Continuando ad andare “oltre” la medicina – terza parte

okAbbiamo visto negli articoli precedenti quanto noi stessi siamo in grado di creare e di distruggere a scapito del mantenimento della salute, ossia di un’armonia generale del corpo, della mente e dello spirito.

Facciamo una breve riflessione in merito ad uno degli eventi che più ci spaventa: la morte.

Questa viene vissuta come una profonda perdita, la fine della vita, mentre nella realtà è soltanto un passaggio, un cambiamento di stato, e quello che avviene è solamente la conclusione di un ciclo funzionale per entrare in un altro stadio vitale, così come ci racconta Claudia Rainville: “Quando entriamo nel sonno rimaniamo agganciati al corpo fisico, legati alla cosiddetta “corda d’argento”; questa “corda d’argento” funziona come il cordone ombelicale che unisce madre e figlio, attraverso il quale il piccolo è nutrito e mantenuto in vita nel mondo uterino. La corda d’argento serve a energizzare o animare la materia che compone il corpo fisico. Se questa si rompe in parte, abbiamo lo stato di coma; se si rompe completamente il corpo fisico non sarà più alimentato dall’energia vitale e la materia che lo compone, che veniva mantenuta in un insieme organizzato, si disorganizza….. Ma non per questo è morta la vita, perché la vita è eterna e continua in un mondo vibratorio diverso.”[1]

Questo ci deve far riflettere, ponendoci nella logica di un differente modello interpretativo dell’esistenza, che possiamo considerare come un insieme di più esistenze che coabitano in uno stesso luogo: è come un condominio ove risiedono più persone contemporaneamente senza che queste neanche si conoscano, seppur esistano comunque.

Così noi viviamo un’esistenza fisica ed il nostro corpo ce ne dà dimostrazione attraverso le sue manifestazioni sensoriali, contemporaneamente viviamo anche nell’esistenza delle emozioni, le quali manifestano le differenti vibrazioni a cui ci colleghiamo tramite i pensieri, ambito dell’esistenza mentale grazie alla quale ci poniamo in collegamento con la più elevata esistenza causale, quella dell’anima.

Usiamo un esempio espresso dalla stessa Rainville per spiegare come funziona questo “condominio”: “Maria si sente abbandonata dal padre. Un giorno, dal momento che è molto malata, il papà rimane in casa per badare a lei mentre di solito è sempre assente. Maria comprende che, quando è malata, ci si prende cura di lei. In seguito sviluppa una malattia dietro l’altra per attrarre l’attenzione delle persone che ama; si spingerà fino a un’asma molto tenace che la condurrà in ospedale. Qui, sentendosi nuovamente abbandonata, l’asma evolverà in problemi respiratori gravi e Maria “muore”, ovvero entra nel mondo astrale, poi nel mondo mentale e infine nel mondo causale. Questa “anima” si era servita della manipolazione per attirare l’attenzione e non aveva compreso che l’amore implica il rispetto della libertà.”[2]

Quando ritornerà in un altro corpo, ciò che era Maria potrebbe manifestare altre patologie per richiamare l’attenzione su di sé, se non avesse imparato che l’amore ha prima da essere dato per poi essere ricevuto e non preteso a priori, così che ad un altro passaggio vita/morte/vita quell’anima diverrà libera di esprimere, con responsabilità, il proprio esistere nell’amore e sarà libera di manifestare uno stato di ben-essere e armonia totale nella salute.

La Metamedicina si interessa quindi non solo della guarigione del corpo fisico ma anche e soprattutto della integrazione delle lezioni che la vita rimanda alle persone nella loro evoluzione.

Divenire responsabili della propria esistenza significa riconoscersi come colui che crea la propria vita, cercando di comprendere le ragioni della disarmonia che si sta vivendo e della lezione ad essa collegata, e agendo per ritrovare l’armonia.

Con questi presupposti si entra nel merito della consapevolezza, che passa per l’autocoscienza e per la scoperta del disagio di vivere, e che si può tradurre come il male dell’anima.

Tale malessere dell’anima ci porta a respingere la vita, a rifuggirla o a distruggerla, e questo è in stretto rapporto con le carenze affettive e i traumi familiari vissuti nell’infanzia, a volte persino nel periodo fetale, o dall’accumulo di sofferenze non risolte appartenenti ad altre vite passate.

Lo scienziato Abraham Maslow ha descritto in una piramide il valore dei bisogni umani ponendo alla base la sopravvivenza, a cui sono collegati i bisogni fondamentali di bere, mangiare e dormire, seguita poi dalla necessità di sicurezza, di avere relazioni e dalla necessità di agire, per porre all’apice della piramide la realizzazione che soddisfa il bisogno di servire (rimando ad altri articoli della sezione salute di questo portale per una trattazione più approfondita dell’argomento).

E’ quindi chiaro che l’uomo va alla ricerca dell’appagamento di ognuno di questi bisogni, e se uno dopo l’altro verranno soddisfatti con equilibrio si avrà armonia e una vita sana e gioiosa; diversamente, se prevarrà disequilibrio, subentreranno conflitti e si potrà assistere all’infelicità esistenziale, che a sua volta fornirà elementi di disarmonia e di malattia.

Ogni bambino ha quindi bisogno di ricevere riconoscimento, accettazione, accoglienza, protezione, affetto, attenzione e tanto amore, per consentirgli di crescere sano su tutti i piani, dal fisico, all’emotivo, dal mentale fino al piano dell’anima.

Potremmo quindi riassumere che la panacea di ogni male è l’amore. Amore che previene e rinforza il bambino, che una volta divenuto adulto è pronto ad affrontare la vita con tranquillità, gioia e armonia, mentre se viene dato a chi soffre può procurare stimoli vitali tali da portarlo alla guarigione totale.

Con la Metamedicina la Rainville ha voluto quindi darci degli strumenti utili per giungere a quella comprensione e auto-consapevolezza che portano verso la guarigione, per vivere una vita in piena libertà.

 


[1]                  Claudia Rainville, “Metamedicina, ogni sintomo è un messaggio”. Edizioni Amrita

[2]                  Ibidem.

Nicoletta Tascone

Nasce nel 1974 a Vasto (CH), frequenta l’istituto tecnico commerciale e si diploma in ragioneria.
Prosegue gli studi presso la scuola di Costume e Moda dell’università di Urbino ove si laurea in “progettazione di moda”, indirizzo moda.
Frequenta il corso “Assistente ufficio Stile” presso Camera della Moda, Regione Lombardia, conseguendo l’attestato regionale.
Frequenta il corso “Fashion Coordinator” presso Istituto Marangoni a Milano, conseguendone il diploma.
Ha esperienza lavorativa nel settore moda-abbigliamento in qualità di assistente e responsabile prodotto per vari marchi internazionali.
Si sta diplomando alla scuola Energheia di Bergamo sotto la guida di Graziano Fornaciari.
È madre di una splendida bambina, partorita in casa con metodo naturale (lotus birth), di cui, attraverso esperienza vissuta, vorrebbe testimoniarne l’efficacia per divulgarne i benefici.