Freddo, cura e propositi per il nuovo anno: 3 CONSIGLI PER NUTRIRE LA RELAZIONE CON NOSTRO FIGLIO

Non facciamo di tutto un falò, ma cerchiamo di mettere a fuoco la nostra fiammella: cosa vorremmo davvero realizzare nella nostra vita? Quanto, il ritmo indiavolato delle nostre giornate, ci permette di fermarci a riflettere?

Da sempre, da quando i nostri nonni e bisnonni lavoravano in campagna, l’inverno è stato un periodo di riflessione e raccoglimento, di preparazione al cambiamento. L’inverno era un periodo di relativa calma: la neve sui campi portava l’uomo a rivolgere le proprie attenzioni altrove. La natura pensava a curare la terra, l’uomo potava le piante e le preparava per la primavera e curava i propri mezzi: gli attrezzi da lavoro, gli animali, il corpo e lo spirito. Al calore del camino si ricamava, si raccontavano storie, si pregava, ci si univa a Dio ed agli altri. L’inverno, sebbene mai di riposo totale si trattasse, era un momento di attesa che si passava insieme, al calore del fuoco e della famiglia. Il ritmo vitale e l’ equilibrio erano ben percepibili: equilibrio tra uomo e natura, tra lavoro e riposo, tra dare ed avere, tra vivere fuori e vivere dentro.

Ritorniamo, allora, al nostro inizio. Quanto, il ritmo frenetico delle nostre giornate ci permette di fermarci a riflettere su ciò che siamo chiamati a realizzare nella nostra vita? Tutto è architettato perfettamente, nel nostro mondo, affinché non abbiamo momenti per ascoltarci, per riflettere. Non nevica neanche più come e dove dovrebbe d’inverno! Ci hanno tolto anche il silenzio e la morbidezza della neve per riflettere ed appoggiare i nostri pensieri…

Il bello, è che l’uomo crea, e noi possiamo creare, nelle nostre vite, il raccoglimento che ora ci manca. Facciamolo per la nostra famiglia, perché anche i bambini hanno necessità di fermarsi e di entrare in un ritmo più naturale.

Come possiamo aiutarli?

  1. AIUTIAMOLI A SENTIRSI ACCOLTI ED A SCARICARE LE TENSIONI permettendogli di porsi con animo riflessivo e creativo verso sé ed il mondo: facciamo attività di manipolazione della creta con loro, condividiamo momenti di silenzio, insieme, rilassati, senza tv… solo col rumore delle fusa del gatto! Fermiamoci anche noi, lasciamoci il tempo di riposarci ed oziare… giusto per permettere alla terra di far crescere i semini! (http://www.lafinestrasulmondo.net/con-pazienza-e-perseveranza-riusciro-in-ogni-circostanza/) Introduciamo un piccolo rilassamento prima di dormire, proponiamo qualche minuto di massaggio, di coccole. Sia i grandi che i piccoli lo accoglieranno volentieri. Un figlio adolescente accetterà magari volentieri un massaggio defaticante dopo lo sport, nella tranquillità di casa, che non un bacetto sulla guancia dalla mamma, davanti agli amici! Impegniamoci a mantenere vivo il contatto, per ricordare l’unione profonda tra madre e figlio e fargli sentire, anche quando è grande, che è sempre il benvenuto.
  2. SPEGNIAMO LA TELEVISIONE: PARLIAMO! Aiutiamo i nostri bimbi a riflettere sulla propria vita: quello che amano, quello che faticano a fare, ascoltiamoli parlare, stimoliamoli, attraverso domande, alla riflessione. (http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/i-danni-della-tv-sul-cervello-dei-bambini). Chiediamogli se sono felici (http://www.lafinestrasulmondo.net/dove-la-tua-stella/). Proponiamo loro momenti pomeridiani insieme: un’attività da condividere che va nella direzione dei loro gusti attraverso i giochi insieme, l’arte, la musica, ciò che loro vi propongono e che voi avete capito possa essere utile alla scoperta di loro stessi. Un’attività che possa insegnar loro ad essere indipendenti nei momenti di svago. Adesso si diverte con noi ma, se davvero l’attività lo soddisfa, domani può giocare da solo o condividerla con fratelli ed amici. Un gioco, diventa così il modo migliore per scoprire sé stessi.
  3. RI-ORGANIZZIAMO IL CALENDARIO: assieme al nostro compagno, organizziamo gite ed attività da fare con i nostri bambini. Programmiamo anche una sera alla settimana di attività alternativa alla tv: un’attività scelta ed organizzata da ognuno dei componenti della famiglia. Tutti saranno coinvolti e parteciperanno più volentieri.

Quindi, nel brutto, il bello è che noi adulti, con volontà e fantasia, possiamo trasformare il nostro inverno rigido in un caldo focolaio, così come serve alla crescita della nostra famiglia.

Simona Gherpelli

Inizio la mia formazione presso l’Istituto Magistrale Pedagogico Linguistico di Reggio Emilia, ma più interessata alla scrittura e all’arte che non alla prospettiva di una futura cattedra scolastica. Durante gli anni delle scuole superiori inizio a interessarmi profondamente alla filosofia e a tutto ciò che indaga l’essere umano.
Negli stessi anni della formazione universitaria presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, mi avvicino al Raja Yoga, studiando presso la Scuola Energheia.
Negli anni successivi, l’arte mi riconduce all’ambiente scolastico, portandomi a qualificarmi al Master per Atèlieristi organizzato da Reggio Children e lavorando negli anni successivi come atèlierista ed educatrice presso enti, nidi e scuole. Dopo qualche anno divento mamma di tre maschietti.
Inizio la pratica e lo studio dell’Hatha yoga e della Naturopatia, ed anche la pratica di Yoga nelle scuole con bambini dai 2 ai 10 anni.
Mi sono Laureata alle Magistrale in Scienze Pedagogiche, indirizzo Consulenza e Progettazione educative, presso Unimore.
Il percorso fatto mi ha portato ad osservare, in ambito educativo, una forte incoerenza ed incapacità di tradurre le teorie in pratiche educative concrete, attuabili, morbidamente gestibili e plasmabili dall’adulto stesso.
Ciò che mi interessa veramente è riuscire a stabilire un forte legame tra la teoria e la pratica affinché l’educazione possa diventare più sana e coerente con se stessa e con la vita.