Alberi Sacri – Il fico – prima parte

Questo magnifico albero, carico di frutti e significati, è sempre presente nelle campagne dei nostri avi, spesso lo troviamo attaccato al muro di casa, come sostegno o elemento portante, quasi parte integrante della storia della casa, quasi fosse un membro della famiglia. Ci rimanda ad un’idea antica di grande povertà, in cui però la natura era fortemente presente come potenza, a volte calamità, spesso vera alleata, grande madre che accoglie e nutre i suoi figli. Ci rimanda anche ad un’idea di grandi ricchezze, perchè di ricchezze il fico ne ha davvero tante. Vediamone un po’ la storia.

Originario delle regioni Caucasiche, diffuso poi ovunque, coltivato in Mesopotamia ed Egitto ove era giustamente ritenuto nutrimento essenziale quotidiano. In effetti potremmo definirlo come un albero bastante a se stesso, un po’ come il castagno o il dattero, i cui frutti hanno contribuito nel tempo a garantire la sopravvivenza.

Ma non è per questo, o solo per questo che lo chiamiamo cosmico, in lui ci sono proprietà e potenzialità davvero inaudite.

Per i buddisti era simbolo di conoscenza e coltivato in aree religiose come albero sacro. Non ne sono certa ma sembra che l’albero sotto cui il Buddha ricevette l’illuminazione fosse della famiglia del fico, il gigantesco Ficus Religiosa; dai suoi rami pendono radici aeree che toccando terra formano nuovi tronchi intorno a quello principale, cosicché dopo qualche tempo l’albero forma da solo un boschetto al quale i tanti tronchi conferiscono l’aspetto di un tempio vegetale.

Si narra che Ercole se ne nutrisse per mantenere la sua forza, ritenuto dagli antichi simbolo di fertilità ma anche di conoscenza. Il fallo rituale di Dioniso era intagliato in legno di fico, portato durante le processioni e appariva anche nelle processioni romane, ove “esprimeva l’energia del Dio che informava piante e animali, vegliando sulla fertilità e sulla fecondità”. L’ostensione rituale di un fallo può stupire chi come noi è cresciuto in una cultura che ha dissacrato la sessualità. Scrive Mircea Eliade, a proposito della sacralità del lingam di Shiva, che in certi contesti culturali e religiosi l’organo generatore di un Dio non soltanto simboleggia il mistero della sua creatività, ma significa anche la sua presenza.

In epoca romana la leggenda narra che la famosa cesta con Romolo e Remo, destinati a morire come frutti illegittimi della vestale Rea Silvia, non venne trascinata dalla corrente del Tevere straripato, ma si arenò in un’insenatura fangosa ai piedi di un fico e che la lupa si nutrisse dei suoi frutti, simboli di purificazione e fecondazione.

Dopo la scoperta dell’America si diffuse in tutto il mondo, donando le sue meravigliose proprietà.

Il frutto è assai ricco di vitamina A, potassio e ferro, dona beneficio a occhi, pelle, ossa e denti, è molto energizzante per la presenza di zuccheri, ma ha anche proprietà antinfiammatorie, utilizzato nella medicina popolare per tosse come decotto, ma utile anche per l’apparato urinario e circolatorio. Protegge il cuore, regolarizza la pressione, rinforza il sistema immunitario. Protettivo nei confronti di tumori al seno ed al colon; ha funzione lassativa. Indicato per disfunzioni sessuali, sterilità e disfunzione erettile, asma, stipsi, mal di stomaco, d’orecchio, ascessi e malattie veneree. Può bastare? La sua completezza è davvero sorprendente.

Nel prossimo articolo indagheremo altri aspetti più profondi di quest’albero sacro che è il fico, la sua potenza, la sua forza nascosta.

Elvira Angelucci

Ha lunga esperienza nell’ambito dell’insegnamento.
Gli anni tra il 1988 ed il 1996 sono decisivi per la sua formazione ed evoluzione interiore.
Lascia la scuola per dedicarsi allo studio ed alla pratica dello yoga.
Frequenta a Firenze il corso di formazione professionale di Psicosintesi presso l’”Istituto Assaggioli” e, negli stessi anni si diploma, sempre a Firenze, al “Kushi Institute”, in medicina ed alimentazione naturale.
L’interesse per lo yoga e la guarigione spirituale la porta ad incontrare insegnanti di valore e Maestri di Saggezza, tra cui Ron Yung e Daskalos, con cui studia e approfondisce la pratica dell’introspezione e della meditazione.
Diviene allieva di Massimo Rodolfi, e con lui approfondisce lo studio del RAJA YOGA.
Si diploma presso ENERGHEIA, 1° scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Da lì inizia un percorso di auto- guarigione che si rinnova ogni giorno e da cui attinge forza e luce necessarie per oltrepassare lutti e difficoltà! Abilitata alla diffusione degli insegnamenti esoterici ed alla terapia esoterica, svolge corsi di Meditazione e di Raja Yoga in Toscana e di alimentazione naturale, nel territorio nazionale.
Nel 2010 fonda la ditta “SETTERISHI -rimedi per l’anima”, di cosmesi naturale e vibrazionale, iniziando lo studio sull’uso terapeutico di piante e fiori, dalla cucina alla cosmesi. Attualmente sta organizzando corsi ed incontri su questi temi, perché non può esistere guarigione e sviluppo di coscienza se non teniamo puliti i nostri corpi, a partire dal fisico.

Tags: , ,