Il metodo di cura del Maestro Gesù – prima parte

il metodo di cura maestro gesù 1parteTutti quanti siamo legati alla figura di Gesù, conosciuto per lo più come colui che incarnò il Cristo, la divinità fatta carne, espressa tramite questo uomo di grandezza incommensurabile. Il rabbi Jeshua, colui che da figlio di Dio ha portato il messaggio del Padre.

Egli era innanzitutto un Maestro Esseno (vedi e come tale possedeva indubbie qualità e conoscenze acquisite attraverso un percorso formativo molto intenso e ricco, tipico di quel ramo molto antico della stirpe di David. Gli Esseni rappresentavano un certo grado di perfezione umana, consideravano il loro percorso di Vita un servizio, e Gesù lo incarnò perfettamente, arrivando a dare la sua vita morendo crocifisso.

Ciò che ora ci interessa è il modo di procedere di Gesù, ossia quel metodo che egli applicava per portare cura ai suoi fratelli, chiunque essi fossero e qualunque fosse il loro stato di salute.

Conosciamo le Sue gesta, i miracoli che Egli ha compiuto e che lo hanno reso “famoso”, ma che derivano da una profonda integrità tra l’essere umano e l’Essere divino, come era solito affermare: “In Verità vi dico…io e il Padre mio siamo Uno”. Ed è da qui che partiremo per far comprendere ciò che il Maestro Gesù possedeva in più rispetto ai suoi fratelli e amici Esseni, che peraltro erano già molto potenti ed efficaci proponendo cure mediche che per l’epoca erano già avanzatissime. Il Maestro Gesù possedeva un illimitato Amore verso ogni essere vivente, verso ogni essere umano esistente sulla faccia della Terra, con il quale Egli si comportava da fraterno amico, senza alcuna distinzione tra chi faceva il mendicante o il nobile, tra il sano e il malato, tra il fanciullo e l’adulto. Ognuno di fronte a Lui era, per i suoi occhi, uguale a Lui.

E’ in quella Verità che il Maestro Gesù confidava, credeva e viveva. Una Verità Sacro-Santa proveniente dal Padre per mezzo della Sua Potenza e del Suo Amore, che è Luce e Fuoco spirituale, ed attingendo ad essa Gesù si prodigava instancabilmente a prestare attenzione a chiunque gli chiedesse aiuto. Nel breve periodo che passò in mezzo a coloro che lo seguivano, che lo ascoltarono pronunciare gli insegnamenti e furono presenti nei momenti miracolosi, il Maestro Gesù concentrò una grande quantità di energia cosmica che produsse così tanti eventi, molti dei quali neppure descritti nei Vangeli, che cambiarono per sempre la storia dell’umanità intera.

Gesù visse solo trentatré anni e gli ultimi tre furono di una incredibile ricchezza, potenza e amorevolezza e solo oggi, ben oltre duemila anni dopo, cominciamo a capirne il valore. Un valore che va ben al di là di qualsiasi precedente conoscenza spirituale, perché ciò che Gesù incarnava, ossia il Cristo, è tanto importante per l’intera umanità che ancora non ce ne rendiamo conto, non ne comprendiamo appieno il Potere.

Quando Gesù operava come Cristo esercitava la Volontà del Padre, che era solamente quella di dispensare amore infinito e incondizionato. Ed è questa l’unica vera terapia attuata dal Maestro Gesù nei confronti dei malati, anche quando arrivò a ridare la vita a chi già risultava morto da giorni. Quel miracoloso risveglio dalla morte, esercitato verso Lazzaro, altro non era che quell’anelito di Vita derivante dal Padre e intercesso per la figura del Cristo attraverso Gesù. Un amore tanto vitale da far letteralmente “resuscitare i morti”.

Ciò che si compiva attraverso quei miracoli era solamente il volere del Padre, era espressione della sua Volontà, come lo è del resto la vita di ognuno di noi, ogni attimo trascorso su questo piano fisico, su questa terra, in questo universo. Tutto quanto è espressione di una volontà, che è quella divina. E ogni istante, ogni battito di ciglia, ogni respiro, ogni pensiero, parola e azione, sono Volontà del Padre. Il Maestro Gesù lo sapeva benissimo, era perfettamente consapevole e ne assolveva, semplicemente, il comando. Nessun dubbio lo assaliva, nulla lo scuoteva, nessuna paura limitava il suo agire, e perciò era capace di così tanta forza e potenza fino a far resuscitare i morti. Egli era tanto potente perché era perfettamente coerente. Puro e semplice, incanalava la Luce proveniente dall’alto dei cieli e la dispensava a tutti, nessuno escluso, senza secondi fini o benefici personali. Amava! Amava e niente altro. Così poteva guarire, resuscitare dalla morte, cambiare il destino del mondo, che da barbaro e sanguinario sarebbe divenuto Santo.

