Il metodo migliore!

metodo migliore 1Questo articolo nasce da una riflessione degli ultimi giorni, confrontandomi con alcune mamme alle prese con l’iscrizione dei propri figli al nido o alla scuola dell’infanzia.

Molte sono alla ricerca della scuola “perfetta”, quella con il metodo Montessori piuttosto che Steiner, scuola in mezzo alla natura o centro città, insomma chi fa una considerazione, chi ne fa un’ altra, ma il vero problema è che la scuola non offre più quell’ambiente di rispetto e fiducia che fino a qualche anno fa era ancora in grado di dare, un ambiente sempre meno accogliente.

Questo i genitori lo sentono e cominciano la loro battaglia più o meno silenziosa, compiendo scelte alternative alla scuola comunale o statale, che, tra l’altro, non è che ne siano rimaste tante in carico allo Stato, visto che ormai le strutture sono tutte in appalto a realtà private o cooperative del territorio.

Il fatto è che questo movimento delle famiglie, spinte in direzioni diverse, mi ha fatto riflettere, da una parte sembra la ricerca della scuola perfetta da bacchetta magica, che risolverà i problemi… dei bambini? Oppure degli adulti? E poi cosa vogliamo veramente risolvere?

Non lo so, mi sembra una gara al metodo migliore, capace di soddisfare ogni singola aspettativa ed esonerarci ancora dalla responsabilità di essere educati noi per primi; non ho nulla contro realtà private con metodi più o meno condivisi, sia chiaro! Anzi oggi le trovo le uniche valide alternative possibili a chi non ce la fa più all’interno del sistema scuola, sia genitore che educatore.

Non ci si rende conto che stiamo abbandonando la scuola, l’istituzione che dovrebbe essere garante di rispetto, educazione, accoglienza, integrazione, serenità dei bambini e delle famiglie. Il comune e lo Stato sembrano sordi a queste scelte, “quasi” assenti o indifferenti al fatto che le famiglie se ne vadano in cerca d’altro, ma in questo apparente disinteresse, lo Stato impone ancora il suo volere e potere, mah!? Queste considerazioni mi hanno portato a una domanda, “cosa si può fare?”

Nella situazione in cui ci troviamo, forse, sembra tutto funzionale nel portare veramente un cambiamento, visto che abbiamo bisogno di ritrovare, scusate non trovo altra parola per descrivere quello che sento, quella “sana ignoranza” che ci teneva con i piedi per terra, nel tenerci stretto un diritto e lottare per mantenerlo sano e pulito, uno specchio di libertà.

Forse, davvero sono gli anni di un reale cambiamento, capaci di creare un vero rispetto dell’altro, una vera fiducia nella scuola che vada veramente a tenere nella giusta considerazione il bambino, il ragazzo, come cuore del sistema. Con questo non voglio dire di soddisfare ogni singola richiesta, ma di cercare di ascoltare realmente chi abbiamo davanti.

Il programma scolastico, a questo punto, può attendere, reputando più importante l’umanità di un insegnante che tutto il suo sapere, perché è più importante quel momento con quel bambino, con quella ragazza che parla di sé, che si racconta, che vuole avere voce in capitolo nella sua vita. Invece, spesso, vengono dopo i tanti voleri e bisogni di altri, dei genitori, dei dirigenti scolastici, degli insegnanti, dell’ausiliario…

Il metodo vero siamo noi, la scuola è fatta di persone, non sarà un metodo a cambiare realmente le cose intorno a noi, ammesso che sappiamo cosa vogliamo cambiare e perché. Siamo noi che possiamo cambiare, ed essere quello strumento educato che potrà essere osservato da un bambino, da dietro una finestra o da dietro un albero o dalla macchina che ci segue.

Potremmo essere un esempio bello e di fiducia, perché tutte la persone di una comunità parteciperanno ad una nuova educazione all’innocuità, esseri imperfetti ma reali nella presenza. Questo è il percorso che sto facendo da alcuni anni, mai uguale eppur sempre davanti agli stessi limiti, ma continuando a scegliere un po’ più di rispetto invece dell’ignoranza, rubandole terreno e iniziando a coltivarlo con più innocuità.

Meditare secondo gli insegnamenti dell’associazione Atman, con il percorso triennale che propone la scuola Energheia, per poi proseguire con il percorso indicato dall’associazione Le Dodici Stelle, per una educazione basata sull’innocuità, per me ha voluto dire, ancora oggi, entrare dentro se stessi, imparando ad accogliersi, a cambiare perché lo desideri, perché sperimenti che è possibile e reale, allora… cosa aspettiamo?

Mettiamoci in cammino per perfezionare lo strumento che possa applicare il metodo al meglio delle sue possibilità!

Elisa Bussetti

diplomata in “Dirigente di Comunità” nel 2008, opera negli asili nido e scuole dell’infanzia; nel 2005 entra a far parte dell’associazione “Atman” fondata da Massimo Rodolfi; nel 2007 si iscrive, alla prima scuola italiana per terapeuti esoterici, “Energheia”, con l’insegnante Annagrazia Fiorani, diplomandosi nel 2010.
Contemporaneamente intraprende nel 2009, il percorso proposto da “Le Dodici Stelle”, associazione nata per una nuova educazione al buono, al bello e al vero. Si diploma nel 2011 dopo avere frequentato il primo e secondo livello della scuola. Ne divulga poi gli intenti attraverso conferenze sull’educazione in collaborazione anche con il comune di Modena; Nel Settembre 2010 comincia ad insegnare meditazione attraverso i corsi base e si iscrive ad “Agnihotri”, il sentiero di guarigione del guerriero del fuoco, corso di approfondimento tenuto da Massimo Rodolfi.
Elisa scrive come giornalista su “Yoga Vita e Salute, il Portale della Consapevolezza” nella sezione ” Finestra sul Mondo-educazione all’innocuità”, e per l’associazione “Riprendiamoci il Pianeta”, trattando tematiche che sostengono una maggiore sensibilizzazione verso l’educazione e l’ambiente nel quale viviamo.
Dal 2005, continua ad essere parte di questa bellissima comunione di persone, “Agnihotri”, alla quale continua ad iscriversi e frequentare gli incontri, per il quarto anno consecutivo. Gli strumenti messi a disposizione, coltivati, portano a una continua crescita spirituale e una maggiore educazione nella vita, la conseguenza inevitabile è di cercare di raggiungere più persone possibile, attraverso l’insegnamento e la pratica della meditazione, dei corsi base e le sedute individuali di riequilibrio dei chakra.

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