Emozioni e Floriterapia: La Tristezza e la Solitudine

11 ottobre Salute Caselli- Emozioni e Floriterapia-La tristezza e la Solitudine - foto 4 di 5 - solitudineLa tristezza è un sentimento che noi tutti contattiamo più o meno spesso, con tempi di permanenza ed intensità diverse. Può essere percepita a livello fisico come un peso sul petto, un nodo alla gola, un’oppressione agli occhi e alla testa, oppure la si può avvertire in ogni fibra del corpo, accompagnata da un calo importante dell’energia fisica e nervosa.

La tristezza può essere conseguenza di un lutto, una perdita emozionale, un’offesa subita, un fallimento, oppure la possiamo contattare come una presenza che dilaga nella nostra vita, apparentemente senza un motivo… ma un motivo c’è sempre. A volte l’attivatore è così ben nascosto che si fa fatica ad identificarlo nel vissuto della giornata. Basta semplicemente andare un poco più in profondità. Quasi sempre ha a che vedere con una convinzione, un’aspettativa, una fantasia o un desiderio. Quattro compagni scomodi con i quali condividere la vita quotidiana, perché basta tradirne anche uno solo, più o meno consapevolmente, che ci si ritrova tristi e malinconici.

Permanere per molto tempo nella tristezza può condurre alla depressione, specialmente se si instaura un circolo vizioso e non si riesce più a vedere una via d’uscita. Accade infatti che chi è triste tenda a ridurre i contatti con la famiglia o gli amici, fino, nei casi più severi e compromessi, ad isolarsene completamente.

Per questo ho scelto di trattare assieme Tristezza e Solitudine. Queste due emozioni dilagano spesso una nell’altra, condividono spazi comuni in cui ci si sente tristi e soli, alienati dalla vita vera.

Tristezza e solitudine possono contare sul valido aiuto della Floriterapia, che agisce come uno stimolo e un potente motivatore.

1°) Fiori di Bach: Mustard (Sinapis Arvensis) Senape selvatica

Questa erba spontanea colonizza con facilità i campi incolti con il suo giallo vivace e solarizzante. In effetti, se riflettiamo con attenzione, questo connotato ha una forte corrispondenza con la persona triste, che sente venire meno lo stimolo ad agire in modo produttivo nella sua vita, che perde concentrazione e “focus”. La tristezza avvolge la vita nelle sue spirali e toglie “luce” e progettualità alla persona che si sente invasa dal malcontento e da “una nuvola nera” che nasconde il sole della vita. Il Sé inferiore, o personalità, perde il contatto con il Sé Superiore, o Anima, e questo genera sempre sofferenza perché rappresenta una battuta d’arresto sulla via dell’evoluzione personale.

Gli studi floriterapici condotti in questi anni affermano che uno stato “Mustard” estremo, che si manifesta con chiusura, tristezza e solitudine, può essere paragonato ad un primo stadio di depressione endogena.

Assumere questa essenza floriterapica libera la persona dalla sensazione di trovarsi in una strada senza uscita. Le ridà speranza nel futuro e forza per affrontare le prove della vita, con la consapevolezza che, se tornerà la tristezza, sarà uno stato provvisorio e sarà in grado di affrontarla e lasciarla andare. Per dirla con un termine mutuato da Logosintesi, ci si sente di nuovo nel flusso della vita, non più congelati in uno stato di dolorosa tristezza.

2°) Fiori di Bach: Gorse (Ulex Europaeus) Ginestrone

Anche questo è il fiore di un arbusto spontaneo che sboccia in primavera nelle terre isolate, impervie, aride e rocciose, spesso sede di frane. E come sempre, questa segnatura, allude al carattere tipico di chi si trova in uno stato “Gorse” bloccato. Si tratta di una persona che è rassegnata, apatica, crede di non poter uscire dallo stato di tristezza e perdita di volontà che sperimenta.

