Il budino di riso

“Non fumava, non beveva, vita sana…”

“Di cosa è morto?”

“Di noia”

 

Qual è la vera ricetta per rimanere in salute, piacersi davanti allo specchio e godersi la vita? Il budino di riso del Buddha.

Siddharta Gautama, ovvero il Buddha, ha realizzato l’illuminazione rinunciando ad una vita di stenti e privazioni, così in voga allora e che lo stava portando a morte certa. L’ha realizzata iniziando a prendersi reale cura di se stesso, a partire dal suo corpo fisico, tramite un semplice ma appagante budino di riso.

Purtroppo, in questa era di cibi transgenici, aria tossica da scie chimiche e acqua sotto il dominio delle multinazionali, possiamo distinguere due tipi di comportamenti:

  1. A) quelli che non si preoccupano, perchè tanto ormai tutto è inquinato, il biologico è una farsa e non ci si può fare nulla
  2. B) quelli che si informano a dismisura, escludono quasi tutto a priori perchè non fa bene, non è sano, potrebbe essere contaminato…

Spesso ci troviamo a sbandare da un eccesso all’altro, ma più per convinzione mentale che per reale benessere del nostro organismo.

Ricordo che un amico mi aveva raccontato di suo papà, il quale aveva talmente tanta paura di morire di infarto, che si nutriva solo della sua verdura e consumava parecchio aglio ogni giorno. Indovinate di cosa è morto? Già…. forse, se si fosse goduto di più la vita e avesse lasciato andare le sue paure e lo stress che ne comporta, sarebbe ancora qui.

Sulla categoria A non mi soffermo. Se state leggendo questo articolo non vi appartenete e ne conoscete l’insensatezza. Però rischiate (spero di no) di rientrare nella categoria B. Perchè? Per paura e la paura aumenta i livelli di vigilanza finchè vanno in automatismo diretti dalla paura stessa e non più da voi. Diventate burattini di voi stessi, senza nemmeno saperlo. Così via il latte di mucca perchè aumenta il muco, via il glutine perchè fa male e siamo tutti intolleranti, via tutti gli alimenti acidificanti perchè te lo ha detto uno specialista, mentre un medico unicista ti dice che le noci fanno male e un altro te ne fa mangiare almeno tre la mattina, ma non la sera.

Io capisco che abbiamo un retaggio religioso fatto di regole punitive (mi perdonino i cattolici, ma è retaggio italiano, che con la vera fede nulla c’entra), ma vuoi aprire gli occhi e capire che puoi iniziare a ragionare con la tua testa?

Chi si comporta così ha accumulato talmente tante conoscenze, che potrebbe scrivere libri. Allora perchè non farle diventare tue? E’ tutto vero: il latte produce muco, il grano è modificato, i cibi ogm fanno malissimo,…ma la rigidità è anche peggio.

Era il 1995, facevo il secondo anno di scuola dietisti. Ricordo che la nostra direttrice, dietista pure lei, parlando di alimentazione postoperatoria, ci aveva confessato che ci sono dei protocolli, ma che a volte vanno superati. C’era un vecchietto che poco dopo l’operazione non voleva mangiare pappette. Aveva chiesto, in piemontese stretto, “un pezzo di pane e gorgonzola”, alimento nocivo ad un post operato in gastroenterologia. Il primario aveva acconsentito e il vecchietto aveva digerito benissimo!

Arrivo da anni di rigidità e so cosa muove dentro, ma il corpo sa cosa vuole e non c’è bisogno nemmeno che tu capisca il perchè. Iniziare ad ascoltare il corpo, significa fidarsi di lui. Troppe volte pensiamo al posto del corpo. “Questo mi fa bene, questo no”. Presumendo, basandoci su conoscenze parziali e teoriche. Serve solo ad allontanare sempre di più la mente, che è nata per ascoltare, dal corpo, che è nato per comunicare. Ci vuole pazienza e perseveranza, anni di pratica, ma bisogna essere disposti a cedere, ogni tanto, soprattutto agli inizi, consapevolmente.

A meno che non si sia celiaci veri, una pizza ogni tanto non ha mai ucciso nessuno. Anzi, è una gioia per corpo, mente e anima. I 5 sensi vi diranno cosa scegliere, se ricominciate ad usarli. Il corpo vuole solo cibo di alta qualità e gliene basta poco, perchè nell’alta qualità c’è una concentrazione di sostanze benefiche, che il cibo di bassa qualità non contiene. E ogni tanto vi chiederà un pezzetto di cioccolato, oppure un bel piatto di verdura, oppure due dita di vino rosso delle terre che amate, ma una cosa è certa: nelle quantità che gli servono. La mente non sa dosare, presuppone. La mente mente. Il corpo no. Proprio come il budino di riso…..

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Simona Barbieri
Simona Barbieri,
nata a Torino 39 anni fa, cresciuta a pane e curiosità per tutto ciò che non ha una risposta.
Innamorata fin da piccola dello sport, della danza e di qualsiasi forma di movimento in un rapporto infinito di amore-odio nei confronti del proprio corpo, diventa dietista e insegnante di fitness. Ma la vita è un gioco, una giostra che non si ferma mai e dal fitness esplora e conosce il wellness, con le sue discipline dolci e introspettive come il Pilates, il power yoga e il postural training. Da qui, l’incontro con la spiritualità, il raja yoga e lo yoga fisico avviene fluido e naturale.
Il conflitto con se stessa diventa comprensione e amore che riporta nel suo mestiere attuale di terapeuta olistico con tutto il suo bagaglio di conoscenze. Non si può cambiare quel che non si comprende e non si può comprendere quel che non si conosce. Così magari si parte da una sciatica o da un problema di sovrappeso e si finisce a parlare di come va la vita lavorativa o il rapporto con il marito…
A volte, invece, è solo questione di portare un po’ di gioia e leggerezza alle persone in un’ora di Zumba o step, dove la musica ti prende per mano, la coreografia ti indica la strada e dentro si accende una luce, grazie alla quale il grigio scompare per un attimo e per un attimo vivi, vivi veramente.
Scrive per il sito de l’associazione Riprendiamoci il Pianeta e per il Portale Yoga, Vita e Salute.
“Scrivo, mi esprimo, danzo con le parole così come con la vita. D’altronde anche Shiva danza nella creazione continua, no?”