I Gesti

gestiC’è bisogno di Giocare. E c’è anche bisogno di Gesti che accompagnano il Gioco e la Vita.

Assisto a questo inizio della nostra SQuola Elementare nella Natura Bambininfiore. È bellissimo… c’è una libertà ed un senso di apertura e di respiro che mai avevo provato prima. I bambini trovano il loro spazio, non sono costretti, la Natura li abbraccia senza mai respingerli. C’è gioia e gioco, spinta e stupore. Ma c’è anche confusione! E lo dico sorridendo, perché so che siamo all’inizio, che c’è ancora tanto da costruire e creare, da armonizzare e trasformare. Ma è una confusione che suona di richiesta.

Il bambino ci dice… dammi un ritmo. Ho bisogno di due o tre gesti. Una carezza, un abbraccio all’arrivo, un canto, una storia letta o raccontata. Un altro abbraccio, un olio profumato quando vado via.

I bambini sono straordinari. Non ti mandano a dire niente, te lo dicono e basta!

C’è bisogno di Gesti, per fare silenzio, per ricondursi al Cuore con lentezza ma anche per unirsi e per favorire la solidarietà, la cooperazione e il senso di rispetto dell’altro. C’è bisogno di Gesti.

Ci sono dei Gesti meravigliosi. Uno è il Gesto dell’Accoglienza. La giornata può solo partire da un gesto. A casa è un bacio, un abbraccio prima di uscire. A Scuola può essere ancora un abbraccio, un gioco insieme, un canto, una storia.

Sento i Cuori dei bambini che emozionati arrivano alla nostra SQuola e hanno solo bisogno di essere accolti, invitati e a volte anche calmati, per sussurrare loro “vieni Amore questo è il tuo Spazio”

E la Natura aiuta in questo, certo, partecipa al gioco della Vita, col verde, con i contrasti, col colore.

Poi inizia il Gioco. È un Gioco libero, creato con ciò che c’è, con ciò che si trova. E nel Gioco libero c’è un punto in cui i bambini eccedono, perché stanchi di creare, oppure faticano a stare in spazi troppo ampi. Poi il Gioco si ferma. E allora arriva il Gesto del Silenzio. Ed è un istante in cui c’è bisogno di tornare ad una regolarità, ad un ritmo, ad una visione ferma del tempo e dello spazio.

E ancora il Gesto del Pranzo, scandisce che è tempo di nutrire il corpo e che il ritmo deve ancora cambiare. E anche qui un canto, un suono, una musica, aiuta i bambini ad immergersi nel pasto e porre attenzione a ciò che stanno mangiando… perché mangiare non sia un’abitudine, ma un dono.

E poi riparte il ritmo dell’apprendimento e del gioco. I bambini si riaccendono di entusiasmo e si immergono nella giornata senza stanchezza, con fervore.

E sentono che il Gesto è un’onda che li aiuta ad andare e tornare, da dentro a fuori, da fuori a dentro. Un movimento armonico, un suono leggero e delicato.

E infine il Gesto del Saluto. È tempo di andare, di tornare a casa.

Ma è anche tempo di ringraziare, per i doni ricevuti durante la giornata, per gli incontri fatti con gli animali o le piante, ma anche con le persone incrociate a camminare.

È tempo di un Gesto Amato che tiene il bambino legato al filo della Vita, per farlo davvero sempre sentire parte di un Tutto.

Stefania Ermini

Mi chiamo Stefania. Sono nata 41 anni fa a Firenze in un giorno di Autunno, quando ancora si respirava l’aria del mosto e del vino nuovo. Ho trascorso i miei primi 41 anni in viaggio. Ho incontrato la gioia, la pesantezza, la tristezza, l’Amore, il mio compagno, un figlio, il gioco. Ho incontrato tanti luoghi, tanti amici con i quali ogni giorno circola un amore fraterno. Ho cambiato strada tante volte; ho studiato Economia e Commercio e in mezzo ai numeri mi sono persa! Dopo una scuola di Counselor e un Master in Mediazione Familiare, mi sono ritrovata oggi innamorata a farne il mio lavoro.
Scrivo. Mi piace scrivere. Viaggiare e scrivere. La scrittura mi ha sempre spinto fuori dalle crisi. I viaggi mi portano ad incontrare i miei limiti e ad abbracciarli. Ho incontrato l’India, il Nepal, il Tibet, l’Egitto, la Bosnia. Questi luoghi hanno messo in crisi le mie certezze e mi hanno fatto scegliere in corsa cambi di direzione.
Il mio migliore amico è diventato nel tempo il mio Amore, compagno di cammino, fedele, incerto e presente. E’ nato Pietro e mi ha spinto a ritrovare il tempo del gioco e della leggerezza, della pazienza, della presenza.
Quando il Dio raccontato dalla Chiesa non mi è più bastato, mi sono messa a cercare altrove. Ho sperimentato l’Hatha Yoga, la Meditazione Vipassana, la meditazione Cristiana, l’Integrated Amrita Meditation Technique. Ho attraversato qualche ashram, l’Annapurna e i monasteri tibetani. Poi ho incontrato la Fraternità di Romena in Casentino che in un abbraccio ha raccolto con dolcezza tutte queste esperienze.
E sono tornata a Casa incontrando Massimo Rodolfi, il Raja Yoga, Atman e tutti i fratelli sul Sentiero. Finalmente sento di aver messo Radici col Cuore!