Educarsi è il gesto più grande che si possa compiere

educarsiEducarsi… tirare fuori da dentro se stessi, essere aderenti a emozioni, pensieri, azioni, anche imperfetti ma che se escono da noi possono avere un sostegno di luce nell’essere trasmutati e finalmente portare unione. A volte… spesso invece, curiamo tutto ciò così tanto, tenendolo segreto dentro noi stessi e creando vere divisioni che distorcono la realtà delle cose che ci circondano fino a pensare di essere soli.

In realtà non è vero, siamo noi che abbiamo costruito quel muro e dall’interno ascoltiamo solo noi stessi, solo parti di ciò che poi traduciamo come vere, avallate dalla nostra mente che vuole convincerci ad essere perfetti e che il resto del mondo sta sbagliando. C’è una vecchia barzelletta di un folle in senso inverso in autostrada che, non riconoscendosi nel folle, ne vedeva migliaia.

Le insegnanti che ho imparato a conoscere nel tempo, spostandomi da una scuola all’altra per sostituire colleghe malate o in maternità, per periodi più o meno lunghi, mi sono servite per imparare, gratificata dal fatto che, ognuna di loro, mi ha lasciato un pezzo importante che ha contribuito alla mia crescita come persona prima di tutto, e poi professionale.

Ma gettando lo sguardo all’indietro sento che è sempre stato accompagnato da un pensiero di presunzione del tipo: “Ah!… io avrei detto… avrei fatto… non avrei detto… non avrei fatto…” che, sempre più silente, si è appropriato dell’esperienza di un’altra aggiustandola verso la perfezione.

Questo ha costruito ogni mattone del muro di giudizio dentro di me (si era creato con sopra disegnato quel “dito puntato” come quello dello zio Sam, Wanted… più è minaccioso all’esterno più è terrificante all’interno!). È ora di abbattere quel muro e di riconoscere veramente che in ogni istante siamo partecipi di un grande momento che è quello di educare noi stessi attraverso la possibilità di fare esperienza, certamente imperfetta, ma siamo in ogni caso noi a farla!

Nel tempo ho compreso, attraverso le esperienze affiancando varie insegnanti diverse, che non è “il metodo” la bacchetta magica che ti rende un buon educatore ma sei solo tu! Tu puoi incarnare ciò che sei e puoi dare ciò che puoi riconoscendone il valore, non per vanto, ma perché sei una parte del tutto che può contribuire in amore e armonia all’educazione. Siamo noi per primi l’educazione, che non s’insegna con le parole, ma si mostra con l’esempio.

Se pretendi silenzio, già il fatto che tu lo esigi non lo otterrai… ma anche volendo, devi essere in silenzio cioè concentrato su ciò che fai. Se sei concentrato su di te come puoi voler educare, se sei attento a dimostrare che il tuo metodo è infallibile, non stai credendo tu per primo a ciò che fai e sei di conseguenza… quel muro terrificante che fa rimbalzare ogni pensiero, ogni emozione e ti rimanda a un agire che non corrisponde all’ideale, aumentando la frustrazione fino a convincerti che la verità è celata dentro di te e sei incompreso dal resto del mondo. Tutto parte da dentro di noi!

 

L’educazione è la ricetta, gli ingredienti sono diversi, non si parla solo di pesi e di quantitativi, si parla di quello che hai e lo metti a disposizione. Lo so, tutte le brave massaie sono gelose della propria ricetta e non vogliono mai svelare gli ingredienti segreti… a volte ci sono torte decorate che non ti permettono di vedere cosa c’è dentro e a volte sembrano così misere ma magari dentro c’è il sole. Ci vuole un pezzettino in più, ci vuole più pazienza, cominciando a mettere in dispensa gli ingredienti: amore, umiltà e verità.

Ci vuole coraggio ad educarsi, ci vuole accoglienza che non basta in una sterile parola pronunciata in falsetto, ci vuole volontà di cambiare, di essere presenti a quello che sta accadendo, ci vuole umiltà ad ammettere che quel mattino non si è al top ma se guardi un paio di occhioni in lacrime che strillano di rabbia perché la mamma se n’è andata, tu sei lì (sia che smetta di piangere, sia che vada avanti tutta la mattina) anche per lui!

Cercare, per quanto è possibile, di lasciare andare quella “meteo sezione” che spesso colora di grigio tanti “muri” a scuola, solo così cominceremo ad abbatterli e a costruire girotondi fatti di mani che si stringono e collaborano per il benessere dei bambini.

Elisa Bussetti

diplomata in “Dirigente di Comunità” nel 2008, opera negli asili nido e scuole dell’infanzia; nel 2005 entra a far parte dell’associazione “Atman” fondata da Massimo Rodolfi; nel 2007 si iscrive, alla prima scuola italiana per terapeuti esoterici, “Energheia”, con l’insegnante Annagrazia Fiorani, diplomandosi nel 2010.
Contemporaneamente intraprende nel 2009, il percorso proposto da “Le Dodici Stelle”, associazione nata per una nuova educazione al buono, al bello e al vero. Si diploma nel 2011 dopo avere frequentato il primo e secondo livello della scuola. Ne divulga poi gli intenti attraverso conferenze sull’educazione in collaborazione anche con il comune di Modena; Nel Settembre 2010 comincia ad insegnare meditazione attraverso i corsi base e si iscrive ad “Agnihotri”, il sentiero di guarigione del guerriero del fuoco, corso di approfondimento tenuto da Massimo Rodolfi.
Elisa scrive come giornalista su “Yoga Vita e Salute, il Portale della Consapevolezza” nella sezione ” Finestra sul Mondo-educazione all’innocuità”, e per l’associazione “Riprendiamoci il Pianeta”, trattando tematiche che sostengono una maggiore sensibilizzazione verso l’educazione e l’ambiente nel quale viviamo.
Dal 2005, continua ad essere parte di questa bellissima comunione di persone, “Agnihotri”, alla quale continua ad iscriversi e frequentare gli incontri, per il quarto anno consecutivo. Gli strumenti messi a disposizione, coltivati, portano a una continua crescita spirituale e una maggiore educazione nella vita, la conseguenza inevitabile è di cercare di raggiungere più persone possibile, attraverso l’insegnamento e la pratica della meditazione, dei corsi base e le sedute individuali di riequilibrio dei chakra.

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