I giochi di una volta – prima parte

Posso ritenermi fortunata nel potere osservare i bambini che giocano nella scuola dove lavoro, soprattutto quando da ciò scaturisce un sentire di cuore, che mi fa percepire l’unione con la Vita anche in un semplice gioco.

I bambini possono essere maestri nell’insegnarci ad essere vita che si manifesta e pulsa in ogni angolo del nostro essere, dentro e fuori di noi.

Riescono a farlo con semplicità e naturalezza, partecipando ed essere essi stessi quel gioco.

Armonia e disarmonia, amicizia e inimicizia, pace e conflitto si susseguono con ritmo incalzante e questo spiazza noi adulti, spesso bisognosi di controllare e giudicare.

Eppure quasi per magia quando l’alchimia della Vita ti porta a vedere quanta bellezza e Luce ci può essere in questo, il cuore può gioire.

Gioia e gioco, sembrano parole similari e forse possono essere una cosa sola. I bambini se gli viene data la possibilità possono sperimentarla e viverla.

E proprio per condividere con piccoli e grandi quello che dovrebbe essere il gioco nella sua vera essenza, vorrei riportare la descrizione di alcuni giochi di gruppo di una volta, ricchi di sano divertimento e comunione, con i quali anch’io da bambina ho giocato.

Una volta non esisteva la scuola a tempo pieno o la possibilità per molti di praticare sport, quindi il pomeriggio era dedicato non solo a fare i compiti, ma soprattutto al ritrovarsi nei cortili a giocare con i bambini del vicinato.

Alcuni potevano essere infastiditi dal nostro vociare, ma quasi sempre si portava l’allegria e la spensieratezza e non c’era gioco che potesse partire senza fare la conta, una filastrocca usata per scegliere chi doveva cominciare a ʺstare sottoʺ per primo.

Una delle conte che noi facevamo era Ambarabà Ciccì Coccò. Ambarabà ciccì coccò tre civette sul comò che facevano l’amore con la figlia del dottore, il dottore si ammalò ambarabà ciccì coccò.

Oppure Passa Paperino. Bum. Passa paperino con la pipa in bocca guai chi gliela tocca. L’hai toccata proprio te. A star fuori tocca proprio a te. e A Stan Blam A stan blam femini cutan gali gali stic e stuc ma ring gut.

Di conte ce n’erano tante ma queste sono quelle che ricordo maggiormente e a dire il vero anche oggi nei corridoi e nei cortili delle scuole, risuona una qualche conta tra i gruppetti di bambini. Il suo fascino e lo scandire del tempo nel ritmo del gioco, permangono di generazione in generazione.

Finita la conta iniziava il gioco vero e proprio.

I giochi più gettonati almeno per me e i miei amici erano: nascondino, ruba bandiera, i quattro cantoni e la settimana. Alla fine di un gioco per chi perdeva ci potevano essere le penitenze e le più famose erano: dire, fare, baciare, lettera e testamento.

Tra questi giochi oggi forse i meno conosciuti sono i quattro cantoni e quello della settimana, e per chi volesse fare giocare i bambini ecco descritti i giochi.

 

I quattro cantoni

Si gioca in cinque e occorre individuare quattro angoli che approssimativamente costituiscono i vertici di un quadrato. Si fa la conta per far stare un bambino al centro, mentre gli altri si posizioneranno nei quattro angoli. A questo punto il gioco può iniziare. Chi si trova agli angoli deve correre in continuazione da un ʺcantoneʺ all’altro e chi è al centro, deve interporsi cercando di occupare una delle postazioni di angolo. Chi rimane senza cantone andrà sotto a sua volta.

La settimana

Questo è un gioco molto amato dalle bambine, ci vuole agilità e pazienza. Si articola su un percorso di sette caselle, a ognuna delle quali corrisponde un giorno della settimana. Con un gessetto si disegna su una superficie cementata o levigata, lo schema della settimana che può avere due forme.

Nella prima forma si disegnano due colonne parallele, formate ciascuna da tre quadrati (del lato di circa 30 cm l’uno). Le sommità delle due colonne vengono unite da un semicerchio.

Nella seconda invece abbiamo sempre un semicerchio alla sommità, due quadrati sotto, un quadrato, di nuovo due quadrati e infine un ultimo quadrato.

Ogni bambino cerca il proprio sassolino possibilmente un po’ rotondeggiante, ma può anche essere una conchiglia e si fa la conta per stabilire chi inizia per primo. Si procede lanciando il sasso nella prima casella e andando poi a recuperarlo saltellando su un piede solo. Da qui si va avanti allo stesso modo per le altre caselle fino a ritornare al punto d’inizio. Ci sono le penalità per chi tocca la riga di confine fra una casella ed un’altra, oppure perde l’equilibrio. Questo fa passare il diritto di giocare al giocatore successivo.

Finito il primo giro le prove diventano sempre più difficili e ci sono diverse versioni del gioco.

Ad esempio mettere il sasso sul dorso del piede, poi sulla spalla, sulla testa ed infine sul dorso della mano. Oppure ancora saltare a gambe aperte. Quest’ultima risulta essere più facile nella seconda forma del disegno dei quadrati.

 

Buon gioco a tutti.

Fonti: Fiabe Modenesi di Sandro Bellei

Barbara Moretti
Sono nata il 16/10/1963 a Sassuolo (MO) e sono laureata in Scienze dell’Educazione. Ho fatto diverse esperienze lavorative e da circa dodici anni lavoro nella scuola come educatrice di appoggio, seguendo bambini e ragazzi con handicap. Nel 2001 in un particolare momento di difficoltà personale, ho iniziato un percorso di ricerca interiore, che mi ha portato ad iscrivermi ad Energheia la prima scuola italiana di formazione per Terapeuti Esoterici, fondata da Massimo Rodolfi, diplomandomi nel 2004. Ho proseguito questo percorso con Massimo Rodolfi, frequentando nel 2011 il corso di Agnihotri, I Custodi del Fuoco. Questi anni di formazione sono stati preziosi, mi hanno aiutato a crescere e a dare un senso alla mia vita. Attualmente nell’ottica di poter cercare di essere un buon educatore verso me stessa, nella relazione con i miei figli e nel mio lavoro, ho deciso di iscrivermi ai corsi organizzati dall’Associazione Le Dodici Stelle, associazione che promuove una nuova educazione, fondata sull’innocuità, il buono, il bello e il vero, valori che condivido e spero di poterli interiorizzare, praticare e diffondere.