Le Punizioni

punizioneNonostante a volte, nella crescita dei miei figli mi attraversi l’idea di ricorrere alle punizioni quando sento di non avere altri strumenti a disposizione, resto convinta che le punizioni fisiche e verbali non servano assolutamente a niente.

Riprendo una statistica di due anni fa secondo la quale il 27% dei genitori italiani picchia i bambini usando le percosse come strumento educativo. Questo è emerso da uno studio effettuato da Save the Children e dalla Società Italiana di Pediatria nell’ambito del progetto “Educate, do not punish” della Commissione Europea.

Sono anni che mi dedico durante le terapie a raccontare della loro inutilità. Le punizioni concettualmente vanno a braccetto con le regole. Il nostro sistema ritiene che le regole non solo abbiano a che fare con l’educazione, ma ne siano l’aspetto centrale, il nucleo.

È indubbio che una società senza regole fa fatica a sopravvivere. Me è altrettanto vero che una società con regole strette implode, si blocca e costringe, stringe con forza ogni azione e ogni moto di curiosità, crescita, spinta.

Regola viene da regere ossia reggere, guidare, governare, dominare. Regula in latino è sia la legge che il regolo, la riga che si usa per tracciare linee diritte. Il senso della regola è così fare in modo che ciò che è contorto diventi lineare; ricondurre la complessità delle cose alla semplicità della linea retta. Così fin dalla nostra infanzia siamo abituati a regolarci! Ad agire secondo regole e schemi.

Noi facciamo scuola familiare con Pietro che ha sette anni. Due volte la settimana frequenta una piccola scuola per conoscere nuovi bambini, ma anche per conoscere altre realtà rispetto a quella che gli abbiamo proposto in tutti questi anni di Asilo familiare nel Bosco.

Un giorno è tornato a casa e mi ha detto “Mamma a scuola hanno messo la regola di non correre!  Ma io come faccio, dopo che sono stato tutto quel tempo a sedere se non posso neanche correre nel corridoio!?” La regola è NON CORRERE. La conseguenza, come la chiamano a Scuola, del non rispetto della regola è: “Si salta la ricreazione”.

Questa più che una conseguenza mi sembra una Punizione, ma siccome non va di moda parlare di punizioni allora si chiamano conseguenze. E certo che ogni azione ha una conseguenza, non vi è dubbio, ce lo insegna il nostro amico Karma.

Il bambino che non rispetta le regole a scuola come a casa, sarà rimproverato, andrà a letto senza cena o prenderà uno schiaffo. Un rinforzo negativo che ha come funzione quello di limitare ed eliminare un comportamento sbagliato.

In realtà il bambino, qualora ritenga di aver subito un’ingiustizia, reagisce a quella punizione alimentando un comportamento sempre più ribelle oppure se la punizione è un automatismo di quel sistema, il bambino interiorizzerà quel comportamento come un’abitudine.

A volte leggo lo “sregolare” le regole come una richiesta di attenzione continua da parte dei bambini. E il nostro bisogno di dare punizioni come l’incapacità di leggere questa richiesta e la fatica a riconoscere che là dentro stanno tutti i nostri limiti.

I nostri limiti, la nostra non conoscenza, la nostra coscienza.
Libertà, in ebraico, contiene la radice Hfsh, che significa cercare.
Ripartiamo da lì.

Dal cercare di trasformare le nostre distruttività, cercare di conoscere i nostri limiti, cercare strumenti nuovi che ci facciano essere più attenti al Soffio della Vita.

Stefania Ermini

Mi chiamo Stefania. Sono nata 41 anni fa a Firenze in un giorno di Autunno, quando ancora si respirava l’aria del mosto e del vino nuovo. Ho trascorso i miei primi 41 anni in viaggio. Ho incontrato la gioia, la pesantezza, la tristezza, l’Amore, il mio compagno, un figlio, il gioco. Ho incontrato tanti luoghi, tanti amici con i quali ogni giorno circola un amore fraterno. Ho cambiato strada tante volte; ho studiato Economia e Commercio e in mezzo ai numeri mi sono persa! Dopo una scuola di Counselor e un Master in Mediazione Familiare, mi sono ritrovata oggi innamorata a farne il mio lavoro.
Scrivo. Mi piace scrivere. Viaggiare e scrivere. La scrittura mi ha sempre spinto fuori dalle crisi. I viaggi mi portano ad incontrare i miei limiti e ad abbracciarli. Ho incontrato l’India, il Nepal, il Tibet, l’Egitto, la Bosnia. Questi luoghi hanno messo in crisi le mie certezze e mi hanno fatto scegliere in corsa cambi di direzione.
Il mio migliore amico è diventato nel tempo il mio Amore, compagno di cammino, fedele, incerto e presente. E’ nato Pietro e mi ha spinto a ritrovare il tempo del gioco e della leggerezza, della pazienza, della presenza.
Quando il Dio raccontato dalla Chiesa non mi è più bastato, mi sono messa a cercare altrove. Ho sperimentato l’Hatha Yoga, la Meditazione Vipassana, la meditazione Cristiana, l’Integrated Amrita Meditation Technique. Ho attraversato qualche ashram, l’Annapurna e i monasteri tibetani. Poi ho incontrato la Fraternità di Romena in Casentino che in un abbraccio ha raccolto con dolcezza tutte queste esperienze.
E sono tornata a Casa incontrando Massimo Rodolfi, il Raja Yoga, Atman e tutti i fratelli sul Sentiero. Finalmente sento di aver messo Radici col Cuore!

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