Nettuno: oblio ed illusione

Nettuno_g_risultatoNettuno dal 2012 è in transito nel segno dei Pesci, il suo domicilio, e questa fusione di energie fra il pianeta e il suo segno naturale, permette, in modo persistente, la diffusione di un afflato spirituale su tutta l’Umanità, ma che a livello individuale viene particolarmente percepito dai segni della croce mobile, ovvero dalle persone con il Sole in Pesci, in Vergine, in Sagittario e in Gemelli.

Nettuno, in una carta del cielo, rappresenta il misticismo, l’aspirazione ad un ideale, lo sviluppo spirituale di una persona, ma la forza che esprime non può essere compresa razionalmente, poiché esso risiede oltre i confini della ragione. Solo se ci arrendiamo ad esso e gli permettiamo di dissolvere i nostri stessi limiti, allora possiamo entrare in contatto e recepire le sue energie e i suoi insegnamenti.

Nettuno, in ognuno di noi, ma specialmente in chi ha forti valori nettuniani nel suo tema natale, come il Sole o l’Ascendente in Pesci o congiunzioni di Nettuno ai pianeti personali, rappresenta il desiderio di fuggire dai limiti della personalità, della propria vita quotidiana, per vivere uno stato di coscienza diverso, sia esso inferiore o superiore al suo stato attuale. Di fatto, questa spinta a fuggire da se stessi può essere sia distruttiva sia costruttiva, a seconda del livello evolutivo raggiunto e delle cause insite nel karma personale.

Per queste ragioni i transiti di Nettuno con i pianeti personali, specie in relazione al Sole nativo di una persona, creano confusione, dubbi e incertezze, e producono un senso di sradicamento e la sensazione di avere la testa in aria. Questo succede perché cerchiamo comunque di mettere Nettuno, che è senza limiti per sua natura, dentro alle nostre rigide e ristrette strutture mentali. Inoltre più offriamo resistenza ad un disfacimento, peraltro inevitabile, delle strutture della nostra vita, più entriamo in confusione e non sappiamo più cosa siamo e cosa vogliamo diventare.

Nettuno ci spinge ad andare oltre alla percezione di noi come esseri separati, ed esprime l’opposto del pur vero “ritrovare se stessi”, infatti ci chiede di “perdere noi stessi” nell’oblio dell’infinito, dissolvendo i confini che ci separano dalla vita una. Confini che ci separano dagli altri, ma che separano anche il conscio dall’inconscio dentro noi stessi. Con i suoi transiti Nettuno abbatte le barriere innalzate fra noi e gli altri, ma anche quelle poste dalla mente razionale per impedire un eventuale affioramento dell’inconscio da dove era stato relegato.

I transiti di Nettuno risvegliano in noi il richiamo antico a ritornare a quello stato di beatitudine da cui proveniamo, ci portano alla trascendenza e a quella parte infinita di noi che non conosce limitazioni. Il desiderio di realizzare la spiritualità è latente in tutti noi, e i transiti di Nettuno lo risvegliano dal torpore, creando uno stato di profonda insoddisfazione.

Allora succede che, anche se sul piano materiale abbiamo realizzato tutto, dal lavoro appagante ad un buon rapporto sentimentale, l’insoddisfazione resta, e ci chiediamo se la vita è tutta lì. Inappagati dalla risposta, guardiamo dentro di noi e ci addentriamo nella dimensione dello spirito per realizzarne gli ideali nella nostra vita.

I transiti di Nettuno spesso ci chiedono anche di abbandonare ciò che noi crediamo essere la cosa più cara e importante. Desideriamo più di ogni altra cosa al mondo avere quella persona o quella cosa, ma la vita, il destino, nostro Signore, comunque lo si voglia chiamare, non ce lo concede, non soddisfa la nostra insistente richiesta.

Il mondo sembra crollarci addosso, ci sentiamo in balia del destino crudele e ci aggrappiamo alla nostra ostinazione, rifiutando il cambiamento. Ma la lezione di Nettuno è quella di lasciare fluire, e quando finalmente molliamo l’attaccamento, il fluire insieme alla vita ci offre l’aiuto necessario per risolvere le difficoltà che bloccano la nostra evoluzione.

