Giallo in natura – seconda parte

giallo in natura verga oro_2parteÈ un piacere portare in tavola una bella crema di zucca, magari decorata con dei funghi porcini fritti e una fogliolina di timo fresco, oppure il giallo delle crocchette di miglio, ovviamente senza formaggio o uovo, lasciamo l’uovo alla gallina ed il latte alla mucca, forse vivranno un poco di più…

Viene spontaneo cercare un colore ed un sapore caldo e dolce, perché è di questo che ora il nostro corpo ha bisogno. Istintivamente cerchiamo dei cibi-milza, cerchiamo quel dolce naturale che ci permetterà di scaldarci, sarà la nostra provvista di legna per l’inverno. Godiamoci questi piatti gialli, magari decorati con gli ultimi petali di calendula, provate, se non abitate in città, a mettere una fogliolina di calendula o di rosa sul vostro risotto o polenta o insalata, resterete meravigliati da tanta bellezza. E noi che ogni mattina ci logoriamo il fegato persi nelle code e nello stress? A volte basta solo un pensiero (giallo?) per stare meglio!

Tornando ai fiori voglio presentarne ancora due, fondamentali in questa stagione.

Il primo e’ la VERGA D’ORO, Solidago, virga aurea, nome importante. Si presenta come un cespuglio non troppo grande, dai deliziosi capolini gialli. Comunissima lungo i bordi delle strade o invasiva nei campi abbandonati. E’ una pianta conosciuta da più di 700 anni per le sue proprietà urologiche e antiflogistiche, in grado cioè di ridurre infiammazioni e dolori.

Cosa porta con sé, cosa dona di così prezioso? E’ d’oro, ricordate la luce che penetra nella grotta? E’ una verga, potente simbolo esoterico, non bastona nessuno ma dà DIREZIONE precisa e sicura, è come un LAMPO, colpisce in senso terapeutico il bersaglio. Nella potenza e nella calda e amorevole luce dorata porta guarigione nella zona renale, dal semplice drenaggio a gravi patologie.

È la pianta medicinale più efficace per i reni, regolatori della vita sensitiva, la porta attraverso cui, dalla memoria ancestrale ed anche ereditaria, siamo quel che siamo, i nostri reni raccolgono e mantengono la memoria del passato. Questo è vero un po’ per tutti gli organi, ma i reni sono veramente una porta d’accesso da cui tutto può manifestarsi ed a cui tutto torna come residuo già vissuto. Una buona e forte costituzione renale di sicuro porta l’individuo alla realizzazione nel campo lavorativo ma anche relazionale.

Da un punto di vista vibrazionale infatti, la verga d’oro si confà all’individuo che “inacidisce“ in silenzio, forse cela rabbia o mancanza di coraggio? Entrambe le emozioni trattengono molta energia e richiedono altrettanta forza per esprimersi positivamente, è sempre un rapporto tra forze, sia in positivo – capacità di espressione – che in negativo – inibizione di tale capacità – non è mai un giudizio. Del resto la paura, emozione legata ai reni, è l’unica forza che realmente blocca, inibisce qualsiasi movimento anche psichico. Senza una sana energia nei reni non potremmo neanche far l’amore né generare vita.

L’individuo-verga dicevamo, in seguito a ripetute esperienze deludenti, soprattutto in campo relazionale, si inibisce. Le relazioni per lui sono molto difficili, spesso non iniziano nemmeno e ciò, nel tempo, può portare ad una sorta di esaurimento nervoso, non perchè le forze si esauriscono, ma letteralmente perchè l’acqua del fiume, ed anche delle nostre emozioni, che deve scorrere, resta inibita e quella forza diventa distruttiva.

Nel corpo umano questa distruttività si chiamerà in seguito REUMATISMO, dolori alle articolazioni. La verga d’oro si confà all’individuo continuamente tormentato da frustrazioni, senza prospettiva – secondo il suo sentire – di alcun miglioramento. Si sente prigioniero nello spirito.

Come prevenzione o comunque nei cambi di stagione è buona norma usarla in tintura o in decotto, in ogni caso aiuta a drenare e purificare le vie urinarie: ricordiamo che i reni sono LA PORTA DELLO SPIRITO.

Chiedetela al vostro erborista di fiducia, in varie preparazioni.

Nel prossimo articolo vedremo un altro protagonista del giallo in natura, il tobinambur, nelle sue preparazioni ad uso alimentare ed estetico.

Elvira Angelucci

Ha lunga esperienza nell’ambito dell’insegnamento.
Gli anni tra il 1988 ed il 1996 sono decisivi per la sua formazione ed evoluzione interiore.
Lascia la scuola per dedicarsi allo studio ed alla pratica dello yoga.
Frequenta a Firenze il corso di formazione professionale di Psicosintesi presso l’”Istituto Assaggioli” e, negli stessi anni si diploma, sempre a Firenze, al “Kushi Institute”, in medicina ed alimentazione naturale.
L’interesse per lo yoga e la guarigione spirituale la porta ad incontrare insegnanti di valore e Maestri di Saggezza, tra cui Ron Yung e Daskalos, con cui studia e approfondisce la pratica dell’introspezione e della meditazione.
Diviene allieva di Massimo Rodolfi, e con lui approfondisce lo studio del RAJA YOGA.
Si diploma presso ENERGHEIA, 1° scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Da lì inizia un percorso di auto- guarigione che si rinnova ogni giorno e da cui attinge forza e luce necessarie per oltrepassare lutti e difficoltà! Abilitata alla diffusione degli insegnamenti esoterici ed alla terapia esoterica, svolge corsi di Meditazione e di Raja Yoga in Toscana e di alimentazione naturale, nel territorio nazionale.
Nel 2010 fonda la ditta “SETTERISHI -rimedi per l’anima”, di cosmesi naturale e vibrazionale, iniziando lo studio sull’uso terapeutico di piante e fiori, dalla cucina alla cosmesi. Attualmente sta organizzando corsi ed incontri su questi temi, perché non può esistere guarigione e sviluppo di coscienza se non teniamo puliti i nostri corpi, a partire dal fisico.

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