese agli occhi.

 

PuntadiNaso si levò dal freddo giaciglio in cui dormiva, Mago Lesto era già uscito, porta e finestre erano chiuse, PuntadiNaso stava già iniziando a pulire la Torre, quando a un tratto inciampò in una scaletta che chissà dove portava… si arrampicò…c’era un piccolo uscio che dava proprio sul tetto e PuntadiNaso si affacciò. Guardò e guardò ma solo un puntino rosa riusciva a vedere davanti a sé. “Che tristezza! Sono qui tutta sola!” si lamentò PuntadiNaso.

 

Ed ecco che successe quello che era pronto per succedere: ogni volta che pensava al Castello, PuntadiNaso riusciva a vedere un po’ più in là e ogni volta che sentiva questo nuovo sentimento stringerle il petto, il cuore batteva più forte schiarendole la vista.

 

Fu in quel momento che ebbe un’idea.

Con il fiato in gola aprì il baule e prese la corona e qualche moneta d’oro – non si sa mai – avvolse poi il tesoro in uno straccio e lo legò sulla schiena, risalì la scaletta, spalancò l’uscio. Davanti a sé il mondo si apriva in un’immensa meraviglia e all’orizzonte sembrava proprio di intravedere il Castello!

 

PuntadiNaso si calò dal tetto tremante di paura ma col coraggio che le scaldava le guance, si lasciò scivolare di appiglio in appiglio lungo i muri ripidi della Torre finché sentì la terra sotto i piedi. Quatta quatta, prese la strada verso casa… Attraversò boschi e campi di spighe più alte del suo mento, si smarrì diverse volte ma bastava, di tanto in tanto, intravedere la guglia del Castello che riprendeva le forze e si rimetteva in marcia.

 

Barattò le monete con un riparo in una notte di pioggia, con del pane appena sfornato in un mattino di sole e l’ultimo soldo tintinnò nel cappello di un suonatore d’armonica.

 

PuntadiNaso proseguiva sempre più leggera e nel frattempo cresceva.

E un giorno ecco comparire il Castello, la principessa emozionata entrò ma nessuno la riconobbe, chi era quella ragazza dallo sguardo fiero e il viso sorridente?

Cercò la corona come prova della sua identità ma poi si ricordò che l’aveva venduta per un paio di scarpe nuove e per i vestiti che indossava, e con le ultime pietre preziose aveva comprato dei regali per gli abitanti del Castello, ma se nessuno la riconosceva cosa ne avrebbe fatto…

 

Non fece in tempo a finire il pensiero che PuntadiNaso vide gli abitanti del Castello affaccendati, ognuno alla prese con un lavoro, e dunque si fece avanti e si rimboccò le maniche: Balia Sbrighella trascinava una grossa cesta di panni, Cuoco Alfredo era intento a pelare dieci sacchi di patate, lo Stalliere si apprestava a strigliare i cavalli, dove c’era bisogno PuntadiNaso andava e aiutava…

 

Alla fine dell’inverno arrivò al Castello il messaggero di un Reame vicino: “Chi governa in questo Castello? Il mio padrone ha bisogno di parlare con il vostro sovrano”

Gli abitanti del Castello si guardarono tra loro e tutti in silenzio indicarono PuntadiNaso.

La ragazza si inchinò e con voce ferma e dolce disse: “Eccomi”.

 

In questo modo PuntadiNaso ritrovò il trono e regnò sul suo Regno. Tutti la ricordarono come una regina senza corona ma col cuore grande come il mondo.

Volete sapere che fine fece il Ghiandacorvo, cioè Mago Lesto? Ebbene, si cercò un’altra storia, in questa non serviva più.

Alessandra Bocchi

Sono nata a Milano nel 1972. Da bambina scrivevo poesie e mi piaceva giocare nei boschi, crescendo ho iniziato a viaggiare alla scoperta del mondo fuori e dentro di me.
Ho frequentato il Liceo Classico e ho studiato Filosofia all’Università di Milano, in seguito ho lavorato nel campo della comunicazione per dieci anni. Nel frattempo ho praticato Tai Chi Ch’uan e ho continuato a studiare le culture e le filosofie orientali.
Sono la mamma di un bambino dagli occhi luminosi il cui arrivo ha segnato una svolta nella mia vita e con lui ogni giorno imparo qualcosa di più.
Nel giugno del 2013 mi sono diplomata a Energheia. Attualmente faccio volontariato presso una Fondazione che si occupa di adolescenti, lavoro qua e là, e sono sempre più felice di quello che faccio.