L’ecografia in gravidanza – seconda parte

ecografia in gravidanza 2parteNel precedente articolo abbiamo visto l’utilità e i limiti dell’esame ecografico in gravidanza. E’ stato inoltre dimostrato come l’esposizione ecografica abbia un effetto inibitorio sulla crescita del bambino: si tratta di una piccola diminuzione statistica del peso alla nascita, ma questo fa notare come non sia un esame totalmente neutro. Esistono evidenze per cui le onde a ultrasuoni sarebbero in grado di produrre veri e propri suoni all’interno dell’utero, simili al suono di una sveglia (non per gli ultrasuoni Doppler), mentre altri scienziati hanno confermato un aumento dell’attività fetale nel corso dell’ecografia, che potrebbe essere sintomo secondario di disagio al suono o ad altre sensazioni.
Fintanto che la ricerca risponda sui potenziali effetti collaterali derivanti dall’esposizione a ultrasuoni in gravidanza i ricercatori invitano genitori e medici a essere cauti nell’applicazione di questa tecnologia, soprattutto con esposizioni ripetute e/o ad alto dosaggio, valutando sempre, in ogni singolo caso, i benefici accertati alla luce dei possibili rischi. Sarà bene usare sempre prudenza nell’utilizzo di questa modalità in gravidanza.

Contrariamente, una modalità per sostenere la madre in dolce attesa è la pratica della meditazione, priva di effetti collaterali spiacevoli e sopratutto carica di tanti benefici per il corpo, per la mente e per lo spirito. Grazie a questa pratica quotidiana la donna ritrova tutta quella intimità, centratura e tranquillità che trasformano, alchemicamente, un momento così importante in un evento realmente speciale, per accogliere e dare forza alla nuova anima di incarnarsi. Lasciarsi guidare da questo Sentire permette l’apertura di quei canali in cui il dialogo profondo e sottile, che nasce tra madre e figlio, fluisce liberamente, permettendo alla donna di evitare quell’eccessivo ricorso ad esami ed indagini diagnostiche sempre più invasive e non scevre da rischi, seppur minimi. Non dobbiamo delegare troppo alle macchine per sentire se il bambino sta bene, se sta crescendo, se è piccolo, se è grande, con l’illusione di mettere a tacere la paura che al contrario alimentano… cerchiamo allora di riappropriarci di quel Sentire che aiuta la madre a ricevere meglio i messaggi che le invia il suo bambino, per rassicurarla che tutto sta procedendo bene e per avere fiducia in questo meraviglioso viaggio, condiviso e ricco di splendide sorprese per entrambi.
Calmare la mente, meditando, ha come effetto quello di portare più attenzione al cuore e di inviare luce e amore alla meravigliosa creatura che si sta formando dentro il proprio corpo, mandando così il miglior nutrimento per sostenere la sua crescita sana e pacifica. La gravidanza non è una malattia, è un momento speciale in cui si aprono canali che non vanno soffocati con la paura e l’ansia, ma ripuliti con luce e amore, per rendere la comunicazione tra madre e figlio più chiara ed efficace.
La donna deve e può portare attenzione ai suoi pensieri e ai suoi stati emotivi, eliminando quelli negativi così da evitare di trasmettere ansia, angoscia e paura al suo bambino. Quello che vive la mamma lo vive anche il feto e questa consapevolezza deve portare la madre, e chi vive insieme e intorno a lei, ad assumere un atteggiamento di grande partecipazione positiva, per favorire le giuste basi allo sviluppo del futuro individuo. Quindi meno esami, più meditazione, uguale più serenità!
La Pace inizia nel grembo materno, proteggendo e rispettando la formazione e lo sviluppo del feto, cittadino di domani.
Nel prossimo articolo vedremo l’utilità dello screening e del trattamento dello streptococco beta emolitico del gruppo B, test eseguito di routine nelle gravidanze a termine.

Bibliografia:

  • Clara Scropetta, Accanto alla madre, Terra Nuova Edizioni. 2012
  • Sarah J. Buckley, Partorire e accudire con dolcezza, Il leone verde. 2012
  • “Nuove test di screening e di diagnosi prenatale. Dalla teoria all’esperienza clinica”.-
  • AOGOI ID 2223. 2015/16

 

Maria Luisa Perra

Sono Maria Luisa Perra, ho 49 anni, sono sposata e ho due figli, una ragazza di 23 anni e un ragazzo di 11 al quale sono riuscita a regalare una nascita dolce nelle amorevoli mani del suo papà, nella nostra rassicurante e intima camera da letto. Ho potuto fare l’ostetrica di me stessa!
Il mio lavoro mi permette di occuparmi della salute della donna, da più di 20 anni esercito la professione di ostetrica, in ospedale, dove cerco di trasmettere la mia filosofia di vita: non interferire rispettando i ritmi naturali.
Amo molto la Natura, d’estate adoro fare lunghe nuotate, probabilmente in una precedente vita ero un delfino e forse anche per questo vivo in Sardegna. Nelle altre stagioni amo fare fitoalimurgia, lunghe passeggiate nei boschi e nei prati a raccogliere funghi, erbe e frutti selvatici.
Amo l’avventura, viaggiare, meditare e questo mi ha fatto scoprire Energheia, che frequento da due anni a Roma.

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