L’Open Space: la qualità della vita che scegliamo e la nostra casa – seconda parte

open space 2parteScegliere una casa significa richiamare nella nostra vita gli aspetti corrispondenti che la contraddistinguono, e questo non è mai un caso. Infatti, secondo l’arte geomantica del Feng Shui, la posizione cardinale della nostra casa, della sua facciata, la sua posizione rispetto al paesaggio e la congiunzione astrale del momento in cui è stata costruita, sono elementi che ne determineranno la qualità energetica, e noi che la scegliamo ne siamo uno specchio.

La nostra vita sarà influenzata da ciò che energeticamente sarà stato attivato, e che risuona con noi. Per questo cercare di fare fluire o defluire determinate energie nella nostra dimora sarà un modo per curarla e per curare noi stessi, convivendo in salute insieme agli spazi che abitiamo.

Gli aspetti psicologici della nostra casa integrano il nostro stato di salute interiore, colorano il nostro modo di vivere, le nostre abitudini e le nostre relazioni sociali, sia in campo lavorativo che in ambito privato. La nostra salute sarà la risposta al tipo di ambiente in cui viviamo.

Simili a chiocciole ci muoviamo nella vita, allo stesso modo la nostra casa è sempre con noi, nei nostri spostamenti pratici, emotivi e mentali. Riconoscere questo ci porterà ad osservare la nostra casa con un’attenzione più accurata, un’opportunità in più per migliorarci.

Essere presenti nella nostra casa corrisponde ad essere più centrati e più presenti anche con noi stessi.

Le esigenze e le necessità cambiano con l’età e con i cicli della vita, e la nostra dimora insieme a noi. In questo modo la casa diventa il nostro baricentro, per comunicare e poter accogliere la vita in tutti i suoi 360 gradi.

Tutto questo per spiegare come anche lo Spazio Aperto di un monolocale abbia determinati riscontri nella vita di chi vi abita.

Solitamente quella dell’Open Space è la scelta che si fa quando ci si trasferisce per un lavoro provvisorio, oppure per iniziare una vita da soli dopo aver passato i primi due o tre decenni insieme alla famiglia d’origine.

Nel primo caso è un’opportunità di crescita, nel secondo caso il bisogno impellente di imparare a conoscere il mondo senza più il filtro della struttura familiare, instaurando una comunicazione che sia in grado di integrare quello che siamo, che esprimiamo con la nostra armonia e su tutti i fronti. Semplicemente impariamo a conoscerci.

L’Open Space di un monolocale dà veramente l’occasione di vedere come siamo in modo immediato, senza porre divisione tra come mangiamo e come lavoriamo, tra come oziamo e come ci occupiamo di noi stessi.

La cucina che corrisponde al calore e al nutrimento, il salotto che ci permette di rilassarci e di accogliere gli amici, la scrivania dove studiamo o lavoriamo e il piccolo ingresso, che delineato solo da un tappeto e da un leggero separé comunicherà discretamente sia accoglienza che riservatezza.

Il tutto in pochi metri quadrati. Tutto sotto controllo. Tutto modificabile in poco tempo. La vita in continuo movimento al ritmo dell’energia del legno più verde, l’età della scoperta della vita, dell’entusiasmo e della meraviglia.

Nel tempo che passa, il bisogno del tutto e subito, caratteristica della personalità giovanile, sarà sostituita da una più matura necessità di dare più spazio ad ogni settore della nostra vita, più stabilità, realizzazione.

Così nascerà il bisogno di vivere in una casa più grande dove, ad ogni aspetto nel frattempo cresciuto dentro di noi, vorremo dedicare stanze apposite, che come pilastri sosterranno la crescita di altri piani, sicuri e ben strutturati, parti della nostra coscienza.

La forza di quelle fondamenta, nate nella semplicità e nell’entusiasmo della scoperta della vita, nutrite dal bisogno di libertà, di conoscenza del mondo e di se stessi, ha sostenuto la crescita acquisita e sosterrà i successivi sviluppi di una coscienza sempre più ampia.

Enrica Battaglia

Nasce nel 1969. Consegue il diploma di maturità magistrale nel 1987. Per molti anni lavora come progettista nell’ambito dell’arredamento esprimendo praticamente la propria creatività ricercando l’armonia delle forme nello spazio abitativo. Ha frequentato corsi di feng shui per migliorare la propria indagine anche da un punto di vista qualitativo ed energetico. Nel 2005 si diploma alla prima scuola italiana per terapeuti esoterici, Energheia, fondata da Massimo Rodolfi. In quegli anni comincia a rivolgere lo sguardo verso la propria interiorità aiutandosi con la pratica della meditazione e l’ascolto di sé. Nel 2010 completa questo percorso frequentando Agnihotri ed attualmente tiene corsi di meditazione e Raja Yoga per l’associazione Atman. Il piacere per la conoscenza degli aspetti sacri della vita nella sua manifestazione formale e qualitativa, la porta a collaborare con il portale yogavitaesalute, scrivendo sulla relazione esistente tra l’uomo e il suo spazio abitativo nella rubrica stili di vita. É collaboratrice anche nella rivista Il Discepolo, dove i suoi articoli riprendono le antiche conoscenze della geometria sacra attraverso parallelismi tra la natura e le architetture di luce costruite dall’uomo.

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