È una persona triste e sola che non spera più di poter migliorare il suo stato, guarda con occhi attoniti chi si preoccupa per lui senza davvero attribuire valenza a nessuna via terapeutica tentata, si sente un caso cronico e inguaribile. La sua sofferenza nasce dalla mancanza di fiducia nella guida del proprio Sé Superiore. La persona, in modo infantile ed immaturo, non si affida con fiducia alla sua guida superiore ma persevera nella sua sofferenza. Qui si sperimenta davvero la propria motivazione e determinazione a svolgere l’attività di Floriterapeuta. Ci si trova di fronte una persona abulica e sofferente, ma fermamente convinta che non esista cura per migliorare il proprio stato. Assumendo Gorse in modo regolare il soggetto sente la tristezza e la solitudine mollare la presa e aprirsi una nuova visione della propria situazione, percepita non più come uno stato cronico e senza speranza ma come una fase della propria vita che si sta risolvendo.

3°) Fiori di Bach: Water Violet (Hottonia Palustris) Violetta d’acqua

Questo è un fiore raro e protetto, ha uno stelo su cui fioriscono piccole corolle bianche, vive in acqua ed ha radici libere e non ancorate che galleggiano e che gli consentono di spostarsi. Ho scelto questo fiore, anche se la letteratura floriterapica non lo colloca tra le essenze legate alla tristezza e alla solitudine, perché ne ho appurato personalmente le grandi virtù terapeutiche nelle persone che vivono la solitudine come isolamento dal gruppo.

Normalmente viene consigliato a chi sceglie volontariamente un tipo di vita appartato e solipsistico. Si tratta di un soggetto introverso e riservato, anche colto, un artista che ama isolarsi e vivere in autonomia, anche affettiva e relazionale. Passa per orgoglioso, superbo e supponente.

In questo caso invece ho avuto ottimi risultati consigliandolo a persone che non parlano o si isolano dagli altri perché non “sentono” più la vicinanza con la famiglia, il partner, i genitori, anche se questi sono invece preoccupati e presenti con tutte le loro buone intenzioni.

Da sempre la sofferenza è uno stato scomodo a cui si tenta di sfuggire in ogni modo, ma evolutivamente parlando è lo stimolo più forte al cambiamento e al superamento delle proprie prove evolutive.

La Floriterapia riequilibra, armonizza e rende manifesto il messaggio di speranza, evoluzione e comunione con il proprio Sé Superiore, rendendo transitorio e funzionale lo stato di tristezza e solitudine.

Edda Caselli

Sono nata nel 1961 a Pavullo nel Frignano, paese montano della provincia di Modena, dove risiedo tutt’ora. Ho conseguito il diploma di Maturità scientifica nell’anno 1980, ho esercitato l’attività di incisione e disegno artistico su vetri e cristalli fino al 2012. Mi sono diplomata nel marzo del 2009 all’istituto Rudy Lanza Libera Università di Naturopatia, in seguito al corso di studi triennale frequentato presso la sede di Bologna. Aderisco alla FNNHP (Federazione Nazionale Naturopati Heilpraktiker Professionisti). Dall’aprile 2009 esercito la professione di Naturopata, Iridologa e Floriterapeuta a Pavullo n. F. (Mo) presso lo Studio di Via Boccaccio, 77. Frequento regolarmente seminari di Naturopatia e mantengo contatti con la sede centrale dell’Istituto Rudy Lanza per i corsi di aggiornamento o nuovi filoni di studio. Dal 2010 in poi ho tenuto incontri aperti al pubblico su Iridologia, Floriterapia e Nutrizione Naturale. Nel 2013 ho iniziato a frequentare il corso di formazione in Logosintesi tenuto in Italia dal Dott. William Lammers e Andrea Fredi. Si tratta di una nuova tecnica che sfrutta il potere di guarigione energetico della parola. A novembre 2015 ho ottenuto il diploma di operatrice di Logosintesi e sto regolarmente esercitando presso il mio studio.
Ho un sito internet, nel quale tratto in modo approfondito le tecniche che utilizzo nel mio lavoro.
www.eddacasellinaturopata.it

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