1.2.3 motivi per allattare oltre l’anno di età!

Breastfeeding in The Park.Oioi ma ancora lo allatti a 14 mesi?

Si allatto. Mi piace allattare. Allatto tanto, a lungo, il giorno, la notte, quando mio figlio Martino vuole. Ho fatto così con Pietro e così ripeto l’esperienza con Martino.

Io sono una mamma pro allattamento prolungato. E ne sono felice!

Il preGiudizio da trasformare

“Ma non lo tieni troppo attaccato a te così? Non rischi che non diventi mai autonomo?”

Non lo so, può darsi. Non ho la Verità in tasca, però mi sembra che i miei figli siano abbastanza autonomi, nonostante lunghi mesi di allattamento.

Il gesto dell’allattamento mi tocca il Cuore. Prima come madre, poi come professionista.

Chiariamo un po’ di cose. La prima è che allattare a lungo non significa non nutrire il proprio figlio con cibi solidi. I bambini grandicelli cercano il seno della madre non solo per nutrimento, ma per coccola, per fare silenzio, per intimità, per riposo, per conciliare il sonno. Cercano il seno anche per gioco, a volte per noia, per consolazione. Con questo avvicinarsi al seno ogni volta respirano l’odore della madre, vengono accolti tra le sue braccia e lì si acquietano. Sempre.

Il concetto del Vizio legato ad un bimbo non riesco davvero a riconoscerlo. Se per definizione di Vizio utilizzo quella che riporta a Tendenza e abitudine al male.

Ma sarà possibile che ogni donna allattando oltre l’anno di età porti il proprio figlio ad abituarsi al male? Oddio no, non mi risuona.

Allatto e col mio latte faccio stare bene mio figlio. Sto insegnando lui l’arte della Cura e dell’Attenzione. Ogni volta che allatto posso sussurrare con quel gesto…Ti amo, ti nutro, sto attenta ai tuoi bisogni.

E immagino che sarà anche così che da adulto imparerà a nutrire se se tesso e gli altri, ad ascoltare i bisogni e a porre attenzione all’altro. Forse imparerà a chiedere senza paura di ricevere un no come risposta, perché quando ha chiesto il seno gli è stato sempre donato.

Tutto questo sento che porta verso il Buono della Vita, non certo verso il male. Quindi no! La parola vizio non può essere davvero accostata al Bambino.

Attenzione

Quando allatto compio un gesto di infinita attenzione. Ascolto il suo bisogno, metto un attimo da parte il mio e mi dedico a lui. Corpo col seno, mani e carezze, occhi con l’intensità dello sguardo. Tutta la mia attenzione. Per lui. E Carlos Gonzales in Bésame mucho. Come crescere i vostri figli con amore, scrive a proposito dell’attenzione.

“Quando dedichi attenzione a tuo figlio, gli stai insegnando a essere indipendente. […] Se gli dai il contatto di cui ha bisogno, finirà col superare la sua insicurezza; se glielo neghi, il problema diventerà sempre più grave. Quando un bambino smette di chiamare la madre perché non ne ha più bisogno non è come quando smette di chiamarla perché sa che, per quanto la chiami, lei non gli presterà attenzione…In qualsiasi lavoro o in qualsiasi attività, dal mettere mattonelle al suonare il pianoforte, si può raggiungere il successo solo ‘dedicandogli tempo’. Perché vogliono farci credere che prendersi cura dei figli sia l’unica attività umana nella quale il tempo diventa elastico?”

 

Tempo. L’allattamento è un tempo dedicato. È un tempo trascorso col proprio figlio. Un tempo scelto, amato. E per questo non c’è un tempo definito e definibile per allattare. Credo che nessuno possa importi come regola “allatta 7 mesi, 12 mesi e poi staccalo”.

Ma c’è solo il tempo sentito dalla madre e dal figlio. Il figlio un giorno potrà scegliere in autonomia di non attaccarsi più al seno, ma anche la madre potrà decidere se interrompere l’allattamento perché sentirà che quel tempo è esaurito.

Allora il gesto di Cura, Amore e Attenzione, quel nutrimento sarà sostituito da un altro gesto…anche solo un Bacio, che tutto racchiuderà, anche il ricordo di quel tempo compiuto e riempito dal Latte.

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Stefania Ermini

Mi chiamo Stefania. Sono nata 41 anni fa a Firenze in un giorno di Autunno, quando ancora si respirava l’aria del mosto e del vino nuovo. Ho trascorso i miei primi 41 anni in viaggio. Ho incontrato la gioia, la pesantezza, la tristezza, l’Amore, il mio compagno, un figlio, il gioco. Ho incontrato tanti luoghi, tanti amici con i quali ogni giorno circola un amore fraterno. Ho cambiato strada tante volte; ho studiato Economia e Commercio e in mezzo ai numeri mi sono persa! Dopo una scuola di Counselor e un Master in Mediazione Familiare, mi sono ritrovata oggi innamorata a farne il mio lavoro.
Scrivo. Mi piace scrivere. Viaggiare e scrivere. La scrittura mi ha sempre spinto fuori dalle crisi. I viaggi mi portano ad incontrare i miei limiti e ad abbracciarli. Ho incontrato l’India, il Nepal, il Tibet, l’Egitto, la Bosnia. Questi luoghi hanno messo in crisi le mie certezze e mi hanno fatto scegliere in corsa cambi di direzione.
Il mio migliore amico è diventato nel tempo il mio Amore, compagno di cammino, fedele, incerto e presente. E’ nato Pietro e mi ha spinto a ritrovare il tempo del gioco e della leggerezza, della pazienza, della presenza.
Quando il Dio raccontato dalla Chiesa non mi è più bastato, mi sono messa a cercare altrove. Ho sperimentato l’Hatha Yoga, la Meditazione Vipassana, la meditazione Cristiana, l’Integrated Amrita Meditation Technique. Ho attraversato qualche ashram, l’Annapurna e i monasteri tibetani. Poi ho incontrato la Fraternità di Romena in Casentino che in un abbraccio ha raccolto con dolcezza tutte queste esperienze.
E sono tornata a Casa incontrando Massimo Rodolfi, il Raja Yoga, Atman e tutti i fratelli sul Sentiero. Finalmente sento di aver messo Radici col Cuore!

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