Non ci si nutre di solo cibo, ma di pensieri, emozioni, soddisfazioni e insoddisfazioni, gratificazioni e frustrazioni: tecniche pratiche per andare oltre il negativo – terza parte

NON DI SOLO CIBO 2PARTECorsi di raja yoga, meditazione, autoascolto, terapie individuali, possono dare un grande aiuto per sradicare delle credenze radicate in noi da decenni, anzi, da incarnazioni. È come rivolgersi ad un commercialista per la dichiarazione dei redditi o fare tutto da solo: sì, ce la si fa, ma da soli è molto più lunga e dura!

Ricordiamo che ogni abitudine diventa una necessità. Le brutte abitudini alimentari sono difficili da trasformare, così come l’abituarci a stare in uno stato d’animo di insoddisfazione, scontentezza, sconforto, recriminazione. Più pensi così, più ti verrà naturale pensare così e cadrai sempre più in basso. Sarà sempre più difficile risalire, per cui….iniziamo a cambiare rotta e iniziamo a risalire!

Anche il non piacersi, il trovarsi sempre qualcosa che non va, invece di apprezzare i propri lati positivi, non va bene: rafforza quell’immagine corporea che si ha di se stessi e la perpetua. Per questo se ci si pensa grasso o smilzo, brutto o sciupato, sarà molto più facile che si continui ad esserlo. È auto-disprezzo e non va bene. Iniziate a valorizzare i vostri lati positivi e troverete la spinta per trasformare gli altri. Ma soprattutto: il corpo ci fa da specchio, non da nemico, riconosciamo cosa non va e ringraziamolo.

La forma del corpo ci parla di noi e del nostro modo di prendere la vita, nel campo alimentare ma anche in tutto il resto.

Lise Bourbeau in: “Le 5 ferite e come guarirle” e “Ascolta e mangia”, descrive cinque ferite che si riattivano nei primi anni di vita e che sono il motivo per cui siamo venuti in incarnazione: ciò che dobbiamo superare. Queste ferite sono la lente con cui interpretiamo i comportamenti altrui e ci creano sofferenza e automatismi inconsci per salvarci dal dolore prodotto, ma è solo un nostro modo di vedere le cose, non la realtà.

Queste sono: rifiuto, abbandono, umiliazione, tradimento e ingiustizia e generano cinque maschere (comportamento indotto dalla ferita): il fuggitivo, il dipendente, il masochista, il controllante e il rigido.

Subendo le nostre ferite e le nostre maschere agiremo questi comportamenti in tutti i campi della nostra vita, alimentazione compresa. Il nostro rapporto con gli altri ne sarà contaminato, ma anche il nostro rapporto con il cibo, con il corpo, lavoro, svago, etc. il mio consiglio è quello di compravi questi due testi e leggerli attentamente. Sono due perle utilissime per comprendere meglio se stessi e gli altri, andando oltre la sofferenza che l’ignoranza produce. Eliminando la ferita, cambierà anche il rapporto con il cibo, le diete che non funzionavano funzioneranno (vedi anche http://www.yogavitaesalute.it/2016/01/16/mangio-poco-e-non-dimagrisco-perche-i-falsi-miti-proposti-dai-media-e-come-favorire-la-salute-terza-parte-22056.html) e la forma del nostro corpo rispecchierà la persona nuova e serena che sta sorgendo in noi. Ne vale la pena, fidatevi…..

Simona Barbieri

Simona Barbieri,
nata a Torino 39 anni fa, cresciuta a pane e curiosità per tutto ciò che non ha una risposta.
Innamorata fin da piccola dello sport, della danza e di qualsiasi forma di movimento in un rapporto infinito di amore-odio nei confronti del proprio corpo, diventa dietista e insegnante di fitness. Ma la vita è un gioco, una giostra che non si ferma mai e dal fitness esplora e conosce il wellness, con le sue discipline dolci e introspettive come il Pilates, il power yoga e il postural training. Da qui, l’incontro con la spiritualità, il raja yoga e lo yoga fisico avviene fluido e naturale.
Il conflitto con se stessa diventa comprensione e amore che riporta nel suo mestiere attuale di terapeuta olistico con tutto il suo bagaglio di conoscenze. Non si può cambiare quel che non si comprende e non si può comprendere quel che non si conosce. Così magari si parte da una sciatica o da un problema di sovrappeso e si finisce a parlare di come va la vita lavorativa o il rapporto con il marito…
A volte, invece, è solo questione di portare un po’ di gioia e leggerezza alle persone in un’ora di Zumba o step, dove la musica ti prende per mano, la coreografia ti indica la strada e dentro si accende una luce, grazie alla quale il grigio scompare per un attimo e per un attimo vivi, vivi veramente.
Scrive per il sito de l’associazione Riprendiamoci il Pianeta e per il Portale Yoga, Vita e Salute.
“Scrivo, mi esprimo, danzo con le parole così come con la vita. D’altronde anche Shiva danza nella creazione continua, no?”

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