Alle Piane di Mocogno… non ti puoi smarrire!

PIANE DI MOCOGNOEra da un po’ di tempo che si affacciava un pensiero dentro di me: “Ora scrivo due righe sulle Piane di Mocogno!”. Ho trovato sempre qualche resistenza fintanto che, di ritorno dal fine settimana trascorso alle Piane il 7 e 8 Dicembre, mio marito Riccardo ha iniziato a consigliare a parenti ed amici un bel viaggio alle Piane di Mocogno. Vai, è fatta, scrivo l’articolo.
Eccomi. Se avete voglia di un tuffo negli anni ‘70, di stare in famiglia e di giocare, viaggiate verso l’Appennino Modenese. A metà strada tra le piste dell’Abetone sulle montagne pistoiesi e il comprensorio sciistico del Cimone, le Piane accolgono. Qui, siamo nel cuore del Frignano e si arriva attraverso una o due strade che si fanno spazio tra i boschi.
E’ un piccolo luogo, dove due o tre famiglie arricchiscono il quotidiano e sistemano pranzi, cene, sedano la fame, aprono le piste d’Inverno per i piccoli e grandi sciatori.

Intorno ad una Piazza si snoda tutto il Cuore delle Piane: una chiesetta, gli animali e gli Yak al pascolo quando la neve si scioglie, l’Hotel Mazzieri, gestito dalla calda famiglia Mazzieri, il Grizzly Bar, piccoli negozi di artigianato. Le Piane dopo poche ore diventano Casa. Giri quattro edifici, cammini lungo due sentieri, scendi tre piste con lo slittino quando la neve si offre o pedali in bicicletta per qualche bosco in estate e tutto ti riporta a Casa, alla Piazza.
C’è un’appartenenza comune a questo luogo che fa sentire come gigli del campo e uccelli del cielo. Alla fine della giornata il corpo si ritrova sempre a percorrere gli stessi luoghi, a girare la stessa piazza, ad entrare all’Hotel Mazzieri per un caffè e ad uscire dal Grizzly Bar dopo aver sorseggiato una buona tisana.
In Inverno c’è neve, sempre, tanta. E quando c’è neve, si approfitta delle notti di Luna per infilarsi le ciaspole, una luce frontale e camminare in notturna. Si gioca con lo slittino scivolando senza sosta come bambini o solcando le lunghe piste di sci di fondo. Con l’arrivo della Primavera, le acque si sciolgono e ci accompagnano ad esplorare i sentieri, seguendo rivoli e piccoli fiumi, per riposare su tronchi e oziare sui prati riscaldati da un nuovo sole.

Ma alla fine, dopo ogni attività in qualsiasi stagione, ci ritroviamo sempre all’Hotel Mazzieri a mangiare polenta per dar sosta al freddo, o quintali di ricotta e verdure lesse buone per ogni temperatura.
Si arriva alle Piane e ci si ferma qualche giorno, il tempo di un Corso o il tempo desiderato. Le Piane fanno Casa, fanno Amicizia.

Ogni volta che ci troviamo in questo luogo, faccio ed osservo gli stessi gesti: si gira la Piazza, più volte. Ci si ferma ad osservare, qualcosa. Si continua a girare, si fanno due parole, si dà un abbraccio a qualcuno che arriva o a qualcuno che parte… e ancora si continua a girare. Alle Piane si fanno gli stessi gesti: qui c’è certezza, non ci si perde. Tutto si ripete, lì dove il Cuore è la Piazza, il Centro. La Piazza, il luogo di ritrovo, d’incontro.
Dopo l’ultimo giro della Piazza, sorrido. Questo luogo mi fa ridere, andar lenta e restare.
Così ripenso al “mantra della Dea e del Buddha” di Rick Fields… che calza la scarpa delle Piane di Mocogno e che trasformandolo un po’ potrebbe suonare così:

Qui
alle Piane di Mocogno
“Sii il tuo respiro, ah
Sorridi, eh
e rilassati, oh
E ricorda… non ti puoi smarrire!”

Stefania Ermini

Mi chiamo Stefania. Sono nata 41 anni fa a Firenze in un giorno di Autunno, quando ancora si respirava l’aria del mosto e del vino nuovo. Ho trascorso i miei primi 41 anni in viaggio. Ho incontrato la gioia, la pesantezza, la tristezza, l’Amore, il mio compagno, un figlio, il gioco. Ho incontrato tanti luoghi, tanti amici con i quali ogni giorno circola un amore fraterno. Ho cambiato strada tante volte; ho studiato Economia e Commercio e in mezzo ai numeri mi sono persa! Dopo una scuola di Counselor e un Master in Mediazione Familiare, mi sono ritrovata oggi innamorata a farne il mio lavoro.
Scrivo. Mi piace scrivere. Viaggiare e scrivere. La scrittura mi ha sempre spinto fuori dalle crisi. I viaggi mi portano ad incontrare i miei limiti e ad abbracciarli. Ho incontrato l’India, il Nepal, il Tibet, l’Egitto, la Bosnia. Questi luoghi hanno messo in crisi le mie certezze e mi hanno fatto scegliere in corsa cambi di direzione.
Il mio migliore amico è diventato nel tempo il mio Amore, compagno di cammino, fedele, incerto e presente. E’ nato Pietro e mi ha spinto a ritrovare il tempo del gioco e della leggerezza, della pazienza, della presenza.
Quando il Dio raccontato dalla Chiesa non mi è più bastato, mi sono messa a cercare altrove. Ho sperimentato l’Hatha Yoga, la Meditazione Vipassana, la meditazione Cristiana, l’Integrated Amrita Meditation Technique. Ho attraversato qualche ashram, l’Annapurna e i monasteri tibetani. Poi ho incontrato la Fraternità di Romena in Casentino che in un abbraccio ha raccolto con dolcezza tutte queste esperienze.
E sono tornata a Casa incontrando Massimo Rodolfi, il Raja Yoga, Atman e tutti i fratelli sul Sentiero. Finalmente sento di aver messo Radici col Cuore!