Giove – Zeus, padre degli dèi

Il simbolo di Giove è composto da alcuni elementi, da una luna crescente e da una croce.
Se la luna crescente è posta sul braccio orizzontale della croce avremo la crescita dell’aspetto materiale. Quindi Giove rappresenta l’espansione della materia, ma anche la regolamentazione, l’equilibrio, il coraggio, la rettitudine, lo spirito sintetico di giudizio, saggio ed equo. Ricordo che il termine “gioviale” si usa come sinonimo di “espansivo”. Ragionando per analogia, come Saturno si può paragonare all’anoressia, Giove si può mettere in relazione con l’obesità.
E’ nella mitologia che questo aspetto meglio dà l’idea di ciò che esprime, me lo avessero insegnato così quando andavo a scuola!

Zeus (Giove per i romani), figlio di Crono (Saturno), era il “padre degli dei”, che secondo giustizia ed equità impartiva ordini alle divinità dell’Olimpo, di cui egli era re. Inoltre, Zeus generò tanti figli: è quindi una qualità di Giove la potenza generatrice maschile. Anche per questo il suo colore è l’azzurro.
Tale funzione generatrice si evidenzia analogicamente a livello dell’ipofisi-ipotalamo, del fegato, del sistema venoso e vediamo perchè.

L’ipofisi, con la produzione di ormoni che vengono smistati in tutto il corpo e con i processi di feedback controllati, attraverso l’ipotalamo, dal sistema nervoso centrale, regola il metabolismo corporeo, stabilendo quanto le altre ghiandole endocrine debbano funzionare. In questo si vede l’analogia con Zeus, “padre degli dèi”.

Il fegato, a sua volta, grazie alla sua capacità di discernere tra sostanze utili o dannose, e quindi di “giudizio”, “giustizia”, è riconducibile alla funzione del Giove della mitologia. Grande insegnamento troviamo negli antichi detti in cui la locuzione “avere fegato” è sinonimo di “avere coraggio”, cioè la “capacità di assumere il proprio ruolo”, altra caratteristica propria di Zeus, da un punto di vista mitologico. Lo “squilibrio” si potrà manifestare come insufficienza epatica, dimagrimento, squilibri ormonali, viltà, depressione, senso di ingiustizia, obesità (bulimia), stasi venosa, cirrosi epatica.

E poi c’è la fitoterapia: le piante sono quelle utili per il fegato, quelle equilibranti, e quelle toniche del sistema venoso: cynara scolymus (il carciofo, stimolante epatico), silybum marianum (il cardo mariano, epatoprotettore), rosmarinus officinalis (il rosmarino, tonico epatico), hypericum perforatum (l’iperico, utile per la depressione da “ingiustizia”), aesculus hippocastanum (l’ippocastano, utile per la stasi venosa), sequoia gigantea, satureja hortensis (la sequoia e la santoreggia, utili per le funzioni dell’apparato genitale maschile).

Relativamente ai metalli, Giove è in analogia con lo stagno e con lo zinco, entrambi hanno come organo bersaglio il fegato, in particolare lo zinco.
A livello psicologico lo zinco spagyrico dona il coraggio di assumere il proprio ruolo, contrastando così una moltitudine di sintomi che derivano da questa carenza. Tali sintomi si possono manifestare nei più disparati campi d’azione: dall’ambito sessuale a quello lavorativo, sociale e familiare.
La pietra preziosa alchemica è lo zaffiro giallo (o corindone giallo), che può essere utile nei soggetti che vivono il senso d’ingiustizia, o che non hanno un equilibrato senso del giudizio.

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