L’Esempio

esempioOgnuno di noi ha avuto un modello fin dalla più tenera età da imitare, il nucleo familiare, il maestro di scuola, la vicina di casa, qualcuno ha lasciato una traccia che dentro di noi ha risuonato come qualcosa di bello, che era possibile riportare nella nostra vita da adulti.

L’etimologia della parola “esempio” è “prender fuori”, ciò che si prende da fuori troverà comunque qualcosa dentro che lo ha riconosciuto come possibile, e da fuori prendiamo esattamente quello che è per noi, in caso contrario non avremmo scelta su chi o cosa imitare, invece la vita è bella proprio perchè ha tanti esempi da offrire, con sfumature e qualità diverse, questo fa sì che quando tante persone si ritrovano insieme in uno stesso luogo e condividono interessi comuni, si trovino comunque delle differenze di opinione e di visione dello stesso interesse.

Per i bambini la scuola dell’infanzia rappresenta il primo modello di vita sociale che si apprestano a vivere, conoscere e sperimentare, questo spesso sfocia in litigi, in contrasti, e ognuno difende il suo pezzo, come un leone il suo territorio, questo avviene poichè condividendo in tanti uno spazio comune, si ha bisogno di tempo per conoscere le regole che lo gestiscono, ci si deve conoscere e confrontare con il rispetto della crescita che ognuno compie con i propri tempi.

In questo i bambini sono molto più diretti rispetto a noi adulti, mascherati dalle più buone intenzioni, il bambino ti dice ciò che pensa e ciò che gli è stato detto dalle persone a lui più care, la mamma e il papà, e le loro parole sono sacre, quindi ti ritrovi con frasi del tipo: ” Mah!? lui ha detto che…?” ” Mah?! lui ha fatto…” una sorta di denuncia di ciò che non è riconosciuto nel proprio modello, questo avviene ad esempio perché non gli viene insegnato ad affrontare un confronto tra pari, spesso viene gestito da una terza persona, che di solito è l’adulto, estranea alla discussione d’origine, che la reinterpreta sulla base di quello che ritiene giusto.

Ma lasciandoli liberi di discutere, suggerendo di usare le parole, a volte è meglio specificare, i bambini trovano la soluzione molto più rapidamente verso la pace e il tornare a giocare insieme Ho potuto notare quanto i bimbi siano più predisposti allo stare insieme a giocare, a condividere, a creare qualcosa in comune, che non rimanere imbronciati o tristi in disparte. Questo perché riescono a trovare un punto dove rincontrarsi ed andare avanti sul loro “progetto”, a volte succede anche che si dividono le strade e si ritrovano a giocare in gruppi diversi, ma la priorità è giocare, ovvero costruire un modello nuovo sull’esperienza.

La cosa che si nota in queste dinamiche, che a volte producono un attrito anche forte tra pari, è che riportano in essere esempi che vedono dal mondo degli adulti, modalità di comportamento e affermazioni forti, di come si dovrebbe essere nella vita. Sono modelli “imposti” dal mondo che vivono sempre più lontano e irraggiungibile.

Credo che oggi ci sia una grande spinta nel migliorarsi da parte di molti, questo può produrre un modello educativo sempre più accogliente e sempre più disponibile ad incontrare l’altro. In questo continuo lavoro di crescita, che una persona intraprende nella propria vita, per me risiede la vera educazione e il vero esempio, anche se imperfetto, di avvicinare il mondo dell’adulto al mondo del bambino.

Viviamo di modelli irraggiungibili e questo continua a frustrare le nostre aspettative fino ad imitare un modello lontano per sentirsi adeguati, ma così rifiutiamo “qualcuno”, non gli permettiamo di essere un modello, di portare il suo contributo.

Mi è successo tante volte di mettere da parte chi sono, i miei limiti e l’inadeguatezza, per apparire un’altra persona, ma questo ha generato dolore dentro nel sentirmi rifiutata da me stessa, e davanti a me rimanevano i miei limiti. Ho avuto gli esempi di accoglienza, di rispetto, di bellezza … quando questi esempi sono per la vita e non per un altro fine egoistico, quando sono per un bene più elevato, li riconosci e ritrovi una possibilità di essere anche tu un esempio reale nella vita, disponibile al confronto e alla crescita.

Teniamo sempre vivo cosa significa esempio, non rimaniamo attaccati ad esso come fosse l’unico possibile. Essere un esempio nella vita e della vita significa essere disponibili ad ascoltarla e tradurla come si riesce. Accogliere e amare quel modello continuando ad educarci al nostro migliorare, per rendere la vita ancora più bella, per divenire un esempio d’innocuità, di amore e di verità e riscoprire che da dove sei partita con il tuo modello, risiede lo stesso amore che trovi nel nuovo.

Elisa Bussetti

diplomata in “Dirigente di Comunità” nel 2008, opera negli asili nido e scuole dell’infanzia; nel 2005 entra a far parte dell’associazione “Atman” fondata da Massimo Rodolfi; nel 2007 si iscrive, alla prima scuola italiana per terapeuti esoterici, “Energheia”, con l’insegnante Annagrazia Fiorani, diplomandosi nel 2010.
Contemporaneamente intraprende nel 2009, il percorso proposto da “Le Dodici Stelle”, associazione nata per una nuova educazione al buono, al bello e al vero. Si diploma nel 2011 dopo avere frequentato il primo e secondo livello della scuola. Ne divulga poi gli intenti attraverso conferenze sull’educazione in collaborazione anche con il comune di Modena; Nel Settembre 2010 comincia ad insegnare meditazione attraverso i corsi base e si iscrive ad “Agnihotri”, il sentiero di guarigione del guerriero del fuoco, corso di approfondimento tenuto da Massimo Rodolfi.
Elisa scrive come giornalista su “Yoga Vita e Salute, il Portale della Consapevolezza” nella sezione ” Finestra sul Mondo-educazione all’innocuità”, e per l’associazione “Riprendiamoci il Pianeta”, trattando tematiche che sostengono una maggiore sensibilizzazione verso l’educazione e l’ambiente nel quale viviamo.
Dal 2005, continua ad essere parte di questa bellissima comunione di persone, “Agnihotri”, alla quale continua ad iscriversi e frequentare gli incontri, per il quarto anno consecutivo. Gli strumenti messi a disposizione, coltivati, portano a una continua crescita spirituale e una maggiore educazione nella vita, la conseguenza inevitabile è di cercare di raggiungere più persone possibile, attraverso l’insegnamento e la pratica della meditazione, dei corsi base e le sedute individuali di riequilibrio dei chakra.