Giallo in natura – prima parte

Col variare delle stagioni cambia la luce, da intensa e sfolgorante, quasi irresistibile allo sguardo, a più tenera, ancora calda e scaldante ma non più rovente, direi tenera e avvolgente. Conseguenza della maggiore o minore vicinanza della terra con il sole, della diversa inclinazione terrestre, è questo che determina poi l’alternanza delle stagioni.

Sono cose conosciute fin dai tempi della scuola, ma a volte dimentichiamo che regolano il ritmo della nostra esistenza ogni giorno.

E’ chiaro che col variare degli elementi sopra indicati, cambia anche la vegetazione, la forma, l’energia di piante ed erbe ed anche il colore.

Tutto ciò non aggiunge nulla alla nostra conoscenza, vorrei però fare alcune riflessioni.

Prendiamo ad esempio il colore: l’articolo di oggi è GIALLO IN NATURA.

Giallo è il colore della luce, del sole, è energia pura, sfavillante e potentissima! Eppure, nella grande varietà di fiori gialli troviamo sfumature e vibrazioni diverse, a seconda della stagione e della qualità che apportano. Soffermiamoci su questo aspetto.

Osserviamo il primo pallido giallo, dopo il freddo invernale, nella primula, quel tenero colore che delicatamente ci invita al risveglio dopo il letargo. Questo è un giallo che rinfresca, non nel senso antinfiammatorio, ( v. articolo precedente) ma rinfrescante in quanto alleggerisce pesantezze e vecchi ristagni. E’ qualcosa di fresco, luminoso, nuovo che si affaccia alla nostra coscienza, ogni anno, è luce tenue ma assai potente. E’ difficile non notarle, anche se fioriscono nelle colline circostanti.

Più avanti nella stagione il giallo diviene sempre più caldo, solo con un rapido sguardo abbracciamo la ginestra e l’elicriso, due piante che adoro, e qui lo splendore e la radianza si fanno davvero notevoli, fino ad arrivare alla calendula. E’ molto lungo il suo periodo di fioritura, arriva fin quasi alle porte dell’inverno. Voglio soffermarmi un po’ su questo fiore dalle molteplici proprietà, usatissima in cosmesi. Negli articoli precedenti l’abbiamo vista come antinfiammatoria, pelli sensibili e delicate.

Quando, anni fa, iniziai a lavorare con le piante, per molto tempo cercavo di sentire la sua qualità, ma inutilmente, era troppo forte per me e non riuscivo ad entrare in sintonia con lei. Poi un giorno mi arrivò questo messaggio: “La luce penetra nella grotta della vita”! Rimasi stupefatta e cercai a lungo questa grotta dentro di me, la credevo nel cuore, c’era sì una grotta ma non la calendula. Mi dissi ‘questa pianta non fa per me e lascio perdere’, continuai ad usarla ma in abbinamenti, mai in primo piano, finché una mattina si stampò sulla mia mente la parola MILZA, era lei, la riconobbi subito. Perché ne parlo così ampliamente? Perché quella che stiamo vivendo è proprio la stagione della milza e direi che la calendula la rappresenta in pieno; si tratta della qualità energetica che esprime, ed anche terapeuticamente, come supporto a disagi vari legati alla sfera-milza ovvero linfatica ma anche nutritiva, metabolica.

La luce scende potente su di lei ed essa la fraziona inviandola ai vari organi e sistemi con colorazioni diverse. Se osserviamo da vicino un fiore di calendula, soprattutto quella arancione, vediamo all’interno una luce davvero fosforescente, sembra lava di vulcano, luce prorompente.

La milza è un organo molto, molto silenzioso, per sua stessa natura non sbraita come il suo dirimpettaio fegato, rimane nascosta ma lo monitorizza sempre, rimane presente anche se un fegato arrogante e presuntuoso che pensa di essere solo lui a comandare e non sa ascoltare il “silenzio” quieto e costruttivo della sua sorella. Più grida e meno lo può percepire e più ne tenta l’annientamento.

