Come fare se il più piccolo scavalca?

scavalca il grandeIl più piccolo vuole essere di più, ma vuole anche godere del suo posto. A volte, quindi, il più piccolo vorrebbe tutto. Allora si innescano le liti e l’armonia famigliare salta. Il piccolino provoca, attacca, poi piange e cerca le coccole. Per non parlare dei turbamenti che attraverseranno a ruota gli altri fratelli.

A questo punto le cose da fare stanno in poco posto.

  • RIFLESSIONE GENITORIALE: cosa è cambiato nell’organizzazione famigliare negli ultimi tempi? Come sto personalmente io, mamma o papà? Cosa sta cambiando nella mia vita che rende più superficiale e meno soddisfacente la relazione quotidiana con mio figlio? Inutile pararsi dietro alle scuse o, tanto peggio, trafiggerci di sensi di colpa. Bisogna solo concedersi la possibilità di scorrere al ritmo della vita, che sale e scende, che segue ciclicamente i suoi movimenti. Anche noi genitori e adulti siamo parte di questo ritmo e non possiamo pretendere da noi stessi una condotta lineare e impeccabile, che non ha ritmi da ufficio, non esiste e va contro ad ogni ritmo di natura.

Dal comprendere questa possibilità di essere “genitori liberamente naturali” nasce il senso di responsabilità. Ovvero, siamo responsabili di ciò che agiamo e quindi pronti a riesaminarlo e riaggiustarlo, ricollocandolo più opportunamente nella relazione con nostro figlio.

  • RITROVIAMO MOMENTI DEDICATI SOLO A NOI ED A NOSTRO FIGLIO. Saranno momenti preziosi che lui o lei potranno vivere serenamente, senza conflitti con i fratelli. Vedrete che vostro figlio sarà un altro. Cercate di apprendere quanto più possibile, come vostro figlio è cambiato in questi tempi, i giochi nuovi, le nuove finestre della sua curiosità. Forse, in questo periodo di vostro cambiamento e riorganizzazione personale, anche vostro figlio è cambiato. E’ cresciuto. Vive anche il disagio di essere “nuovo”, diverso. Non sa bene cosa fare, si annoia… deve ritrovare se stesso!
  • CERCHIAMO DI LIMITARE I MOMENTI DELLA GIORNATA IN CUI SI INSTILLA LO SCONTRO. Spezziamo le catene, diamo nuovi stimoli, idee per nuovi giochi, diverse organizzazioni temporali per non alimentare lo scontro. Lo scontro ha il suo valore, ma, in alcuni casi, diventa distruttivo. Allora dobbiamo evitarlo.
  • RISTABILIAMO L’ORDINE. Diamo forza ed ordine alla relazione tra fratelli. Magari abbiamo passato anni a giocare con loro ed abbiamo anche gioito nel vederli giocare tranquillamente insieme! Ma adesso non è tempo. Ogni tanto si dimentica tutto ciò che si è imparato, che è diventato realtà solida in noi.

Accade anche a noi adulti: nel momento in cui tutto vacilla e le maschere crollano, c’è spazio per una nuova vita. Così anche nei bambini. Le loro crisi personali facilmente si riversano nella relazione con i fratelli e con i genitori.

In questi momenti c’è bisogno di empatia e di comprensione, di dolcezza.

I ruoli vanno riassegnati e chiariti anche tra i fratelli, ma con la delicatezza di chi dipinge sulla porcellana.

La nostra relazione con nostro figlio sarà un continuum ciclico, un modificarsi dei punti di contatto tra le parti, ma così è la vita. La vita è squilibrio.

Abituiamoci alle montagne russe, la crescita, in fin dei conti, è sempre un bel gioco!

… È un’esperienza faticosa, ma divertente!

Simona Gherpelli

Inizio la mia formazione presso l’Istituto Magistrale Pedagogico Linguistico di Reggio Emilia, ma più interessata alla scrittura e all’arte che non alla prospettiva di una futura cattedra scolastica. Durante gli anni delle scuole superiori inizio a interessarmi profondamente alla filosofia e a tutto ciò che indaga l’essere umano.
Negli stessi anni della formazione universitaria presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, mi avvicino al Raja Yoga, studiando presso la Scuola Energheia.
Negli anni successivi, l’arte mi riconduce all’ambiente scolastico, portandomi a qualificarmi al Master per Atèlieristi organizzato da Reggio Children e lavorando negli anni successivi come atèlierista ed educatrice presso enti, nidi e scuole. Dopo qualche anno divento mamma di tre maschietti.
Inizio la pratica e lo studio dell’Hatha yoga e della Naturopatia, ed anche la pratica di Yoga nelle scuole con bambini dai 2 ai 10 anni.
Mi sono Laureata alle Magistrale in Scienze Pedagogiche, indirizzo Consulenza e Progettazione educative, presso Unimore.
Il percorso fatto mi ha portato ad osservare, in ambito educativo, una forte incoerenza ed incapacità di tradurre le teorie in pratiche educative concrete, attuabili, morbidamente gestibili e plasmabili dall’adulto stesso.
Ciò che mi interessa veramente è riuscire a stabilire un forte legame tra la teoria e la pratica affinché l’educazione possa diventare più sana e coerente con se stessa e con la vita.

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