Gli spiriti di natura: le Fate – prima parte

Gli spiriti di natura le Fate1parteGli spiriti di natura si possono considerare gli abitanti originari del nostro pianeta, relegati ad alcune zone più o meno nascoste, a causa dell’invasore umano. Essi infatti evitano le grandi città, e sono presenti nelle regioni campestri, nei boschi e nei prati, sui monti o in alto mare. Tuttavia, la loro azione è potente ed estesa, benchè si mostrino raramente. Essi possono talora assumere sembianze fisiche e materializzarsi, ma sono composti in realtà di materia eterica, e dunque non sono visibili all’occhio fisico.

Gli spiriti di natura hanno un’evoluzione separata e completamente distinta da quella umana, ma non sono certo meno importanti né meno numerosi degli esseri umani: essi infatti popolano in numero assai maggiore dell’uomo non solo la terra, ma anche le acque e l’aria.

L’evoluzione di questi spiriti parte, come quella umana, dal regno minerale, nel quale troviamo gli gnomi, continua sulla terra, dove troviamo le fate, per poi passare allo stato di spiriti del fuoco o salamandre, in seguito a spiriti dell’aria o silfidi e infine al regno dei Deva, grandi spiriti molto evoluti, paragonabili ai nostri angeli. Gli spiriti di natura hanno un’anima di gruppo, ovvero non sono individualizzati, poiché raggiungono l’individualità solo quando assurgono al regno dei Deva, esattamente come gli animali quando passano nel regno umano.

Prendiamo in considerazione, per ora, il tipo più noto di spiriti di natura, le fate. Esse vivono normalmente sulla superficie della terra, ma, poiché sono composte, come abbiamo accennato, di materia eterica, possono se lo vogliono passare anche attraverso il suolo.

Siccome poi la materia eterica è plastica e può essere modellata dal pensiero, le fate sono solite assumere l’apparenza che vogliono, cosicchè le loro sembianze sono molteplici, ma per lo più umane. Hanno però dimensioni molto piccole e spesso possiedono lineamenti grottescamente esagerati. Ciò non significa, tuttavia, che esse non abbiano delle forme proprie, che mostrano quando non esercitano la propria volontà per cambiarle.

Le fate hanno inoltre colori particolari, che segnano la differenza tra una tribù, ossia una specie, e l’altra: esse, infatti, si suddividono in un gran numero di razze, che abitano in paesi diversi, distribuendosi nel complesso su tutta la terra. Come avviene per gli uccelli, così anche per le fate le specie dai colori più brillanti si trovano nei paesi tropicali.

A seconda delle diverse specie o razze cambia anche la lunghezza della vita di questi esseri: per alcune essa è brevissima, mentre per altre è molto più lunga della vita umana. Anche per le fate vale il principio universale della reincarnazione, ma in condizioni molto diverse da quelle umane: esse, infatti, non conoscono la nascita e lo sviluppo. Come avviene per gli insetti, così anche le fate appaiono nel mondo nelle loro dimensioni normali, e non mostrano mai segni percettibili di vecchiaia, né hanno bisogno di riposo. La morte, per questi spiriti, è assolutamente esente da impressioni dolorose .

Anche l’intera esistenza delle fate è più semplice della nostra: essa è gioconda come quella di un bambino felice posto in un ambiente eccezionalmente favorevole. Esse infatti non conoscono distinzioni di sesso, né malattie, né lotta per la vita: sono dunque esenti dalle cause della sofferenza umana.

Anche la loro psicologia è molto differente da quella umana: esse infatti sono animate da una gioia profonda di esistere, e anche se sono suscettibili di collera e gelosia, tali sentimenti svaniscono rapidamente dal loro animo, davanti all’intenso diletto per le manifestazioni della natura, diletto che rappresenta la loro caratteristica più spiccata.

Le fate, infatti, esultano nella luce solare, così come danzano innanzi al chiarore lunare, si rallegrano per la pioggia, giocano felici nella neve e fanno baldoria tra le raffiche di vento. Esse si compiacciono immensamente davanti alla bellezza dei fiori e delle piante in genere, e si dilettano di tutti i processi naturali: grazie a questa loro disposizione, esse sono utilizzate dai Grandi che vegliano sull’evoluzione come collaboratrici alle combinazioni dei colori e alla produzione delle varietà.

Possedendo solo forme eteriche, le fate non hanno necessità di cibarsi: il loro corpo assorbe il nutrimento necessario dall’etere che le circonda. Tuttavia, nonostante non mangino, questi esseri traggono dalla fragranza dei fiori un piacere analogo a quello che l’essere umano trae dal sapore del cibo.

Un altro vantaggio di questi spiriti di natura consiste nel fatto che essi non possono essere danneggiati fisicamente, né soffrono il caldo o il freddo. Essi provano una sorta di sofferenza fisica soltanto in presenza di emanazioni spiacevoli o disarmoniche. Questo è uno dei motivi per cui evitano gli esseri umani, i cui irrequieti desideri e le cui sregolate passioni creano correnti astrali che disturbano le fate. Inoltre, l’uomo appare loro come un pericoloso devastatore, che distrugge tutto ciò che le fate amano: gli alberi, l’erba, i fiori. Dunque rifuggono da noi, e il metodo più usuale per cacciarci come intrusi dai loro luoghi è quello di giocarci dei tiri infantili e maliziosi, che ingannano e illudono la nostra percezione. Numerose sono infatti le storie di posti isolati della natura in cui le fate sviano un individuo facendogli smarrire la strada e creando illusioni.

Nei loro tiri, le fate sono aiutate dalla loro meravigliosa facoltà di far cadere nell’allucinazione le persone, come se le ipnotizzassero. Esse sono maestre nell’ingannare i sensi, ma non hanno il potere di dominare la volontà umana. Il loro potere allucinatorio consiste nel formare una forte immagine mentale e proiettarla nella mente umana.

Nonostante ciò, esistono casi di amicizia tra umani e spiriti di natura, come risulta dalle note favole dei brownies scozzesi, soprattutto se la persona in questione è particolarmente evoluta spiritualmente, in quanto le sue emanazioni risultano meno turbinose e sgradevoli di quelle dell’uomo medio, ancora rivolto alle cose mondane. Vi sono anche episodi di amicizia tra fate e bambini, pochè esse si dilettano delle forme pensiero di cui i fanciulli si circondano.

Il regno degli spiriti di natura costituisce un campo di studio vasto e interessante, non solo per l’influenza che queste creature possono esercitare su di noi, ma anche perché l’indagine su una linea evolutiva così differente dalla nostra amplia i nostri orizzonti mentali, aiutandoci a riconoscere che il mondo non esiste solo per noi, e che il nostro punto di vista non è l’unico, né il più importante. Questo ampliamento di orizzonti, oltre a farci comprendere qualcosa in più dei molti aspetti del Logos, può costituire per l’essere umano una grande lezione di modestia e di liberalità di pensiero.

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