L’ecografia in gravidanza – prima parte

gravidanzaLA PACE HA INIZIO NEL GREMBO MATERNO (Gandhi)

Attualmente la gravidanza è vissuta come un’esperienza tutt’altro che naturale e con sempre maggior apprensione. Le scoperte mediche e l’evoluzione delle tecniche offrono la possibilità di avere un maggior controllo su ciò che potrebbe accadere e su gli eventuali esiti relativi alla salute del bambino. Questo ha portato ad un maggior ricorso ad indagini ed esami per scongiurare i rischi cui il nascituro potrebbe andare incontro. Gli esiti di queste modalità hanno portato a vivere la gravidanza come una malattia, dove la donna è chiamata a scadenze sempre più ravvicinate durante i nove mesi, proprio come un malato grave, da tenere sotto stretto controllo medico. Indagini biochimiche, ecografiche, screening, caricano di stress, ansie, paure e preoccupazioni la donna in un momento così importante della sua vita e che dovrebbe essere vissuto con la massima serenità. Serenità, un ingrediente fondamentale per la salute della mamma e per il sano sviluppo del suo bambino, che molto spesso viene dimenticato per lasciar posto ad indagini, sicuramente importanti per sorvegliare il buon andamento della gravidanza, ma di cui purtroppo, spesso, si eccede, con la convinzione che si possa escludere la presenza di malattie al 100% e garantire la nascita di un bambino in perfetta salute.

Alcune procedure d’indagine, proposte per essere sicuri che il bambino stia bene, comportano dei rischi per la stessa salute del bambino e allo stesso tempo non escludono completamente la presenza di eventuali anomalie. Indagini diagnostiche come le ecografie presentano dei limiti strutturali e non sempre è possibile accertare l’assenza di qualsiasi alterazione. Tale procedura è diventata la più comune in gravidanza, quella che crea nei genitori grande felicità ma anche grande apprensione. Finalmente poter osservare il proprio bambino su uno schermo! Con le nuove tecnologie sempre più sofisticate le immagini 3D e 4D (in movimento) risultano piuttosto avvincenti!

Tuttavia è importante precisare che si tratta di una tecnologia recentissima e in termini di sicurezza poco sperimentata e che molte anomalie riscontrabili possono essere affrontate solo dopo la nascita o con l’interruzione di gravidanza.

Tra l’11^ settimana e la 13^+ 6 giorni di gestazione è consigliato effettuare il test della translucenza nucale (NT), nel quale viene misurato lo spessore della plica nucale (del collo), dietro la testa del bambino. Un leggero ispessimento della plica indica una maggiore probabilità statistica che il feto sia affetto dalla sindrome di Down. Nel caso in cui il rischio risulti superiore a 1:250-300 viene consigliato un esame invasivo, la villocentesi e/o l’amniocentesi. Una NT non individua tutti i feti colpiti dalla sindrome e nel contempo circa 19 bambini su 20 con diagnosi di rischio elevato non sono risultati affetti dalla sindrome di Down, mentre le mamme hanno trascorso settimane di inutile ansia. Così esporsi ad un maggior numero di ecografie non garantisce un esito migliore per quel che riguarda la salute del bambino e della madre. L’esame ecografico è importante effettuarlo quando realmente può fare una diagnosi per cui nei primi mesi se la madre non è disposta ad interrompere la gravidanza in caso di anomalia fetale, l’ecografia è un’indagine inutile, mentre, per esempio, può essere utile in caso di sanguinamenti per diagnosticare se l’aborto è inevitabile. Più avanti si potrà far diagnosi di gravidanza gemellare, o si potrà verificare la crescita del feto, o valutare una sospetta presentazione podalica o una placenta previa (inserzione bassa della placenta) alla fine della gravidanza, o valutare il liquido amniotico dopo il superamento del termine. L’ecografia non è necessaria per confermare lo stato di gravidanza e non è attendibile quando si tratta di valutare il peso o la dimensione del feto. In merito al rischio di parto prematuro è stato provato che una cervice corta (inferiore a 25 mm), rilevata tramite ecografia transvaginale, è un utile indicatore soltanto nelle donne ad alto rischio (per es. per parto prematuro pregresso) e richiede una valutazione accurata da parte di ecografisti esperti. Si raccomanda, pertanto, di sottoporsi ad ecografie solo per ragioni specifiche, come datazione presunta del parto e valutazioni fetali incerte.

Nel prossimo articolo vedremo più da vicino un bellissimo strumento per aiutare la madre in attesa, completamente privo di effetti collaterali.

Salva

Maria Luisa Perra

Sono Maria Luisa Perra, ho 49 anni, sono sposata e ho due figli, una ragazza di 23 anni e un ragazzo di 11 al quale sono riuscita a regalare una nascita dolce nelle amorevoli mani del suo papà, nella nostra rassicurante e intima camera da letto. Ho potuto fare l’ostetrica di me stessa!
Il mio lavoro mi permette di occuparmi della salute della donna, da più di 20 anni esercito la professione di ostetrica, in ospedale, dove cerco di trasmettere la mia filosofia di vita: non interferire rispettando i ritmi naturali.
Amo molto la Natura, d’estate adoro fare lunghe nuotate, probabilmente in una precedente vita ero un delfino e forse anche per questo vivo in Sardegna. Nelle altre stagioni amo fare fitoalimurgia, lunghe passeggiate nei boschi e nei prati a raccogliere funghi, erbe e frutti selvatici.
Amo l’avventura, viaggiare, meditare e questo mi ha fatto scoprire Energheia, che frequento da due anni a Roma.

Tags: , , ,