Non mi piaccio. Il mio corpo non mi piace e non è come vorrei: perchè? – seconda parte

non_mi_piaccio_2parteNello scorso articolo abbiamo parlato di cellulite e grasso corporeo in eccesso. Ora affrontiamo altri aspetti quali le rughe, la pelle spenta e i muscoli ipotonici (flosci e cadenti, per intenderci).Cosa lega questi tre parametri apparentemente diversi fra loro?Il fattore tempo, direte voi. Fuochino… Ripensando ai nostri vecchi, le loro rughe erano segno di saggezza, la loro pelle cotta dal sole esprimeva gioia, e il loro corpo, seppur fiaccato da una vita di sforzi sovrumani e magro dalla fame, emanava forza e vigore.Allora non è il fattore tempo. Forse il fattore vita? Una vita che ha cambiato senso e, forse, l’ha perso del tutto? Infatti siamo sempre più manipolati dai media, che ci hanno messo in testa l’illusione di una vita spesa nel tentativo di mantenerci eternamente giovani, costi quel che costi.Tutti tesi nello sforzo di rimanere come a vent’anni, siamo sempre più stressati, per cui i muscoli si contraggono, il connettivo si irrigidisce, la micro-circolazione si altera e la pelle si spegne e si disidrata e le rughe aumentano.Per cui: lifting, botulino, acidi vari e chi più ne ha più ne metta. E la pelle diventa tesa e tirata, come di porcellana, ma non emana bellezza e gli occhi sono di una tristezza incredibile.
I nostri vecchi cantavano per le strade e lavorando, o nelle stalle dove si riunivano per risparmiare legna e poter stare insieme. Cantavano e sorridevano e non avevano niente: né l’I-phone, né Sky, spesso nemmeno la carta igienica, eppure cantavano ed erano allegri.
Non si facevano le docce solari ma stavano al sole, immersi nella natura, e la loro pelle non seccava raggrinzita dagli uv ma fioriva rubiconda, nutrita dalla luce che nutre e cura.
La gioia non costa denaro, il sorriso è gratuito e fa bene a chi lo offre e a chi lo riceve: però non si vende e non fa vendere. Non vi servono soldi per avere una pelle più bella: vi serve la voglia di vivere! “Se non tornerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli” diceva il Maestro Gesù.
Serve curiosità, entusiasmo, allegria, voglia di fare e di sperimentare per cogliere il vero senso della vita: tutte caratteristiche dei bimbi, che ci obbligano a stare ai loro ritmi perchè nutriti da una forza dirompente e che cerchiamo in tutti i modi di spegnere, perchè la troviamo faticosa, immensamente faticosa.
Mille scuse. Ammuffiamo giorno dopo giorno nella nostra insoddisfazione, ci spegniamo sempre di più e poi ci lamentiamo anche del colorito spento, le rughe e il corpo floscio. Impariamo da loro, doniamo parte del nostro tempo a chi veramente non ha nulla (anziani soli, malati, canili e gattili) e portiamo loro sorriso e presenza.
“Per essere felici, basta essere felici” diceva Bertrand Russel.
“Per essere felici, basta essere vivi”, ci ricorda Omraam Mikhael Aivanhov.
Obblighiamoci a sorridere tirando su gli angoli della bocca e cercando di emanare gioia dal cuore. All’inizio è difficile, poi diventa addirittura necessario.
Smettiamo di vedere la vita come un peso e iniziamo a considerarla una meravigliosa opportunità. Troviamo la possibilità di divertirci in ogni cosa che facciamo e ricominciamo a cantare. Sotto la doccia, in auto, in casa.
La nostra pelle, nel tempo, emanerà luce, bellezza, il nostro corpo esprimerà la gioia del fare e le rughe saranno motivo di vanto perché ci saremo ancora, avremo superato i settant’anni e non avremo vissuto invano.

Simona Barbieri
Simona Barbieri,
nata a Torino 39 anni fa, cresciuta a pane e curiosità per tutto ciò che non ha una risposta.
Innamorata fin da piccola dello sport, della danza e di qualsiasi forma di movimento in un rapporto infinito di amore-odio nei confronti del proprio corpo, diventa dietista e insegnante di fitness. Ma la vita è un gioco, una giostra che non si ferma mai e dal fitness esplora e conosce il wellness, con le sue discipline dolci e introspettive come il Pilates, il power yoga e il postural training. Da qui, l’incontro con la spiritualità, il raja yoga e lo yoga fisico avviene fluido e naturale.
Il conflitto con se stessa diventa comprensione e amore che riporta nel suo mestiere attuale di terapeuta olistico con tutto il suo bagaglio di conoscenze. Non si può cambiare quel che non si comprende e non si può comprendere quel che non si conosce. Così magari si parte da una sciatica o da un problema di sovrappeso e si finisce a parlare di come va la vita lavorativa o il rapporto con il marito…
A volte, invece, è solo questione di portare un po’ di gioia e leggerezza alle persone in un’ora di Zumba o step, dove la musica ti prende per mano, la coreografia ti indica la strada e dentro si accende una luce, grazie alla quale il grigio scompare per un attimo e per un attimo vivi, vivi veramente.
Scrive per il sito de l’associazione Riprendiamoci il Pianeta e per il Portale Yoga, Vita e Salute.
“Scrivo, mi esprimo, danzo con le parole così come con la vita. D’altronde anche Shiva danza nella creazione continua, no?”