Lo sai che i papaveri…….

Era l’inizio di una canzoncina famosa negli anni ’50, credo cantata da Nilla Pizzi, tanto amata da mio padre e dalla sua generazione.

Era bello vederli spuntare tra le spighe di grano imbiondite dal sole, nel periodo tra fine maggio e giugno. Guardando quei campi si aveva l’impressione di potersi tuffare in un mare di magie e semplicità piena di sole e calore, sapevano di pane fresco, magari coi semi di papavero. Oggi quei campi sono pieni di chimica ed il papavero non ci cresce più, perché nella sua umile e semplice innocenza, non tollera interferenze chimiche e non accetta compromessi.

Esprime un’energia umile e modesta, rivolta ad un femminile leggero, come i suoi petali, ma che dà presenza, aiuta ad essere presenti a se stessi e nella vita. Direi che la sua qualità energetica è stabilità nella leggerezza.

La sua azione è vasta, dal 1° chakra all’alleggerimento del 2°, alla connessione cuore/circolazione, di cui stabilizza il battito, ai polmoni in sintonia col respiro del Cosmo, ad una leggera ebrezza su ajna, giusta per volare fino a Dio.

La sua qualità, appunto di estrema leggerezza, quasi una carezza con mani di fata, lo rende non di meno pericoloso se non ci si ancora bene a terra, o non si è un’anima alla cerca di, pertanto non andrebbe usato come anestetico, bensì come passaggio dalla materia allo spirito, passando per e alleggerendo dove.

Come ali di farfalla quella leggerezza che porta può essere di difficile gestione per chi cerca certezze e rigoroso controllo mentale.

A livello di energia femminile crea triangolazione tra ovaie e cuore, a sua volta collegato ad ajna, favorendo così una creatività trasparente e luminosa, non più intrisa e velata da bisogni irrisolti, che ripulisce completamente, come un panno che lava i vetri rendendoli tersi; alla stessa maniera il papavero connette questi tre livelli di coscienza con la sua potentissima e leggera Semplicità.

E’ di sostegno anche per l’energia maschile, lavora sulla prostata, rinforza gonadi e surrenali, favorendo il radicamento dell’energia maschile qualora troppo dirompente e dispersiva. Svolge anche azione afrodisiaca su entrambi i sessi: nel femminile favorisce energia creativa e la voglia dell’incontro, al maschile invece attenua l’energia di possesso un po’ aggressiva che a volte permea quella sessuale, diciamo che “arrotonda gli spigoli”.

Le sue funzioni vengono comunque accentuate a seconda degli abbinamenti con altre piante:

biancospino – infonde coraggio, mimosa – lavora su ovaie ed energia sessuale, elicriso – rinfresca la pelle, attenua dolori mestruali. Abbinato al timo cura le affezioni alle vie urinarie, con il mirto invece rinforza la mascolinità, indicato quindi per uomini insicuri e deboli.

In infuso, con la camomilla, risulta molto indicato durante la gravidanza, aiuta a calmare il feto inquieto o che vive attimi di paura. In ogni caso, massaggiato con amore sulla pancia, facilita l’incontro tra madre e figlio, preparando entrambi ad una nuova esistenza.

Il suo è un rosso che non accende le passioni, anzi le smorza, le semplifica, favorendo disillusione, nella sua estrema Semplicità.

L’erboristeria classica lo consiglia per:

– ansia e insonnia, in infusione, 20 gr di fiore per 1L di acqua

– come aceto, 5 gr di fiore per 1 L di aceto, suggerirei di mele, filtrare dopo un mese e usare anche per dolori reumatici

– tisana, per dolori mestruali, 20 gr di fiore , 1 T di acqua bollente, bere 3/4 T al giorno

Consigliato anche in cosmesi e sto mettendo a punto alcune formule, nel frattempo è delizioso in oleolito in quanto svolge azione riparatrice della trama epiteliale, ma mi riservo di dare informazioni più certe dopo aver sperimentato e ci vorrà ancora un po’ di tempo.

Infine credo si potrebbe addirittura creare, con questo magnifico fiore così forte ma aereo, quasi impalpabile, una intera linea dedicata a bambini di prodotti cosmetici, e non solo, all’insegna dell’innocenza, innata nei piccoli, ritrovabile con molto lavoro e fatica nel piccoli cresciuti.

Buon papavero a tutti e che il suo colore vi accarezzi il volto… come alito di vento!

Elvira Angelucci

Ha lunga esperienza nell’ambito dell’insegnamento.
Gli anni tra il 1988 ed il 1996 sono decisivi per la sua formazione ed evoluzione interiore.
Lascia la scuola per dedicarsi allo studio ed alla pratica dello yoga.
Frequenta a Firenze il corso di formazione professionale di Psicosintesi presso l’”Istituto Assaggioli” e, negli stessi anni si diploma, sempre a Firenze, al “Kushi Institute”, in medicina ed alimentazione naturale.
L’interesse per lo yoga e la guarigione spirituale la porta ad incontrare insegnanti di valore e Maestri di Saggezza, tra cui Ron Yung e Daskalos, con cui studia e approfondisce la pratica dell’introspezione e della meditazione.
Diviene allieva di Massimo Rodolfi, e con lui approfondisce lo studio del RAJA YOGA.
Si diploma presso ENERGHEIA, 1° scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Da lì inizia un percorso di auto- guarigione che si rinnova ogni giorno e da cui attinge forza e luce necessarie per oltrepassare lutti e difficoltà! Abilitata alla diffusione degli insegnamenti esoterici ed alla terapia esoterica, svolge corsi di Meditazione e di Raja Yoga in Toscana e di alimentazione naturale, nel territorio nazionale.
Nel 2010 fonda la ditta “SETTERISHI -rimedi per l’anima”, di cosmesi naturale e vibrazionale, iniziando lo studio sull’uso terapeutico di piante e fiori, dalla cucina alla cosmesi. Attualmente sta organizzando corsi ed incontri su questi temi, perché non può esistere guarigione e sviluppo di coscienza se non teniamo puliti i nostri corpi, a partire dal fisico.

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