Le Donne… e la Scienza

Donne_scienza_300_0Sii meno curioso della gente, e più curioso delle idee.”
Marya Salomee Sklodowska
(alias Madame Curie)

Partiamo da qui, da questa frase alquanto banale detta da una donna, e non da una donna “qualsiasi” ma dalla più grande scienziata di tutti i tempi. Sicuramente, io sono un po’ fissata (ho 6 sue biografie di inizio novecento e un libro di fisica molto raro, scritto da lei e da suo marito Pierre Curie), ma una donna che ottiene due premi Nobel, uno per la fisica e uno per la chimica è unica,  soprattutto se questo avviene a cavallo dei primi del novecento. Una donna di cui molto si può dire (troppo, ahimè, è già stato impropriamente detto!) tranne che pettegola e maliziosa. Le scienziate hanno sempre dovuto lottare contro il demone del loro sesso. Hanno sempre ricoperto un ruolo di donne d’acciaio e, nell’immaginario collettivo, sono acide e un po’ bruttine.
Quanto di più sbagliato! Chiaro che Marie Curie non era quel figurino che amano tanto gli uomini contemporanei; era una ragazza formosa e molto elegante.
La più bella scienziata di tutti i tempi fu Ipazia (370-415 d.C.), figlia del matematico e filosofo Teone. Diventò capo di una scuola platonica di Alessandria d’Egitto frequentata da molti giovani. Fu uccisa barbaramente da monaci, forse anche perché tanta genialità matematica in una donna poteva sembrare indice di empietà.
Chi si ricorda di Maria Giudea: un personaggio tra storia e mito, conosciuta anche
come “Miriam la profetessa, sorella di Mosè”? Vissuta ad Alessandria, si pensa nel primo secolo d.C.; Maria era molto bella. Scrisse diversi lavori che furono in seguito ampliati, distorti e confusi con altri trattati di cui rimangono alcuni frammenti; si deve a lei soprattutto l’invenzione e la costruzione di complicati apparecchi per la distillazione e la sublimazione che descrisse nei minimi particolari. Maria studiava l’azione che i vapori di mercurio, arsenico e zolfo esercitavano sui metalli. A lei si deve la scoperta del “bagnomaria”.
Un’altra interessante scienziata fu Lise Meitner (1878-1856) premio Nobel per la chimica nel 1935  e  scopritrice  del fenomeno della fissione nucleare; inoltre, è stata la prima donna ad avere una cattedra universitaria di fisica in Germania. In Francia, la prima professoressa fu Marie Curie, alla Sorbona, università vietata fino allora alle donne docenti, ma anche alle ragazze studenti…
Un’altra scienziata, ai più sconosciuta, fu Augusta Ada Byron, figlia del grande poeta Byron. Costruì, insieme a Charles Babbage, la macchina analitica e viene tuttora riconosciuta come la prima programmatrice di computer.
Queste, sono solo alcune delle scienziate che possiamo citare, ce ne sono tantissime, in tutti i campi della scienza. Molte hanno lottato con ingiurie, giudizi e tante hanno dovuto lavorare nell’ombra e non essere riconosciute (vi invito a leggere la biografia di Rosalind Franklin). Alcune sono decedute a causa delle sostanze trattate ( vedi Marie Curie ) e altre a lavorare all’ombra del marito (ancora Marie Curie  e la chimica Marie Anne Pierrette Paulze Lavoiser).
Era inevitabile soprattutto prima del ‘900, apparire acide e alquanto bruttine.
Oggi le cose sono cambiate (forse); ci sono molte scienziate riconosciute a livello internazionale, un esempio di tutto rispetto è la Levi Montalcini, deceduta in questi giorni e riconosciuta attraverso il Nobel per la medicina, della quale di certo non ho 6 biografie, ma queste sono MIE ragioni personali ed etiche.
Vorrei anch’io che molte donne fossero più curiose delle idee e meno della gente. Vorrei che le ragazze che oggi hanno la possibilità di frequentare i licei e le università scientifiche, si sentissero “normali”, vorrei che non perdessero la sensibilità e la compassione, le caratteriste più belle che una donna può avere.

Donatella Donati

Donatella Donati nasce a Imola il 31/05/1974.
Fin dalla giovane età si interessa di libri, musica e tutto ciò che ruota attorno al mondo del naturale.
Si laurea in Tecniche Erboristiche, presso la facoltà di Farmacia dell’Ateneo di Bologna con una tesi sperimentale sulla radioattività naturale e artificiale delle piante officinali. Per diversi anni lavora come erborista, intervallando questo lavoro ad alcuni anni nei quali ricopre il ruolo di informatore medico scientifico per la ditta erboristica Arcangea. Durante questi anni frequenta anche la Facoltà di Lettere e Filosofia, dove intraprende il ramo di studi in Filosofia della Scienza.
Sempre attratta dalla connessione che esiste tra la scienza e le energie sottili, s’iscrive alla scuola per terapeuti esoterici Energheia, dove, attualmente, ne ricopre il ruolo di insegnante presso la sede di Padova. Inoltre, scrive sulla rivista “Il Discepolo” dove cura una sezione di Fitoterapia Energetica. La sua esperienza e l’amore per le piante, l’hanno portata a formulare, insieme a Massimo Rodolfi, la linea fitoterapica Exalux ed è coautrice del libro: “Exalux, erbe di Luce”. Scrive sul portale Yogavitaesalute nella sezione Scienza e Tecnologia.
Ha gestito diversi campi estivi per i bimbi nella città di Imola, dove ha fatto percorsi di yoga alle scuole d’infanzia e corsi di zoo antropologia didattica in diverse classi delle scuole primarie (in collaborazione col Canile di Imola) con il suo amato Bubu.
Insegna meditazione e fa consulenze di fitoterapia energetica presso il centro Amida a Toscanella di Dozza, Bologna.