Ho bisogno di te che credi in me!

ho bisogno di teAmbientamento al nido, tutti gli anni a settembre, una nuova avventura ha inizio in tutte le classi, in realtà di ogni ordine e grado, ma al nido l’avventura è altamente sonora!!!

Un educatore che opera in una sezione nido, ogni anno ha modo di affinare “pianti” diversi, bisogni diversi, questo va ad arricchire il proprio pacchetto d’esperienza. Osservavo quest’anno ad ambientamento inoltrato, oltre metà sezione già inserita, quanto sia differente l’inserimento ad inizio anno e l’inserimento al centro estivo.

Il primo si svolge con due/tre giorni di saluti e rientri dopo 20 minuti, giorni da un’ora e un’ora e mezza senza il genitore, per rimanere al mattino qualche giorno e poi iniziare con il pasto, e dal giorno successivo il riposo per chi necessita del tempo pieno.

Il secondo inserimento avviene in un giorno tra bambini di servizi diversi ed educatrici sconosciute, mah!!?? E posso garantire, il tutto avviene con i primi pianti e poi via via gioco e spensieratezza. Mi chiedevo quanto sia un reale bisogno del bambino essere inserito in queste modalità o quanto serva al genitore, all’adulto.

Il bambino è chiaro che pianga il primo giorno di nido che la mamma saluta e se ne va, perché non dovrebbe farlo?! E la parte più divertente è osservare le modalità di fuga del genitore/nonna che viene ad accompagnarlo: aspettano che il bambino sia distratto per andarsene di nascosto, e solitamente sul passo silenzioso da pantera rosa si sente un “dove va’?”, e si invita a salutare il bambino anche se piange.

Noi in realtà in quel momento siamo lì apposta per sostenere il bambino ad affrontare il suo distacco nel modo in cui riesce, questo significa trovarsi tra calci e pugni, urla infinite e anche qualcuno che si gira dopo aver salutato e se ne va a giocare. Tutti questi modi di reagire al distacco, per noi non sono un problema, sostenuti dall’esperienza che il bambino comprende in breve tempo dove si trova e cosa può fare all’interno del nido o scuola, riuscendo a trovare la propria serenità.

Spesso invece si tende a non voler sentire un bambino piangere, sia chiaro non è che a noi diverta, per questo ironizzo come avventura sonora, ma semplicemente è un suo diritto al quale nessuno può sostituirsi. Famiglie ed educatori dovrebbero collaborare per sostenere i bambini nell’affrontare questo momento che è diverso dal solito, come un momento importante nel quale contatterà emozioni e avrà modo di elaborarle al meglio lasciandogli il tempo di superarle.

Come possiamo aiutare un bambino in questo momento di crescita? Stando con lui, esprimendo una presenza che è: “sono qui con te”, puoi piangere e mandarmi via perché ora sei arrabbiato, ma io rimango con te anche a distanza, perché so che riuscirai a superare questo momento e a comprendere che qui puoi giocare, divertirti e crescere insieme ad altri amici.

Questo non è solo a parole, seppur funzionali, ma essere quel pensiero, credere in lui. A volte è più facile, inconsapevolmente rendersi ”indispensabili o traditori” per non sentire quel pianto che dentro risuona come un dolore enorme, sicuramente più difficile da sostenere, ma permette al bambino di vivere il suo momento di dolore e di rabbia che lo aiuterà a crescere con fiducia; poterlo incoraggiare a credere in sè stesso è una grande opera educativa.

L’adulto dovrebbe esserci silenziosamente, ma affermando la sua presenza come un tenero abbraccio che ti avvolge ogni volta che cadi e cerchi un incoraggiamento. Buon anno a tutti i bambini, siete grandiiiiiii!!!

Elisa Bussetti

diplomata in “Dirigente di Comunità” nel 2008, opera negli asili nido e scuole dell’infanzia; nel 2005 entra a far parte dell’associazione “Atman” fondata da Massimo Rodolfi; nel 2007 si iscrive, alla prima scuola italiana per terapeuti esoterici, “Energheia”, con l’insegnante Annagrazia Fiorani, diplomandosi nel 2010.
Contemporaneamente intraprende nel 2009, il percorso proposto da “Le Dodici Stelle”, associazione nata per una nuova educazione al buono, al bello e al vero. Si diploma nel 2011 dopo avere frequentato il primo e secondo livello della scuola. Ne divulga poi gli intenti attraverso conferenze sull’educazione in collaborazione anche con il comune di Modena; Nel Settembre 2010 comincia ad insegnare meditazione attraverso i corsi base e si iscrive ad “Agnihotri”, il sentiero di guarigione del guerriero del fuoco, corso di approfondimento tenuto da Massimo Rodolfi.
Elisa scrive come giornalista su “Yoga Vita e Salute, il Portale della Consapevolezza” nella sezione ” Finestra sul Mondo-educazione all’innocuità”, e per l’associazione “Riprendiamoci il Pianeta”, trattando tematiche che sostengono una maggiore sensibilizzazione verso l’educazione e l’ambiente nel quale viviamo.
Dal 2005, continua ad essere parte di questa bellissima comunione di persone, “Agnihotri”, alla quale continua ad iscriversi e frequentare gli incontri, per il quarto anno consecutivo. Gli strumenti messi a disposizione, coltivati, portano a una continua crescita spirituale e una maggiore educazione nella vita, la conseguenza inevitabile è di cercare di raggiungere più persone possibile, attraverso l’insegnamento e la pratica della meditazione, dei corsi base e le sedute individuali di riequilibrio dei chakra.

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