Avrebbe potuto salvare se stesso dalla croce, avrebbe potuto approfittare della sua posizione tanto elevata, essendo Figlio prediletto del Padre, invece ha rispettato l’ordine del Padre e morire per l’umanità. Ha dato se stesso per noi. Ha compiuto l’ultimo miracolo, nella sua resurrezione, solo per mostrarci la via da seguire, che è possibile come lo è stata per lui, Gesù, uomo come ognuno di noi. Figlio di Dio, come ognuno di noi.

Quando Gesù dispensava le proprie cure poneva una domanda, prima di ogni cosa: “Tu lo vuoi?”, Tu vuoi essere guarito, curato, resuscitato? E non è così ovvio che gli si rispondesse: “Si, lo voglio”.

Non tutti erano pronti a un tale sacrificio, a rendere quel momento sacro, a sacrificarsi per il Padre, perché l’accettare quel sacrificio significava, oggi come allora, accettare di far morire una parte di noi per resuscitare da quella morte. Significa accogliere completamente dentro di noi Lui, il Padre, il Creatore. Per fare questo bisogna lasciare andare, quindi far morire, la personalità e l’egoismo, sinonimo di illusione e lontananza dalla Vita.

Il suo metodo consisteva appunto nell’insegnare a morire per poi resuscitare, dalla morte dell’apparenza per rinascere alla vera Vita. Egli portava conoscenza riguardo al Regno dei Cieli, spiegava perché andare in quella direzione, come farlo, e indicava la via per arrivarci. Guidava ogni anima sul sentiero della rinascita, come del resto fa ancora oggi, in altra veste, ancora ci guida e dispensa insegnamenti.

Il suo metodo consisteva nell’offrire se stesso, nel darsi completamente agli altri, e quella domanda: “Tu lo vuoi?” stava a significare se si volesse avere Lui nel cuore. Se si volesse il Cristo dentro di noi. Tu vuoi in te, me? Tu accetti il mio amore? Accetti me stesso dentro di te?

Non è forse ciò che due innamorati si domandano, si promettono e si danno? L’amore dell’uno per l’altro. Incondizionatamente. Ma accade però che questa promessa, questo sacrificio, duri poco, se nei nostri cuori non vi è la necessaria purezza d’animo. Gesù il Cristo era Puro, era Immacolato, era Santo. Ecco perché il suo Amore per l’altro guariva e resuscitava, per via della sua perfezione. Il nostro amore è ancora imperfetto, e perciò è poco efficace.

Ai giorni nostri avvengono comunque tanti miracoli, seppur non siamo perfetti, vi sono molte guarigioni, ritenute miracolose. E se si va a ben vedere, chi guarisce si è dato disponibile ad amare, amare la vita, amare se stesso. Si è dato disponibile a cogliere dentro di sé la Vita, la divinità espressa nella figura del Cristo. Così guariva Gesù, e così guariscono coloro che si abbandonano alla Volontà del Padre e accettano di far morire una parte di loro, per rinascere a nuova vita, in comunione col Padre.

Continua ….

Nicoletta Tascone

Nasce nel 1974 a Vasto (CH), frequenta l’istituto tecnico commerciale e si diploma in ragioneria.
Prosegue gli studi presso la scuola di Costume e Moda dell’università di Urbino ove si laurea in “progettazione di moda”, indirizzo moda.
Frequenta il corso “Assistente ufficio Stile” presso Camera della Moda, Regione Lombardia, conseguendo l’attestato regionale.
Frequenta il corso “Fashion Coordinator” presso Istituto Marangoni a Milano, conseguendone il diploma.
Ha esperienza lavorativa nel settore moda-abbigliamento in qualità di assistente e responsabile prodotto per vari marchi internazionali.
Si sta diplomando alla scuola Energheia di Bergamo sotto la guida di Graziano Fornaciari.
È madre di una splendida bambina, partorita in casa con metodo naturale (lotus birth), di cui, attraverso esperienza vissuta, vorrebbe testimoniarne l’efficacia per divulgarne i benefici.

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