Come educare i figli maschi: 3 idee attuabili

figli maschiQuali sono le esigenze della vita oggi? Come si è evoluto l’uomo?

Al di là di ogni definizione e descrizione, ciò che le donne chiedono maggiormente, è il rispetto.

Rispetto: Disposizione ad astenersi da atti offensivi o lesivi, implicita nel riconoscimento di un diritto (Wikipedia) e, comunque, un “Sentimento che porta a riconoscere i diritti, il decoro, la dignità e la personalità stessa di qualcuno, e quindi ad astenersi da ogni manifestazione che possa offenderli “(1)

Il rispetto è, in ultima analisi, un “atteggiamento fondati sulla consapevolezza dei meriti, dei diritti, del decoro altrui”(2)

Quali sono, quindi, le modalità per sviluppare queste consapevolezze?

Non c’è consapevolezza senza conoscenza. Bisogna quindi far conoscere l’altro universo, quello femminile.

  • Si gioca tutti insieme! Maschi e femmine, così ci si conosce, nelle proprie diversità e similitudini, nelle grandi capacità del maschio e della femmina. Lasciamoli giocare con le bambole, con le costruzioni, con le biciclette, i monopattini, le macchine, i travestimenti: tutto è parte della vita.
  • La casa è di tutti! Coinvolgiamo quotidianamente il nostro maschietto nella preparazione del pranzo, nel riordino della cucina e nelle pulizie. Saranno molto più indipendenti, da grandi, e sensibili al lavoro individuale e condiviso, qualunque esso sia.
  • Evitiamo di collegare l’idea di maschio alla violenza ed all’agitazione. Maschio è ben altro. E’ creatività, costruzione, azione, riflessione, forza e delicatezza insieme. Basta ai giochi violenti. Alterniamo giochi d’azione e giochi di pensiero, strategia, logica, intuito, creatività ed arte. Comprare ai nostri figli maschi delle perline per creare gioielli, stampini per cucinare biscotti insieme a noi, magliette da decorare insieme, di certo non li confonderà. Li renderà più completi, liberi e sereni.

Non c’è consapevolezza senza conoscenza, lasciamo quindi che, attraverso questi accorgimenti, il nostro bambino cerchi la parte femminile che è in lui, la madre. Parallelamente alla sperimentazione dell’universo femminile, della Shakti che è in lui, il nostro maschietto si costruirà una sua precisa identità maschile, nata però dalla conoscenza, non dall’ignoranza.

Nella mitologia Induista, l’universo è creato dalla combinazione delle divinità Shiva e Shakti, il principio maschile e femminile. “Ciascuna di queste deità ha la tendenza a muoversi una verso l’altra. Shakti, salendo dalla terra, viene descritta come “l’aspirazione divina dell’anima umana”. Mentre Shiva, che scende dall’alto, è “l’irresistibile attrazione della grazia divina” o manifestazione. Essi esistono in un abbraccio eterno (…)” Loredana Colitti (http://www.yogavitaesalute.it/2014/09/22/il-principio-maschile-shiva-e-la-controparte-femminile-shakti-13060.html)

Nell’induismo esiste rispetto profondo tra Shiva e Shakti, poiché tanto Shiva quanto Shakti risiedono dentro ciascuno di noi. Così nei nostri bambini, ci sarà profondo rispetto della donna, se li educheremo alla conoscenza ed alla cura della Shakti in ognuno di loro.

(1)-(2) (http://www.treccani.it/vocabolario/rispetto/)

Simona Gherpelli

Inizio la mia formazione presso l’Istituto Magistrale Pedagogico Linguistico di Reggio Emilia, ma più interessata alla scrittura e all’arte che non alla prospettiva di una futura cattedra scolastica. Durante gli anni delle scuole superiori inizio a interessarmi profondamente alla filosofia e a tutto ciò che indaga l’essere umano.
Negli stessi anni della formazione universitaria presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, mi avvicino al Raja Yoga, studiando presso la Scuola Energheia.
Negli anni successivi, l’arte mi riconduce all’ambiente scolastico, portandomi a qualificarmi al Master per Atèlieristi organizzato da Reggio Children e lavorando negli anni successivi come atèlierista ed educatrice presso enti, nidi e scuole. Dopo qualche anno divento mamma di tre maschietti.
Inizio la pratica e lo studio dell’Hatha yoga e della Naturopatia, ed anche la pratica di Yoga nelle scuole con bambini dai 2 ai 10 anni.
Mi sono Laureata alle Magistrale in Scienze Pedagogiche, indirizzo Consulenza e Progettazione educative, presso Unimore.
Il percorso fatto mi ha portato ad osservare, in ambito educativo, una forte incoerenza ed incapacità di tradurre le teorie in pratiche educative concrete, attuabili, morbidamente gestibili e plasmabili dall’adulto stesso.
Ciò che mi interessa veramente è riuscire a stabilire un forte legame tra la teoria e la pratica affinché l’educazione possa diventare più sana e coerente con se stessa e con la vita.

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