Durante i transiti dissonanti di congiunzione, quadratura e opposizione di Nettuno, possiamo subire un tracollo, emotivo o mentale, possiamo perdere la nostra identità, ma non la nostra essenza, non la nostra anima, da cui possiamo attingere la luce e la forza per rinascere, poiché ciò che muore durante un transito di Nettuno è solo una parte che conoscevano di noi stessi a cui non volevamo rinunciare, ma che ci poneva tanti limiti.

Gli aspetti, cosiddetti “negativi” di congiunzione, quadrato e opposizione, non solo di transito, ma considerati anche come aspetti statici di nascita, non sono, a tutti gli effetti, negativi, poiché ci spingono verso una ricerca spirituale, che attraverso esperienze di illusione e disillusione, ci porta a contatto con una realtà superiore.

Questo stato percettivo, quando si parla degli aspetti di Nettuno, viene definito lo “scontento divino”. Nettuno ci mette in contatto con una realtà più elevata, con il lato immateriale della vita e nel momento in cui questa realtà diviene accessibile alla nostra coscienza, ecco che la realtà materiale diviene sempre più limitante e insoddisfacente. L’energia nettuniana, quindi, ci spinge ad agire, a concretizzare i nostri ideali spirituali, lottando con ogni forza per realizzarli in quel campo di vita contrassegnato dall’aspetto di Nettuno, perché l’ideale deve essere vissuto, per diventare reale.

Nettuno rappresenta anche quello che noi percepiamo essere il nostro dovere nei confronti degli altri e della vita, e che, spesso, essendo ancora identificati con la nostra personalità, noi viviamo come sensi di colpa. Nettuno aumentando la nostra empatia e la nostra sensibilità, ci fa percepire l’unione che esiste fra tutti gli esseri viventi, e con questa consapevolezza diviene quasi impossibile rifiutare un aiuto a chiunque ne abbia bisogno.

Questa identificazione con tutti gli essere viventi è una bella qualità dell’anima, ma deve anche essere gestita bene nella pratica, onde evitare di essere prosciugati di ogni energia dalle richieste di tutti. Sotto l’influsso di Nettuno, in tanti si sfinisco nel tentativo di soddisfare il loro senso del dovere, e questo uso sbagliato della spiritualità, è causato dall’illusione in cui viviamo circa il nostro grado più o meno elevato di evoluzione spirituale, quindi è il caso di lasciare a Dio la parte che gli compete, evitando deliri di onnipotenza.

Nell’essere umano, le qualità necessarie per divenire canale di trasmissione delle energie di Nettuno sono rare, poiché immersi nell’illusione, facciamo fatica ad essere liberi da auto-inganni e da visioni irreali. In realtà abbiamo paura di confrontarci con le energie di Nettuno, poiché potrebbero rivelare un vuoto immenso dietro nostra illusione. Quindi preferiamo non avere coscienza del fatto che ciò che abbiamo perseguito e idealizzato non sia poi così valido o vero.

Da agosto fino a fine anno, e anche nel 2016, la Vergine, opposto polare dei Pesci, ci verrà in aiuto portandoci la sua qualità più grande: la discriminazione. Giove in Vergine porterà chiarezza e luce nelle nostre menti e ci farà vedere veramente cosa ci serve per espandere la nostra coscienza, e cosa invece abbiamo perseguito solo per soddisfare la nostra presunzione e la nostra separatezza. Approfittiamone, questa è un’occasione da non perdere.

Maria Grazia Barbieri

Maria Grazia Barbieri nasce a Modena e dopo studi liceali trascorre alcuni anni ad approfondire la lingua inglese e l’astrologia viaggiando in Europa e in Oriente. Durante la permanenza in Oriente l’interesse per la scienza astrologica diviene più profondo e consapevole.
Poi l’incontro con Massimo Rodolfi la porta in contatto con lo studio del Raja Yoga e dà inizio a dieci anni di profondo lavoro di trasformazione di sé e di studio dell’esoterismo.
Nel presente il suo impegno è di diffondere con dedizione i fondamenti dell’esoterismo e la conoscenza dell’astrologia esoterica attraverso seminari e conferenze. Inoltre segue e coordina le molteplici attività dell’associazione culturale Atman, di cui è punto di riferimento a livello organizzativo.

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