Non edibile = non commestibile: attenti alla buccia!

non edibileNella preparazione di dolci capita spesso di trovare tra gli ingredienti la buccia grattugiata del limone.. o delle arance.. aromi naturali e profumatissimi che danno veramente “un tocco in più” ad ogni prelibatezza. Stavo scrivendo una ricetta e alla voce “buccia grattugiata di un limone” ho voluto specificare “non trattato” o BIO ed è partita una riflessione.

Perché? Perché è importante in questi casi utilizzare limoni e agrumi non trattati?

Possiamo intavolare tutta una discussione sul bio o non bio perché è meglio, perché qualcuno ci crede e qualcuno no.. perché tanto, qualcuno sostiene, è lo stesso in un mondo inquinato.. ma non è in questa sede che voglio entrare nello specifico..

Qui vorrei sottolineare il fatto che nelle etichette della maggior parte degli agrumi che troviamo in commercio compare la scritta NON EDIBILE!!

Si Non edibile!!! = NON COMMESTIBILE «In quasi tutti i vocabolari c’è l’aggettivo edùle, che equivale a commestibile, ma è d’uso più tecnico, mentre commestibile è di largo uso commerciale (si dice generi commestibili col generico significato di ‘generi alimentari’,… [1]

Già qui ci sarebbe da chiedersi perché sull’etichetta che dovrebbe essere accessibile a tutti non ci sia scritto buccia non commestibile, così lo capirebbero anche i bambini.. e utilizzino invece un linguaggio più tecnico, forse più preciso, ma meno commerciale, poco comprensibile a molti..

In secondo luogo quanti si mettono a leggere le etichette della frutta?

La frutta è frutta, la coltivo, la raccolgo, la metto in vendita, se non viene trasformata quali sorprese potrà mai riservarci? Ecco questa è una: la buccia tossica.

Non si tratta, detto in modo semplicistico e banale, delle sostanze che sono state impiegate “in campo” e che in teoria sono “scomparse” nel momento in cui il prodotto arriva sulla nostra tavola, non si tratta solo di “come” il prodotto è stato coltivato; qui parliamo di post-raccolta, di sostanze utilizzate prima di mettere il frutto in commercio; additivi per abbellire il prodotto, cere per renderlo lucido; antimuffe per conservare il frutto per lunghi periodi e per lunghi tragitti … insomma tutto ciò che permea la buccia, vi rimane e tossico se ingerito: appunto non commestibile.

L’etichetta andrebbe letta tutta, non basta leggere sulle etichette la scritta nera e grande “buccia NON EDIBILE”, o meglio, non basta non trovarla scritta per stare tranquilli: Perché l’obbligo della scritta “non edibile”, sembra essere obbligatoria solo per agrumi di origine italiana, nel resto d’Europa e oltre Europa l’obbligo non c’è!!

I commercianti italiani che trattano gli agrumi con il principio attivo imazalil hanno l’obbligo di dichiarare in etichetta: “bucce non edibili”. Gli agrumi Spagnoli trattati con lo stesso principio attivo non hanno questo obbligo.[2]

Non solo: molte sostanze utilizzate nel post raccolta in Italia non sono autorizzate eppure nel resto d’Europa sì! In Spagna per esempio possono usare fungicidi come l’ortofenilfenolo, conosciuto anche come E231 [3] composto molto tossico[4] (In Italia non possono essere utilizzati perché i formulati commerciali delle sostanze attive non sono registrati e quindi non autorizzati)

Sembra inoltre che la dicitura “buccia non edibile” riguardi solo gli agrumi confezionati in sacchetti e per quelli sfusi? A volte si trova scritto sui cartellini, ma chi ci fa caso?

Ecco, a me basterebbe sapere questo, mi potrei fermare qui: Utilizziamo limoni, arance, agrumi non trattati. (non basta lavare la buccia per essere tranquilli, molte di queste sostanze non sono solubili in acqua e sono penetrate nella buccia permeandola.)

