Cotto, crudo o… scottato?

Da qualche anno si sente parlare di alimentazione crudista e delle virtù del cibo crudo rispetto al cotto. Io per prima mi sono lasciata affascinare dalle promesse di un’alimentazione a base di soli cibi crudi, ma….quanto le promesse sono state mantenute?
Vi porto la mia esperienza senza pretesa che questa corrisponda a verità assoluta e definitiva. Da nutrizionista curiosa e pignola, credo che alla fin fine solo la sperimentazione personale faccia la reale differenza e dopo la sperimentazione, arriva l’integrazione e se l’unione fa la forza, allora…il gioco è fatto!
Sul sito www.piuchepuoi.it si legge nell’articolo “I principi dell’alimentazione crudista”:
“Il corpo umano, secondo i fautori dell’alimentazione vegana crudista, sarebbe programmato per mangiare il cibo che la natura gli mette a disposizione. In tal senso la cottura risulterebbe una invenzione moderna non indispensabile ai fini dell’alimentazione. Mangiare cibo cotto non è salutare né necessario all’organismo”.
Secondo questo filone, la cottura non solo altera le qualità nutrizionali del cibo (perdita di vitamine e sali), ma anche la composizione molecolare, per cui ad es. proteine e/o grassi vengono deteriorati diventando potenzialmente pericolosi per la salute o non più assimilabili.
Partiamo dal presupposto che con l’avvento della globalizzazione la qualità del cibo è diminuita parecchio, e se 20 anni fa bastava una mela al giorno per togliere il medico di torno, adesso ce ne vorrebbero almeno 7! Allora….evviva l’alimentazione crudista!
Così, ho passato un paio di anni fra estratti di frutta e verdura e pranzetti vegani rigorosamente crudi. Molto gustosi, non c’è che dire, e sicuramente migliori di cibi cotti e stracotti (dai minestroni alla verdura saltata in padella, passando per la classica ed inimitabile mela cotta) dove rimanevano solo un po’ di sapore, sali minerali e fibra.
Poi sono andata ad un corso del dott. Marocchesi, dove si parlava di alimentazione macrobiotica. Lì scopro che i cibi hanno, per loro natura, il potere di raffreddare o scaldare l’organismo e si comportano diversamente anche a seconda della loro cottura. I cibi crudi raffreddano, per cui un loro largo consumo aumenta il rischio di malattie da raffreddamento. Sia mai! Ma, allora, meglio il cotto?
No, per i motivi citati prima.
E qui l’occidentale si perde, perchè non vede un’alternativa ulteriore: crudo o cotto.
Da Marocchesi ho imparato che il cibo può essere anche solo scottato, così da diventare riscaldante per l’organismo, non perdere vitamine e sali (nemmeno la vit C!) e prestarsi a pranzetti deliziosi.
Come si procede dunque?
Si mette l’acqua in una pentola e la si porta ad ebollizione, se vuole la si sala un poco (meglio sale grigio o rosa) e poi vi si tuffano dentro le verdure in pezzi, molto piccoli per quelle più coriacee (crucifere, carote, finocchi, etc), più grandi per quelle più morbide (zucchine, zucca, pomodori, etc) facendo bollire da 30 secondi a due minuti. E’ chiaro che la verdura a foglia andrà cotta solo per qualche manciata di secondi. Poi la si scola e la si condisce.
Stesso discorso per la frutta.
Cereali e legumi, invece, più sono cotti, più risultano digeribili.
Da quel giorno SOLO CIBI SCOTTATI. Io sono fatta così: o bianco o nero. Altro che 50 sfumature di grigio! Il che va bene perchè mi fa comprendere gli eccessi di una visione unilaterale e correggere il tiro. Voi , però, potete anche essere più saggi della sottoscritta…
Dopo qualche mese, mi sono resa conto che l’occidentale medio è infiammato fino ai capelli per aria e cibo inquinato, ritmi di vita stressanti, fumo e alcol, per cui il cibo crudo è realmente efficace, poiché raffredda un sistema iper riscaldato! Per cui, se i medici igienisti hanno guarito tante persone da malattie anche incurabili, sicuramente devo dargliene loro atto.
D’altro canto….il minestrone della mia mamma cotto a fuoco lento con le verdure fresche e tanto, ma tanto amore, è così buono che anche se ha perso le vitamine, però scalda il cuore.
E lo scottato rimane da pilastro in una sana alimentazione quotidiana.
Che fare? Integrare e variare. Estratti di frutta e verdura, frutta fresca durante il giorno, cibo scottato ai pasti, magari.
Io, così, ho trovato il mio equilibrio, a tavola e nella vita. Voi, sperimentate.

Simona Barbieri

Simona Barbieri,
nata a Torino 39 anni fa, cresciuta a pane e curiosità per tutto ciò che non ha una risposta.
Innamorata fin da piccola dello sport, della danza e di qualsiasi forma di movimento in un rapporto infinito di amore-odio nei confronti del proprio corpo, diventa dietista e insegnante di fitness. Ma la vita è un gioco, una giostra che non si ferma mai e dal fitness esplora e conosce il wellness, con le sue discipline dolci e introspettive come il Pilates, il power yoga e il postural training. Da qui, l’incontro con la spiritualità, il raja yoga e lo yoga fisico avviene fluido e naturale.
Il conflitto con se stessa diventa comprensione e amore che riporta nel suo mestiere attuale di terapeuta olistico con tutto il suo bagaglio di conoscenze. Non si può cambiare quel che non si comprende e non si può comprendere quel che non si conosce. Così magari si parte da una sciatica o da un problema di sovrappeso e si finisce a parlare di come va la vita lavorativa o il rapporto con il marito…
A volte, invece, è solo questione di portare un po’ di gioia e leggerezza alle persone in un’ora di Zumba o step, dove la musica ti prende per mano, la coreografia ti indica la strada e dentro si accende una luce, grazie alla quale il grigio scompare per un attimo e per un attimo vivi, vivi veramente.
Scrive per il sito de l’associazione Riprendiamoci il Pianeta e per il Portale Yoga, Vita e Salute.
“Scrivo, mi esprimo, danzo con le parole così come con la vita. D’altronde anche Shiva danza nella creazione continua, no?”

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