Conversazioni sull’Illuminazione

alto 3È venerdì mattina. Sono a casa con i miei figli. Pietro di 7 anni e Martino di 8 mesi.
Facciamo Educazione Parentale, quindi Pietro va a Scuola solo in rare occasioni.
Giochiamo, parliamo, lui esce a giocare fuori, rientra, facciamo ancora un po’ di non Scuola come la chiamiamo noi.
Insomma, una giornata come tante. Pietro mi appare cresciuto, faccio molta fatica a comprendere i suoi nuovi movimenti. Quelli interiori e quelli fisici. È più agile, lo percepisco più inquieto e a tratti gioioso. Lo chiamo scavalca montagne, corre, corre e ancora corre, ovunque trovi uno spazio per farlo. Esprime tutta la sua curiosità per la Vita infilando una domanda dietro l’altra a chiunque incontri sul suo cammino. Chiede, chiede e ancora chiede.
Così arriva l’ora di pranzo. Ci mettiamo a tavola e ricomincia il suo tempo delle domande.
Pietro: “Mamma vorrei vivere 15 milioni di anni, è possibile?”
Sorrido: “Non credo amore, però può darsi anche”
Pietro: “Secondo me è possibile”. Fa un attimo di silenzio, pensa mandando gli occhi al cielo e riprende. “Si secondo me è possibile. Io voglio essere immortale.”
Sorrido di nuovo rispondendo con un cenno della testa quasi a dargli poca importanza, mentre scolo la pasta e lavo un finocchio.
“Mamma!!!!” mi rimprovera “hai capito cosa ho detto?”
“Si, si ho capito. Va bene vuoi essere immortale” reagisco sempre un po’ distratta.
“Dico davvero mamma. Io voglio vivere per sempre” riprende.
“Te lo auguro, amore” rispondo.
“Te no?” mi chiede incuriosito.
“Si anche a me piacerebbe vivere per sempre, o forse no. Boh!” riprendo confusa.
“E allora come si fa, lo sai?” incalza Pietro.
“No, non lo so” mentendo sapendo di mentire o mentendo davvero?
“Si che lo sai!” mi riprende subito.
“No” mi affretto a giustificarmi “O meglio si, so come si fa, ma non lo so fare. Dai Pietro è troppo complicato da spiegare. Te lo spiego tra un po’ di anni magari”.
“Ma io lo so di già” esclama incrociando le braccia e prendendo posizione “non importa che tu me lo spieghi e neanche che aspetti qualche anno”.
“Davvero lo sai?” chiedo interessata.
“Certo! Con la meditazione” afferma convinto. “Si mamma. Lo so sai che con la meditazione si arriva all’illuminazione!?!”
Io: “Ma chi te lo ha detto? Hai sentito me e il babbo che parlavamo o te lo ha spiegato qualcuno?”
Pietro: “No, lo so e basta. Allora mi metto subito a meditare”. Interrompe il pranzo, chiude gli occhi sulla sedia e prova a meditare.
Io: “Pietro non puoi meditare ora, sei troppo piccolo. Ci vuole ancora un po’ di tempo. Poi dovrai trovare qualcuno che ti insegnerà e così inizierai a meditare”.
Pietro: “Va bene allora aspetterò. E mediterò, mediterò fino ad arrivare all’illuminazione. Te non vuoi illuminarti?”
Io: “Certo che vorrei illuminarmi”. Rispondo poco convinta ridacchiando.
Pietro: “Massimo, il Guru è illuminato?”
Io: “Si”
Pietro: “Quindi vuol dire che lui può vedere tutto quello che ci circonda? Gli gnomi, le fate, gli Angeli e tutti gli altri. E poi lui può andare e venire (?). Il Guru vivrà per sempre e potrà decidere se restare o tornare sulla terra”.
Faccio un attimo di silenzio perché cerco di ricordarmi se ho dato a Pietro queste informazioni in qualche modo. No, non mi sembra, e poi come posso avergli detto che può andare e venire se non so neanche che vuol dire????? Sono visibilmente turbata.
Pietro: “Allora mamma il Guru è illuminato, Buddha era illuminato, anche Gesù è illuminato. Vivono per sempre”
Io: “Ma che significa illuminato Pietro lo sai?”
Pietro: “Illuminato è quando a qualcuno ad un certo punto gli scoppia tutta la luce che ha nel cuore, qui al centro del petto, e questa luce esce forte dal corpo, e raggiunge luoghi e spazi lontani. Tipo uno scoppio di Luce. E poi vede tutto il mondo con quella Luce li”.
Silenzio.
Pietro: “Quindi mamma secondo me il Guru è un po’ Buddha e anche un po’ Gesù. Va bene, ora basta, vado fuori a giocare”.

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Stefania Ermini

Mi chiamo Stefania. Sono nata 41 anni fa a Firenze in un giorno di Autunno, quando ancora si respirava l’aria del mosto e del vino nuovo. Ho trascorso i miei primi 41 anni in viaggio. Ho incontrato la gioia, la pesantezza, la tristezza, l’Amore, il mio compagno, un figlio, il gioco. Ho incontrato tanti luoghi, tanti amici con i quali ogni giorno circola un amore fraterno. Ho cambiato strada tante volte; ho studiato Economia e Commercio e in mezzo ai numeri mi sono persa! Dopo una scuola di Counselor e un Master in Mediazione Familiare, mi sono ritrovata oggi innamorata a farne il mio lavoro.
Scrivo. Mi piace scrivere. Viaggiare e scrivere. La scrittura mi ha sempre spinto fuori dalle crisi. I viaggi mi portano ad incontrare i miei limiti e ad abbracciarli. Ho incontrato l’India, il Nepal, il Tibet, l’Egitto, la Bosnia. Questi luoghi hanno messo in crisi le mie certezze e mi hanno fatto scegliere in corsa cambi di direzione.
Il mio migliore amico è diventato nel tempo il mio Amore, compagno di cammino, fedele, incerto e presente. E’ nato Pietro e mi ha spinto a ritrovare il tempo del gioco e della leggerezza, della pazienza, della presenza.
Quando il Dio raccontato dalla Chiesa non mi è più bastato, mi sono messa a cercare altrove. Ho sperimentato l’Hatha Yoga, la Meditazione Vipassana, la meditazione Cristiana, l’Integrated Amrita Meditation Technique. Ho attraversato qualche ashram, l’Annapurna e i monasteri tibetani. Poi ho incontrato la Fraternità di Romena in Casentino che in un abbraccio ha raccolto con dolcezza tutte queste esperienze.
E sono tornata a Casa incontrando Massimo Rodolfi, il Raja Yoga, Atman e tutti i fratelli sul Sentiero. Finalmente sento di aver messo Radici col Cuore!

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