L’ufficio in casa – seconda parte

ufficio in casa 2parteNel precedente articolo abbiamo parlato di come disporre all’interno di una casa l’angolo ufficio.

Abbiamo anche valutato come l’ufficio in un open space necessiti di considerazioni diverse rispetto al privilegio di avere per se un’intera stanza.

Abbiamo accennato al tema delle luci, per facilitare un utilizzo corretto dei vari spazi della casa, e di come la convivenza famigliare possa integrarsi alle necessità di concentrazione di tutti i suoi componenti nel momento del lavoro o dello studio in atto.

Un altro aspetto importante da valutare è la disposizione dello studio nella stanza dove riposiamo. Spesso nelle camere dei bambini, o anche degli adulti che ancora convivono con la famiglia di origine, rimane ugualmente il solo spazio disponibile per le attività diurne e notturne.

In ogni caso, sia per i piccoli che per i grandi, dobbiamo garantire un luogo dove si riposi bene, e uno dove ci si possa concentrare allo stesso modo, rendendo il meglio nei nostri progetti di studio o di lavoro.

Il riposo richiede per se un ambiente quieto, quindi colori rilassanti come sfumature pastello, materiali morbidi e non appuntiti, forme sinuose e non squadrate, superfici opache dall’aspetto setoso. In sintesi un’atmosfera accogliente, dove ad aiutarci in questo intento saranno gli inserti in tessuto che potranno rivestire il nostro letto, una poltrona e qualche cuscino decorativo. Anche i tendaggi, dai più sottili ai più coprenti, in alcuni casi i fonoassorbenti, che proteggeranno il nostro sonno dall’inquinamento acustico e luminoso dei siti cittadini.

Al contrario le attività diurne dello studio o del lavoro hanno bisogno di stare al ritmo solerte di una mente sveglia e attenta, che sia in grado di apprendere, programmare, organizzare quello che c’è da fare. Per attivare un’atmosfera simile, dovremo inserire i colori giusti, dai bianchi ai panna, accostati a parti anche in legno chiaro, che hanno un effetto neutro sul movimento dell’energia ki e che rende l’ambiente di lavoro produttivo ma non stressante. La disposizione degli ingombri deve render agevole il lavoro, documenti e libri da consultare a portata di mano, la cancelleria in ordine, ma soprattutto mantenere la mente aperta e leggera. Il tendaggio in tal caso sarà disposto lateralmente alla finestra facendo spazio a tutta la luce possibile in entrata.

Quindi se c’è una finestra o una porta finestra è in prossimità di questa che dovremo posizionare la scrivania. Poi, che le posizioni migliori siano quelle esposte a est, sud o sud est non ci sono dubbi, ma cercheremo di fare come si può, magari piegando lo scrittoio in obliquo rispetto alle simmetrie della stanza, in modo da agevolare la circolazione del KI secondo le nostre esigenze.

Invece il letto è bene che non sia troppo vicino là dove sono raccolti tutti i nostri appunti di lavoro, dove sono ammassati i libri che rendono attiva la nostra mente razionale mentre si appresta a memorizzare informazioni che continuano ad invaderci anche durante il sonno… questo non porta rilassamento, ma un’attività continua della mente che non permette il giusto distacco per rilassare i nostri corpi, fisico, emotivo e mentale mentre dormiamo.

Un rimedio utile quando non abbiamo sufficiente spazio tra il letto e la scrivania è quello di interporre un separè nel momento in cui ci accingiamo ad andare a dormire, consentendo di realizzare una sorta di protezione che renderà più intimo il nostro riposo.

Le luci, anche in questo caso, dovranno essere diverse, cioè in ogni contesto il suo punto luminoso, una lampada da tavolo per lo studio o il lavoro, una lampada da lettura sul comodino, ed una luce centrale per illuminare a giorno quando dobbiamo trovare il necessario dentro l’armadio.

Tutte le informazioni che ho dato in queste poche righe sono ovviamente una traccia generale dei parametri ideali da applicare. Poi c’è la nostra personalità, le nostre esigenze dalle quali ancora non riusciamo a rimanere distaccati, e tutto ciò va bene, fino al giorno in cui sentiamo la necessità di dover cambiare qualcosa di tutto quello a cui siamo abituati da anni, cedendo un pezzettino della nostra abitudinarietà oramai divenuta desueta, per avere in cambio altre note di benessere adatte al nuovo periodo che ci stiamo accingendo a vivere, un nuovo cambiamento.

Enrica Battaglia

Nasce nel 1969. Consegue il diploma di maturità magistrale nel 1987. Per molti anni lavora come progettista nell’ambito dell’arredamento esprimendo praticamente la propria creatività ricercando l’armonia delle forme nello spazio abitativo. Ha frequentato corsi di feng shui per migliorare la propria indagine anche da un punto di vista qualitativo ed energetico. Nel 2005 si diploma alla prima scuola italiana per terapeuti esoterici, Energheia, fondata da Massimo Rodolfi. In quegli anni comincia a rivolgere lo sguardo verso la propria interiorità aiutandosi con la pratica della meditazione e l’ascolto di sé. Nel 2010 completa questo percorso frequentando Agnihotri ed attualmente tiene corsi di meditazione e Raja Yoga per l’associazione Atman. Il piacere per la conoscenza degli aspetti sacri della vita nella sua manifestazione formale e qualitativa, la porta a collaborare con il portale yogavitaesalute, scrivendo sulla relazione esistente tra l’uomo e il suo spazio abitativo nella rubrica stili di vita. É collaboratrice anche nella rivista Il Discepolo, dove i suoi articoli riprendono le antiche conoscenze della geometria sacra attraverso parallelismi tra la natura e le architetture di luce costruite dall’uomo.

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