Olanda, Frisia e tulipani!

1-holand-2Partiamo con questa Primavera birichina che oscilla tra pioggia e sole. Destinazione Olanda. Il furgone ci accompagna per questi 3000 Km toccando Amsterdam, Edam, Volendam, Marken, Alkmaar, Zuthpen, Gouda e la Frisia. Decidiamo di dedicarci a qualche assaggio del formaggio e così un venerdì mattina arriviamo ad Alkmaar e in bicicletta ci dirigiamo verso il tradizionale mercato del formaggio, situato in Waagplein, Piazza della pesa. Da secoli produttori e compratori s’incontrano qui, dove vengono presentate le nuove produzioni e si discute di affari.

Dopo aver dedicato un po’ di tempo ai mercati del formaggio, alla visita dei mulini a vento ancora attivi e alle fabbriche di zoccoli, scegliamo di dirigerci al Nord, nella Regione Frisia. Incuneata tra la Germania e il mare, la Frisia è protetta dalle Waddeneilanden, ovvero le Isole Frisone, Patrimonio Unesco per la ricchezza della fauna, piccole terre basse e sabbiose allineate lungo costa come un ponte proteso fino alla Danimarca.

Sostiamo qualche giorno a Makkum, in una piccola fattoria, a casa di una gentile signora che vive circondata da pecore, un maiale e un coniglio.

Il verde ci accompagna al nostro arrivo insieme alle pecore e ad un terreno piatto, punteggiato qua e là da mulini a vento e cavalli liberi. Dormiamo in un silenzio profondo, quasi assordante e la mattina ci accoglie ancora il silenzio, le pecore e lo stesso verde, infinito, vasto, sconfinato. Incontriamo i villaggi della Frisia in bicicletta, solcando le chilometriche piste ciclabili che abbracciano tutta la regione, i campi, le città. Passiamo da un villaggio all’altro in silenzio, immersi in questo verde e nello scricchiolio delle ruote sull’asfalto. Nient’altro. Verde, silenzio e bicicletta.

La Frisia è ancora una regione selvaggia, quieta, introversa, lenta. Attraversando i campi e i villaggi arriviamo ad Hindelhoopen, vecchio porto preservato, coccolato e accarezzato dagli abitanti del villaggio che se ne prendono cura con Amore.

C’è sempre una sensazione di sospensione in questa terra. Forse dovuta all’acqua. Forse dovuta al verde che stordisce di silenzio. Una terra sospesa perché il tempo in questi villaggi scorre con una muta lentezza. Lasciamo la Frisia e torniamo verso Amsterdam. E mentre viaggiamo, un arcobaleno di Tulipani in fiore ci invita a fermarci: fucsia, arancio, giallo, rosso, bianco. Scendiamo, fotografiamo, osserviamo. Tra i filari di tulipani passeggiano una decina di persone. Con andatura lenta riempiono di gesti i campi. Si piegano sui tulipani, li guardano, li accarezzano, osservano se sono pronti. Poi riprendono il loro incedere e s’incamminano verso un altro tulipano. E anche qui lo stesso gesto: uno sguardo, una carezza, un po’ di nutrimento e poi via. E così, filare dopo filare, tulipano dopo tulipano. Mi commuovo. Starò invecchiando. Mi commuove osservare questa attenzione che custodisce, ascoltando quel suono del fiore che nasce dalla terra e si colora con quel gesto di protezione.

Lasciamo questi campi e di nuovo immersi nel silenzio del Verde ripartiamo, con un po’ di tenerezza e qualche sfumatura di colore in più nei nostri occhi.

Stefania Ermini

Mi chiamo Stefania. Sono nata 41 anni fa a Firenze in un giorno di Autunno, quando ancora si respirava l’aria del mosto e del vino nuovo. Ho trascorso i miei primi 41 anni in viaggio. Ho incontrato la gioia, la pesantezza, la tristezza, l’Amore, il mio compagno, un figlio, il gioco. Ho incontrato tanti luoghi, tanti amici con i quali ogni giorno circola un amore fraterno. Ho cambiato strada tante volte; ho studiato Economia e Commercio e in mezzo ai numeri mi sono persa! Dopo una scuola di Counselor e un Master in Mediazione Familiare, mi sono ritrovata oggi innamorata a farne il mio lavoro.
Scrivo. Mi piace scrivere. Viaggiare e scrivere. La scrittura mi ha sempre spinto fuori dalle crisi. I viaggi mi portano ad incontrare i miei limiti e ad abbracciarli. Ho incontrato l’India, il Nepal, il Tibet, l’Egitto, la Bosnia. Questi luoghi hanno messo in crisi le mie certezze e mi hanno fatto scegliere in corsa cambi di direzione.
Il mio migliore amico è diventato nel tempo il mio Amore, compagno di cammino, fedele, incerto e presente. E’ nato Pietro e mi ha spinto a ritrovare il tempo del gioco e della leggerezza, della pazienza, della presenza.
Quando il Dio raccontato dalla Chiesa non mi è più bastato, mi sono messa a cercare altrove. Ho sperimentato l’Hatha Yoga, la Meditazione Vipassana, la meditazione Cristiana, l’Integrated Amrita Meditation Technique. Ho attraversato qualche ashram, l’Annapurna e i monasteri tibetani. Poi ho incontrato la Fraternità di Romena in Casentino che in un abbraccio ha raccolto con dolcezza tutte queste esperienze.
E sono tornata a Casa incontrando Massimo Rodolfi, il Raja Yoga, Atman e tutti i fratelli sul Sentiero. Finalmente sento di aver messo Radici col Cuore!