Si dà il caso che l’opera creativa si avvalga di entrambe le forze, SURYA e CHANDRA, il Padre e la Madre, qualità solare e lunare. L’energia creativa, per essere feconda, ha bisogno di uno spazio ampio, libero e dolce, solo una dolce accoglienza può far radicare la potenza della luce e farla germogliare, così come il buio ed il calore fanno germogliare il seme, nella terra e nell’utero; le fermentazioni, se ben controllate, di alcuni alimenti danno prodotti speciali e benefici alla salute, da sempre ed in tutte le tradizioni, perché alleggeriscono e trasformano, così come da sempre il dolce è il gusto preponderante nell’alimentazione umana. Non parliamo dello zucchero dalla dolcezza stucchevole e tossica, ma del dolce naturale ed un poco blando del miglio, dei cereali, delle carote, zucche, mele, appunto il GIALLO IN NATURA, il dolce della camomilla, del tiglio, del finocchio in tisane, e di quanto beneficio arrecano a questa infelice umanità, le cui radici sono sempre più lontane dalla terra. Eccoci allora alla stagione che stiamo vivendo, quella della raccolta, dell’introspezione, la stagione TERRA/MILZA. Dobbiamo nutrirla, alleggerirla, rilassarla perché possa accompagnare con la sua dolcezza e la sua forza ferma.

La terra dona tutti i suoi frutti, perlopiù giallo-arancio; tra poco torneremo all’articolo di un anno fa – ACCENDIAMO IL CAMINO e ci occuperemo nuovamente di scaldarci dentro, mentre la terra, inglobando il calore estivo nella profondità delle sue grotte, si prepara a suo tempo ad un nuovo risveglio. Così il cerchio si chiude per aprirsi al nuovo, mentre i pianeti ruotano e le acque scorrono. Siano levigate le nostre ferite profonde e possano le nostre mani accogliere i semi, essere quindi semi fiorenti con le nostre azioni.

Beh, cominciamo a scaldarci con una bella polenta fatta col mais novello, magari ai funghi di stagione.

Elvira Angelucci

Ha lunga esperienza nell’ambito dell’insegnamento.
Gli anni tra il 1988 ed il 1996 sono decisivi per la sua formazione ed evoluzione interiore.
Lascia la scuola per dedicarsi allo studio ed alla pratica dello yoga.
Frequenta a Firenze il corso di formazione professionale di Psicosintesi presso l’”Istituto Assaggioli” e, negli stessi anni si diploma, sempre a Firenze, al “Kushi Institute”, in medicina ed alimentazione naturale.
L’interesse per lo yoga e la guarigione spirituale la porta ad incontrare insegnanti di valore e Maestri di Saggezza, tra cui Ron Yung e Daskalos, con cui studia e approfondisce la pratica dell’introspezione e della meditazione.
Diviene allieva di Massimo Rodolfi, e con lui approfondisce lo studio del RAJA YOGA.
Si diploma presso ENERGHEIA, 1° scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Da lì inizia un percorso di auto- guarigione che si rinnova ogni giorno e da cui attinge forza e luce necessarie per oltrepassare lutti e difficoltà! Abilitata alla diffusione degli insegnamenti esoterici ed alla terapia esoterica, svolge corsi di Meditazione e di Raja Yoga in Toscana e di alimentazione naturale, nel territorio nazionale.
Nel 2010 fonda la ditta “SETTERISHI -rimedi per l’anima”, di cosmesi naturale e vibrazionale, iniziando lo studio sull’uso terapeutico di piante e fiori, dalla cucina alla cosmesi. Attualmente sta organizzando corsi ed incontri su questi temi, perché non può esistere guarigione e sviluppo di coscienza se non teniamo puliti i nostri corpi, a partire dal fisico.

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