I sette pianeti: Mercurio – terza parte

mercurio 3parteIl mercurio é un metallo fortemente tossico. L’introduzione nell’organismo può avvenire sia per ingestione, sia per inalazione dei vapori, sia per semplice contatto (è in grado di attraversare la pelle). La tossicità del mercurio è nota sin dall’antichità: i Romani erano infatti a conoscenza dei sintomi nervosi dell’esposizione all’elemento. Nel Medioevo, gli alchimisti furono attratti dalle proprietà dell’elemento e la sua tossicità era nota, così da essere utilizzato per avvelenamenti.

Nell’età moderna, la tossicità del mercurio ed i suoi effetti nocivi sulla salute della mente si fecero palesi, in particolare nell’Inghilterra dell’Ottocento, quando disordini mentali si diffusero tra i produttori di cappelli, che utilizzavano grandi quantità dell’elemento per lavorare il feltro.

Il grado di tossicità del mercurio dipende dalla forma e dal canale di esposizione. Si può ingerire il liquido sotto forma di mercurio elementare, senza molta paura perché non può facilmente penetrare il rivestimento dello stomaco e dell’intestino. D’altra parte, il mercurio liquido evapora a temperatura ambiente e quando se ne inalano i vapori questi vanno a finire dai polmoni direttamente nel sangue e infine nel cervello. Un termometro rotto è in grado di rilasciare abbastanza vapori di mercurio da avvelenare l’aria di una stanza – una ragione per cui viene scoraggiata la vendita dei termometri a mercurio.

Nella storia recente si ricorda il disastro ambientale nella baia di Minamata: uno sversamento costante, durato ininterrottamente dal 1932 al 1968 di metilmercurio che si è depositato nei fanghi, sul fondo del mare, di cui si nutrono numerosi microrganismi alla base della catena alimentare.

La sostanza è stata quindi assorbita anche da crostacei e molluschi risalendo la catena alimentare fino alla tavola degli abitanti del luogo, la cui dieta è principalmente a base di pesce. I primi ad avvertire i sintomi della malattia furono proprio i pescatori che lavoravano nella baia. Da allora, i casi di avvelenamento ed i conseguenti decessi si susseguirono a ritmo incalzante per più di trent’anni, includendo uomini e animali. Questo perché il metilmercurio (MeHg) è un composto che deriva dalla metilazione del mercurio ed è molto dannoso per il nostro organismo, perché ha una forte capacità di legarsi ai gruppi -SH dei tubuli del citoscheletro, causando gravi danni a questo livello durante la migrazione neuronale e la divisione mitotica delle cellule, con conseguente morte cellulare.

In ambito alimentare, i cereali ed i pesci sono gli alimenti maggiormente inquinati da mercurio.

Il pesce è una delle due fonti più comuni di esposizione al mercurio negli adulti. Anche se le concentrazioni di mercurio nell’aria e nell’acqua sono in aumento, sono ancora troppo piccole per destare allarme. Ma i batteri trasformano il mercurio nei laghi e negli oceani in una forma che si accumula nei tessuti viventi. Il plancton raccoglie i batteri e a sua volta viene mangiato dai pesci piccoli. Con ogni pasto, la concentrazione di mercurio sale. Poi pesci più grandi mangiano i pesci piccoli, aumentando ancora di più le concentrazioni nei loro tessuti. I pesci al vertice della catena alimentare accumulano più mercurio.

Le preoccupazioni riguardo alla tossicità dei bassi livelli di mercurio danno adito a ricorrenti discussioni su un’altra fonte di esposizione al mercurio onnipresente: otturazioni dentali d’argento. Il mercurio elementare, che costituisce la metà delle otturazioni d’argento, rilascia vapori di mercurio, proprio come fa il mercurio liquido. Il vapore delle amalgame dentali è la fonte primaria della quantità da 1 fino a 8 microgrammi di mercurio per litro di sangue, vale a dire, secondo alcune fonti, la media della quantità presente nel sangue di un adulto
La non nocività delle otturazioni di argento e mercurio non è mai stata sottoposta a test. “Il problema dell’amalgama non sarà mai risolto finché non si faranno delle ricerche scientifiche che attestano ufficialmente la nocività.

Le amalgame dentali, note anche come otturazioni d’argento, sono composti da circa il 50 per cento di mercurio. Studi su persone con otturazioni dentali contenenti mercurio mostrano una correlazione tra il numero e le dimensioni delle otturazioni e la quantità di mercurio escreta nelle urine. Il rapporto suggerisce che il mercurio è derivato da vapori di mercurio rilasciato dalle otturazioni. E’ stato constatato anche che il livello di mercurio nel tessuto cerebrale dei feti, neonati e bambini piccoli, è anche direttamente proporzionale al numero di amalgami che la madre ha.

Prove circostanziali mostrano che il mercurio ha a che fare con l’autismo. Alcuni dei sintomi di autismo e dell’avvelenamento da mercurio sono simili, e sono state fatte prove su capelli di bambini autistici. Questi ultimi non si liberano del mercurio dai loro corpi in maniera efficiente come la maggior parte dei bambini. Studi scientifici svolti in America, ritengono che sia possibile che abbiano una predisposizione genetica che permette di accumulare più mercurio nei loro tessuti. Questo potrebbe renderli più vulnerabili ai vaccini contenenti mercurio e alla continua esposizione di basso livello causata da otturazioni dentali delle loro madri.

La preoccupazione per la precoce esposizione al mercurio non finisce al momento della nascita. Fino a poco tempo fa, molti bambini hanno ricevuto in periodi prestabiliti iniezioni di mercurio tramite il programma vaccinale statale obbligatorio. Il mercurio proveniva da un composto chiamato thimerosal, che è stato usato come conservante nei vaccini e altri farmaci dal 1930. Nel 1999 l’FDA ha raccomandato che il thimerosal non venga più utilizzato nei vaccini pediatrici, e i produttori lo hanno rimosso da tutti, tranne che dal vaccino contro l’influenza. Ma alcuni scienziati e molti genitori dei più danneggiati sono convinti che il thimerosal nei vaccini per l’infanzia abbia già causato moltissimi casi di autismo.

E allora attenzione per quanto riguarda i vaccini. E’ iniziata una buona campagna di informazione.
Controlliamo ciò che mangiamo e se possiamo evitiamo i cibi con il maggior rischio di accumulo del mercurio.
Poi due parole con il nostro dentista, in merito alle considerazioni sulle amalgame, varrebbe la pena farle. Attenzione però a chi vi rivolgete, togliere le amalgame di mercurio non è cosa semplice, anzi ci si espone moltissimo al rischio di tossicità. Affidatevi a persone competenti e chiedete loro quali garanzie vi danno per evitare inalazione e ingestione del mercurio che viene tolto. In genere il protocollo prevede l’assunzione di vitamina C prima e dopo la rimozione e l’utilizzo della “diga” con aspirazione continua durante il lavoro dentistico.

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