E meglio ancora scegliamo quelli Italiani, che per “difetti di registrazione” non possono utilizzare molti prodotti nel post-raccolta, e hanno l’obbligo di diciture in etichetta, fanno meno km, meno CO2, meno inquinamento, prodotti di qualità …

Per approfondire:

un additivo fra i tanti “L’Imazalil enilconazolo è un fungicida inventato da Jansen nel 1983 ed utilizzato per proteggere dalle muffe gli agrumi dopo la raccolta. È tossico per inalazione e irritante per gli occhi. L’EPA ha stabilito un livello di tossicità equivalente di 6.1 x 10-2 mg/kg/day, quindi più pericoloso nei bambini per i quali ne bastano 1 mg scarso per avere effetti tossici.[5]

Il difenile o bifenile, chimicamente FENILBENZENE, sigla E 230, è un conservante per alimenti usato nel trattamento SUPERFICIALE degli agrumi … Non si elimina con il semplice lavaggio. Dose massima tollerata 70mg/kg. In genere non passa nella polpa del frutto (anche se esiste la teorica possibilità) ma si ritrova inalterato se mangiamo la buccia o con la pratica di mettere la buccia nel thè o nei drink. Vietato in Australia. Dal 2004 L’UNIONE EUROPEA ha tolto il difenile dagli additivi alimentari passandolo ai fitofarmaci con maggiori restrizioni. Il bifenile e’ insolubile in acqua, quindi lavare con acqua la superficie risulta inutile. Anche con acqua e bicarbonato non si ottiene nessun effetto. [6]

conservante E231 = Ortofenilfenolo, della stessa categoria del difenile, composto molto tossico.[7]

Attenzione quindi se preparate dolci, se utilizzate le bucce per aromatizzare, se le usate per preparare liquori, se mettete il limone con la buccia nel the, nelle tisane, nei drink.. scegliete agrumi NON TRATTATI!

Vi consiglio la lettura di questo articolo di ioleggoletichetta : La maggior parte delle bucce degli agrumi non e’ commestibile. Lo sapevi? Attenzione se fate torte o liquori. [8]

 

http://www.lifeme.it/2015/01/bucce-di-arance-e-limoni-non-commestibili-tossiche.html

[1]  http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/significato-etimologia-edibile

[2]  http://corvigo.blogspot.it/2012/12/arance-estere.html

[3]  http://corvigo.blogspot.it/2012/12/arance-estere.html

[4]  http://mangiosintetico.blogspot.it/2012/06/il-difenile-o-bifenile-chimicamente.html

[5]  https://ilblogdellasci.wordpress.com/tag/imazalil/

[6]  http://mangiosintetico.blogspot.it/2012/06/il-difenile-o-bifenile-chimicamente.html

[7]  http://mangiosintetico.blogspot.it/2012/06/il-difenile-o-bifenile-chimicamente.html

[8]  http://ioleggoletichetta.it/index.php/2013/04/la-maggior-parte-delle-bucce-degli-agrumi-non-e-commestibile-lo-sapevi-attenzione-se-fate-torte-o-liquori/

 

Sabrina Manenti
Nata in provincia di Bergamo nel 1978 e cresciuta in collina, tra i vigneti, si diploma Perito Agrario nel 1997; è titolare di una piccola azienda vitivinicola che conduce con la famiglia. L’interesse per la conoscenza di sé la porta ad interessarsi di psicologia, filosofia e pedagogia laureandosi nel 2006 in Scienze dell’Educazione con la tesi “La disciplina yoga all’interno dei processi educativi”. Nel frattempo la continua ricerca nella scoperta del mondo interiore la porta ad iscriversi nel 2005 ad “Energheia”, prima scuola italiana di formazione per Terapeuti Esoterici, diplomandosi nel 2008. Frequenta un master per “Operatore Yoga per la scuola” diplomandosi nel 2006. Alla ricerca dell’innocuità frequenta e si diploma al primo (bellissimo) corso organizzato da “Le Dodici Stelle”, associazione per la diffusione di una nuova Educazione. Educatrice di nidi d’infanzia, per alcuni anni ha tenuto corsi di yoga per bambini. Da mamma si dedica alla ricerca continua del Buono, del Bello, del Vero, alla ricerca del meglio per la cura dei piccoli (e dei grandi). Appassionata di dolci e pasticceria non manca di allietare le sue giornate e le giornate degli amici con le sue dolcezze.
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